Milioni di persone si sono improvvisamente ritrovate durante il 2020 a lavorare da casa, cercando di creare per la prima volta uno spazio di lavoro domestico efficace. Il lavoro da remoto è stato, per molti, il realizzarsi di un sogno, per altri invece quasi una forma di schiavitù, un cambiamento radicale della propria giornata il cui lo spazio di lavoro si è amalgamato con quello dedicato alla propria vita privata. Il proprio spazio. La propria casa. In ogni caso è stato necessario rivedere gli spazi di casa per conferirgli questo nuovo ruolo.

 

Per questo motivo è sempre più importante saper organizzare la propria abitazione utilizzando degli elementi per saper osservare meglio lo spazio e portare attenzione alla stretta relazione tra gli stimoli dello spazio e le risposte neuro cognitive e biochimiche.

 

Ne hanno parlato in maniera approfondita l’architetto Alessia Costarelli, Ceo e Founder di ACK Service & Design e l’analista semiotica Tiziana Barone, collaboratrice di ACK e docente dell’Università La Sapienza di Roma. Dove? Online, in un Seminario specialistico organizzato da Bianco Lavoro Academy e moderato dal direttore Marco Fattizzo.

 

Nel seminario, molto seguito ed apprezzato sia da aziende che da privati,  è stato dimostrato quanto lo spazio di lavoro possa incidere positivamente o negativamente sulle performance lavorative e sul benessere psico fisico. Questo anche grazie ad una serie di oltre 50 slide, molto ben curate e dettagliate.

spazio di lavoro in casa

Ecco di seguito alcuni spunti di riflessione ed elementi che sono venuti fuori.

 

Vantaggi e svantaggi dello smart working

 

La capacità di lavorare da casa sta richiedendo un adattamento impegnativo: la necessità di apprendere nuove competenze, imparando ad organizzare e gestire le proprie skill lavorative in un contesto insolito, con spazi e ritmi diversi, magari anche con bambini in casa.

Esistono certamente dei vantaggi quali:

 

  • libertà ed autonomia del lavoratore;
  • risparmio sui costi e sui tempi di viaggio casa / lavoro;
  • migliora anche la vita personale e familiare.

 

E degli svantaggi:

 

  • possibile isolamento;
  • riduzione della qualità del lavoro;
  • spazi di lavoro non adeguati.

Che cos’è la casa

Come ben spiegato dall’architetto Costarelli, è importante comprendere che la casa non è solo un oggetto, un insieme di strutture, materiali e impianti. Non bastano soluzioni tecniche e funzionali a spiegarne il senso e il suo significato più profondo. La casa è un bene primario: luogo in cui ristorarsi, riposarsi, ripararsi, ritemprarsi, ricaricarsi. Ma è anche un luogo legato all’identità personale e delle relazioni con i propri affetti, un luogo dove ci si spoglia del proprio “vestito sociale” non avendo più la necessità di difendersi e dimostrare nulla a nessuno, ritornando ad essere noi stessi. Grazie alla casa l’individuo esce dal flusso caotico della vita e si concede del tempo e dello spazio per sé. Ma lo Smart Working ne stravolge il suo storico significato. E la casa deve accogliere un nuovo modo di viverla.

 

La scienza semiotica per creare lo spazio di lavoro 

 

Sull’aspetto della semiotica, la Dr.ssa Tiziana Barone è stata molto chiara, con esempi e dettagli. L’architettura, la scienza semiotica e la neuroscienza si pongono l’obiettivo di creare spazi capaci di  suscitare felicità, garantire il benessere e la produttività e migliorare la qualità della vita. La scienza semiotica, nel caso specifico dello spazio di lavoro, ci aiuta a passare dalla ricezione delle differenze alla definizione delle relazioni.

Si stima che gli esseri umani passino il 90% del tempo in spazi chiusi. Quindi è necessario rendere l’ambiente adatto per poter evitare tutte quelle malattie invisibili come lo stress e l’ansia.

Lo Smart Working ha determinato un uso diverso dello spazio, sia in ambito urbano che domestico e il limite netto di alcuni spazi si è ampliato ed ha assunto una nuova conformazione. A questo proposito ACK Service & Design si occupa di progettare luoghi di vita adeguati alle persone, in quanto l’ambiente modifica la chimica cerebrale e, quindi, le emozioni, i pensieri e i comportamenti.

 

Gli spazi interni, da sempre classificati secondo una chiara suddivisione tipologica, si sono trasformati fino a diventare meno precisi in quanto le attività si mescolano, di conseguenza anche gli ambienti. Le comunicazioni a distanza hanno innescato nuovi modelli di integrazione tra lo spazio virtuale e quello fisico, stimolando la nascita di nuovi tipi di spazi.

Per questo è importante creare il proprio spazio di lavoro in riferimento alla nostra percezione delle aree:

  • Area intima: tutto ciò che percepiamo intorno alla nostra postazione;
  • Area prossima: ciò che possiamo vedere;
  • Area distante: tutto ciò che percepiamo lontano dalla nostra postazione ma sappiamo esserci.

 

Le planimetrie dell’appartamento

 

Sia lato architettura e struttura dell’appartamento, sia lato semiotico, è stata mostrata la planimetria di un appartamento di 55mq con varie soluzioni per ricavare una postazione comoda, funzionale e sicura di smart working.

Ad esempio nell’ingresso, in camera da letto (con l’uso di pannelli divisori) o in soggiorno.

