Abbiamo intervistato Giulia D’Amato e Alessio Boceda, fondatori della community Startup Geeks. Ripercorriamo la loro storia: dalla idea di un blog su tematiche digitali alla creazione di uno spazio virtuale per permettere a imprenditori e professionisti di fare networking e confrontarsi.
Startup Geeks è una community, che oggi conta 400 startupper e circa 50 mentor. La possibilità del confronto e di fruire di webinar formativi e convenzioni sono i punti di forza di Startup Geeks. Completano l’intervista un’analisi sullo stato dell’ecosistema delle startup italiane e una serie di suggerimenti sui punti chiave da considerare per trasformare una business idea in un’azienda che cresce.

1) Com’è nata l’idea Startup Geeks? Facciamo un po’ di storytelling

Il tutto ha inizio in Perù, durante il nostro viaggio di nozze. In quel frangente vivevamo entrambi all’estero, in Germania, avevamo un lavoro e non era in programma il tornare in Italia. Fu durante quel viaggio, leggendo un report che inseriva l’Italia al 25esimo posto in Europa per quanto riguarda la digitalizzazione che abbiamo deciso di creare un progetto per migliorare questa statistica.

Dopo molte analisi e conversazioni con imprenditori ci siamo resi conto che mancava un luogo fisico o digitale in cui gli imprenditori si potessero confrontare sulle tematiche più delicate del proprio percorso e questo elemento contribuiva al numero negativo che vede il 90% delle startup fallire entro i primi 3 anni dalla fondazione.

Da questi elementi è nata la necessità di creare prima un blog in cui fare divulgazione per gli imprenditori sulle tematiche core del mondo startup e successivamente creare uno spazio digitale e protetto in cui far conoscere startupper e professionisti, dando loro la possibilità di sviluppare il proprio progetto in modo più consapevole e facendo meno errori grazie alla possibilità di confronto continua.

startupper

2) Cosa significa far parte della Community di Startup Geeks?

Significa far parte di un nuovo movimento di imprenditori che hanno compreso che fare azienda è difficile e farlo da soli lo è ancora di più.
Significa avere accesso ad uno spazio online in cui è possibile condividere con tutti gli altri membri della community i propri dubbi e le proprie domande e trovare risposta sia grazie all’esperienza pregressa degli altri ma anche grazie al supporto dei mentor. Proprio l’assenza di un mentor, di una guida più esperta che possa accompagnare l’imprenditore lungo il suo percorso, può essere causa di rallentamenti ed errori durante lo sviluppo della propria idea di startup.
Nella community, composta ad oggi da oltre 400 founder, ci sono più di 50 mentor dalle competenze molto verticali che rispondono alle domande degli imprenditori e fanno in modo che nessuna delle startup si senta sola nel suo viaggio attraverso la fase di validazione, l’entrata sul mercato e la crescita.

 

3) Diamo qualche numero statistico della vostra community

Ad oggi, dopo un anno dal lancio, la community Startup Geeks Premium conta oltre 400 imprenditori abbonati, di cui il 65% è attivo nella community su base settimanale.

In questo primo anno di attività i membri della community si sono scambiati ben 73.000 messaggi.

Sono nate molte collaborazioni, alcuni di loro hanno trovato un nuovo socio con cui portare avanti il progetto, altri hanno trovato nuovi partner commerciali, molti altri hanno semplicemente trovato lo spazio dove confrontarsi per poter prendere le decisioni più velocemente grazie all’aiuto degli altri membri.

Per la community sono stati effettuati oltre 60 webinar formativi, invitando imprenditori, professionisti e investitori.

Inoltre, i membri della community hanno avuto accesso ad un numero sempre maggiore di convenzioni che potessero fargli risparmiare per avviare e far crescere la propria attività con un occhio al portafoglio. Ad oggi questi benefici ammontano ad oltre 75 sconti per un totale di oltre 20.000 €.

 

4) A che punto siamo con l’ecosistema Startup in Italia?

L’ecosistema startup in Italia è ancora in una fase iniziale rispetto a quello di Paesi europei, per non parlare di USA o Asia.

Vediamo tuttavia un grande fermento da parte di molti player: imprenditori in primis, ma anche investitori (è in forte diffusione l’equity crowdfunding) e altri player dell’ecosistema, in particolare incubatori e acceleratori, che grazie ai loro servizi semplificano la strutturazione e la crescita delle startup.

C’è ancora molto da fare ma siamo fiduciosi: il bello deve ancora venire e speriamo di poter contribuire a recuperare la strada che ci separa dalle altre nazioni europee, creando un ecosistema sempre più coeso e fiorente.

 

5) Come si trasforma una business idea in una Startup che evolve e cresce? Quali suggerimenti date agli startupper?

Noi suggeriamo sempre di partire dal processo di validazione: è indispensabile effettuare dei test per comprendere se un determinato cliente ha un determinato problema da risolvere. In questa fase è fondamentale parlare con le persone e individuare un vero problema o bisogno su cui vale la pena lavorare.

Successivamente si passerà alla fase di test della propria soluzione, per comprendere l’interesse all’acquisto del prodotto o servizio. Questo percorso va fatto velocemente e contenendo i costi, bisogna essere flessibili e bisogna aver la possibilità e la flessibilità di sbagliare e cambiare molte volte.

Nel frattempo è necessario analizzare bene il mercato nel quale si vuole entrare con la propria startup (è un mercato grande? è un mercato in crescita?), il panorama competitivo (quante altre aziende stanno proponendo la mia stessa soluzione?), definire il modello di business (come genererò utili?) e creare un team complementare.

Le persone sono infatti alla base di una startup di successo: senza le persone giuste non si andrà da nessuna parte.