Proseguiamo a parlare di Valutazione d’azienda. L’ultimo step per la definizione delle future performance è costituito da Cash flow, meglio dal Free cash flow, cioè il flusso di cassa disponibile per azionisti e finanziatori.

Abbiamo affermato in premessa di voler valutare con il metodo DCF nel’impostazione “asset side”. Così facendo bisogna determinare il flusso di cassa disponibile per azionisti e finanziatori (nella terminologia anglosassone Unlevered Free cash flow o semplicemente Free cash flow). Questa grandezza individua il flusso di cassa disponibile per tutti coloro che hanno fornito capitale all’azienda, sia azionisti che finanziatori.

Per determinare questo flusso di cassa si parte dall’EBIT al quale si detraggono una stima delle imposte a carico. Si correggono quindi gli importi corrispondenti ai costi che non rappresentano uscite finanziarie (ammortamenti e fondi) e si aggiunge-toglie la variazione di capitale circolante netto (CCN). Si ottiene il Flusso di cassa operativo netto. Da questo si detrae il  Capex, dato dalle necessità di reinvestimento in capitale fisso e circolante.

Il risultato finale è il Free cash flow

Schematicamente:

Articolo a cura di Angelo Fiori, dottore Commercialista e revisore contabile dei conti, con esperienza professionale quarantennale in campo amministrativo, con focus principale sulla revisione contabile e sulle valutazioni d’azienda e di strumenti finanziari.

Nei precedenti articoli abbiamo parlato di:

1) Valutazione d’azienda: Asset Side o Equity Side. Cenni introduttivi

2) Valutazione d’azienda: i flussi monetari levered e unlvered

3) Valutazione d’azienda: Enterprise Value, VAN, Tasso di attualizzazione

4) Valutazione d’azienda: il WACC e il modello CAPM

5) Valutazione d’azienda: come usare il tasso di attualizzazione

6) Valutazione d’azienda: performance aziendali e flussi di cassa prospettici