Appare chiaro come anche gli spazi più piccoli possono adattarsi, con il contributo di un professionista, ad essere adibiti a postazioni di lavoro efficienti.

spazio di lavoro in casa

Le proprietà dei colori in funzione delle attività e degli stimoli

 

Le vibrazioni delle onde di colore che corrispondono alle zone del corpo con la stessa frequenza possono essere usate per correggere gli squilibri energetici, migliorare il benessere e ripristinare la salute. Ed ogni colore ha le sue caratteristiche. Ad esempio:

 

Rosso: è un colore potente, eccitante ed ha la caratteristica di attirare l’attenzione. Stimola e aumenta la frequenza cardiaca, stuzzica la vivacità e rende l’ambiente amichevole. Se ben dosato è ottimo da usare in luoghi di lavoro dove si ha la necessità di stimolare i dipendenti, in particolare nelle aree marketing.

 

Giallo: un colore stimolante che ha il potere di infondere ottimismo e fiducia. Il giallo è utile negli uffici dedicati alla creatività e ai lavori di squadra.

 

Arancione: un colore stimolante sia a livello fisico che emotivo. Solitamente usato nelle aree break e ristoro in quanto viene associato al cibo, l’arancione è anche una valida opzione per gli uffici dedicati ai giovani lavoratori per la ricerca di una stimolazione mentale.

 

Verde: è il colore dell’equilibrio e dell’armonia. E’ l’ideale per spazi di lavoro che richiedono alle persone di lavorare per lunghe ore, ma anche dove si vuole alleviare l’ansia e sentirsi più rilassati.

 

Blu: dalle proprietà calmanti questo colore stimola una comunicazione chiara, logica ed efficace favorendo la concentrazione e stemperando la tensione mentale. Se eccessivamente presente può dare vita ad un ambiente freddo, poco emotivo ed ostile.

 

Viola: colore che incoraggia la contemplazione profonda e la meditazione. Usato in eccesso porta alla troppa introspezione.

 

Considerazioni e testimonianze sul Seminario

 

Questo seminario si posiziona nel contesto di un corso completo dal titolo “Il Manager dello Smart Working e del Remote Working”, spin-off del prestigioso Master in Risorse Umane Bianco Lavoro. Marco Fattizzo, direttore della Academy,  dichiara: “Preparando il corso mi sono reso conto che tutti gli elementi che ruotano intorno al concetto di Smart Working (comunicazione, software, obiettivi, etc..) sono legati da un filo comune: il benessere di chi lavora ed i suoi spazi di lavoro. Per questo non poteva mancare un intervento approfondito, tenuto da veri addetti ai lavori, che andasse a studiare questi aspetti fondamentali. Ed infatti molte aziende, sia di medie dimensioni che multinazionali, hanno scelto di iscrivere le loro persone chiave al corso.

 

Elsa Fidaleo, è una Recruitment specialist, per un’importante società multinazionale operante nel settore HR, in merito al seminario dichiara: “Anche se il tema è già stato affrontato in modo diffuso attraverso i media e webinar dedicati, posso affermare che le modalità e i contenuti con cui i relatori hanno messo in campo nuove argomentazioni, riflessioni e punti di vista sono risultati originali e di grande interesse: chi avrebbe mai associato lo smart working alla semiotica? La realtà per cui lavoro ha avuto un approccio pionieristico sperimentando lo smart working “con cautela” e in modalità test and learn, in un contesto non ancora maturo, in cui colleghi e manager stavano imparando cosa volesse dire lavorare in modalità smart. Con la pandemia l’organizzazione era, quindi, già pronta sia tecnologicamente che come approccio ad un modalità di lavoro differente dal consueto.

E’ vero però che le cose cambiano quando è l’intero nucleo familiare a dover stare a casa. 

Ecco perché ripensare e ridefinire gli spazi domestici, in modo che ogni ambiente mantenga la sua funzione primaria e ritagliando uno spazio da “destinare al proprio lavoro”, è importante. Creare l’ambiente dove accogliere i nostri interlocutori nelle videocall, ricercare quegli stimoli esterni che restano fondamentali nel vivere quotidiano sono aspetti sui quali non ci si sofferma o, forse, non è proprio la prima cosa che viene in mente quando si pensa allo smart working.”

Anche Lavinia Achim, HR Specialist di TroviLavoro (di Fidelitas United Broker Srl), ha seguito con interesse il Seminario. Ed ecco la sua valutazione: “Ho ritenuto il contenuto del webinar molto interessante, fonte di domande, ma principalmente di riflessioni. Ecco una di queste! Relativamente al concetto di smart working, tanto veicolato ultimamente, credo che la maggior parte delle persone si trovi a svolgere piuttosto un’attività di telelavoro o di remote working (non mi dilungo oltre sull’argomento). Comunque venga chiamata questa tipologia di attività lavorativa, diventa palese che, attualmente, è strettamente legata all’ambito domestico. Ci siamo trovati all’improvviso di fronte al così detto Home Made Office, che abbiamo dovuto configurare e in cui bisogna però cercare di ritrovare anche una Work Life Balance. Impresa non facile! Il layout dello spazio domestico viene ridefinito da ciascuno di noi per creare spazio alla postazione lavorativa. In tutta questa situazione ci vuole la consapevolezza del “perché” e poi l’impegno e la creatività per riconfigurare gli spazi al fine di differenziarli in base alle altre funzionalità della casa, assicurando comunque l’abitabilità e la fluidità interna. E’ un impegno “smart” ai fini del benessere personale, per attenuare i disagi psicofisici e per dare maggiore efficienza possibile all’attività lavorativa (da questa eravamo partiti!). Vale la pena provare!