Proseguiamo a trattare il tema della valutazione d’azienda. Nel primo articolo avevamo preso in esame il metodo del DCF – Discounted cash flow, con  focus su 2 prospettiva di valutazione : Asset side o Equity side.

Oggi trattiamo il tema dei flussi monetari e parliamo di costo del capitale, entrando più nel merito del concetto di WACC (Weighted Average Cost of Capital ).

Flussi monetari

Asset side. Flussi monetari Unlevered (FCF)

•    Reddito operativo (EBIT)

•    meno, Imposte sul reddito (queste sono imposte figurative, perché la base imponibile è diversa da quella effettiva)

•    più, ammortamenti e accantonamenti

•    uguale, Flusso circolante della gestione

•    più o meno, variazione del capitale circolante netto (cd working capital)

•    più o meno, variazione degli investimenti, al netto dei disinvestimenti

•    uguale, Flusso di cassa free (FCFO)

Questi sono flussi di cassa disponibili per tutti i portatori di risorse finanziarie in azienda, siano esse capitale proprio o debito.

Equity side. Flussi monetari Levered (FCFE)

•    Flusso di cassa free (FCFO)

•    Meno, Oneri finanziari netti

•    Più o meno, Variazione dell’indebitamento finanziario netto (- rimborsi, + nuovi debiti)

•    Uguale, Flusso di cassa per gli azionisti (FCFE)

Come si vede i flussi monetari Equity side partono dai flussi monetari Asset side e vengono depurati dal servizio del debito aziendale. In altre parole essi danno i flussi di cassa disponibili per i soli azionisti
Il tasso di attualizzazione

Che cos’è il costo medio ponderato del capitale

Con l’ottica asset side, viene utilizzato il cd. WACC (Weighted Average Cost of Capital), costo medio ponderato del capitale. Nell’ottica asset side si remunerano infatti tutti i portatori di finanziamenti all’impresa, sia in Capitale proprio (Equity), che in Capitale di terzi (leva finanziaria).
La formula prende in considerazione separatamente sia il rischio cui è soggetto l’Equity che quello cui è soggetto la leva finanziaria.

La formula del WACC è la seguente:

                                E                                    D
WACC =    Ke     ——-     +    Kd     (1-t)    ——-         
                              (D+E)                                   (D+E)    

dove:

WACC = Weighted Average Cost of Capital

Ke = costo del capitale proprio

E = patrimonio netto (Equity)

D = indebitamento (Debt)

Kd = costo dell’indebitamento

t = aliquota fiscale sulle imposte sui redditi

La formula indica 2 componenti, separate dal segno + :

1) il costo dell’Equity

2) il costo dell’indebitamento,

Ciascuno dei suddetti fattori avrà un certo peso rispetto al totale del capitale investito.

Con l’ottica Equity side si usa il CAPM (Capital Asset Pricing Model). In pratica si utilizza solamente la prima parte della formula del WACC sopraesposta, che riguarda il solo costo dell’Equity

Può essere utile a questo punto inserire un’immagine, ricavata dal sito di Borsa italiana sui metodo DCF, sui flussi levered (equity side) e unlevered (asset side), nonchè sui relativi Cash flows.

Fonte: www.borsaitaliana.it

Nei porssimi appuntamenti parleremo di?

Nei prossimi paragrafi viene illustrata l’applicazione del metodo DCF con l’approccio Asset side, che è l’approccio più utilizzato nelle prassi valutative. D’altra parte, una volta divenuti padroni di questo approccio, passare all’approccio Equity side appare abbastanza agevole, avendo presenti le differenze indicate sopra sul calcolo dei Flussi di cassa e dei Tassi di attualizzazione

Articolo a cura di Angelo Fiori, dottore Commercialista e revisore contabile dei conti, con esperienza professionale quarantennale in campo amministrativo, con focus principale sulla revisione contabile e sulle valutazioni d’azienda e di strumenti finanziari.

Sito internet: www.angelofiori.it