Scopri i 5 errori più comuni che vengono commessi nell’approccio al SEO internazionale

Sono molti i motivi che spingono un’azienda a valutare i mercati esteri, dal successo nel proprio paese di origine che porta a voler replicare quanto di buono ottenuto, alla crescente domanda proveniente da altri Stati che ispira uno slancio di apertura oltre confine.

Che l’obiettivo della propria strategia di marketing estera sia la raccolta contatti di potenziali clienti (lead generation) oppure la vendita vera e propria tramite il proprio e-commerce, un ruolo fondamentale lo fa la SEO, ovvero il posizionamento del sito sui motori di ricerca internazionali.

Essere trovati prima degli altri quando l’utente fa una ricerca comporta chiaramente un vantaggio competitivo altissimo rispetto ai propri concorrenti.

Conquistare la prima pagina sui motori di ricerca

Ma come si batte la concorrenza aggiudicandosi le prime posizioni nei risultati di ricerca?

Esistono essenzialmente due modi:

  • Da subito, attraverso annunci sponsorizzati che richiedono ogni mese un budget di investimento che varia in base a quanto è competitivo il settore e il mercato. In questo caso i risultati varieranno in base all’investimento economico e termineranno quando si smetterà di spendere;
  • Da 6 mesi in poi, grazie a una strategia SEO sul proprio sito internet che permetterà di posizionarlo utilizzando le parole chiave più importanti per il proprio settore e ottimizzandone la struttura per renderlo più leggibile ai motori di ricerca. Un investimento di questo tipo è a lungo termine e si godrà dei risultati ottenuti anche una volta terminato il progetto.

 

Naturalmente il consiglio è sempre quello di affidarsi ad una buona agenzia SEO internazionale, poiché l’approccio con i mercati esteri deve sempre prevedere una strategia multicanale: strumenti diversi raggiungono obiettivi diversi, in tempi diversi, coprendo così ogni fase del processo che vede gli utenti avvicinarsi al nostro brand.

SEO internazionale, un investimento a lungo termine

Appare evidente quindi, quanto sia fondamentale un’ottimizzazione SEO internazionale per garantire stabilità e traffico continuo al nostro sito internet.

Senza contare che la fiducia degli utenti verso i risultati organici (frutto di un buon lavoro di SEO) rispetto a quelli sponsorizzati, è decisamente più alta, aumentandone di fatto il tasso di apertura e di conversione. Questo perché un risultato organico buono trasmette l’idea di un brand meritevole, riconosciuto e autorevole nel suo settore.

Aumentare il valore percepito della nostra nostra azienda quindi, passa anche da una buona attività SEO, specialmente all’estero dove non giocando in casa dobbiamo fare ancora più fatica per conquistare la fiducia dei nostri potenziali clienti!

Veniamo ora a qualche prezioso consiglio per il SEO internazionale del proprio sito e soprattutto vediamo insieme quali sono i 5 errori più comuni commessi dalle imprese che vogliono esportare e che possono pregiudicare il successo del proprio brand in un altro paese.

1. Pensare che esista solo Google per il posizionamento del proprio sito multilingue

Paese che vai, motore di ricerca che trovi! Se la strategia SEO va costruita per conquistarsi le simpatie del motore di ricerca, non si può commettere l’errore di trattarli tutti allo stesso modo. Google e Bing in Occidente, Yandex in Russia, Baidu in Cina, ognuno assegna autorevolezza a un sito web in maniera differente ed è necessario conoscere i fattori di ranking valutati da ognuno per poter operare nel modo corretto e scalare la SERP.

2. Partire da un’analisi SEO approssimativa che non tiene conto delle differenze linguistiche tra paese e paese, se pur parlanti la stessa lingua

Quando ci si approccia ad un progetto di marketing la fase di analisi è senza dubbio il punto di partenza di ogni attività. Pensare che la propria idea o il proprio prodotto possa essere vincente all’estero solo perché in Italia otteniamo grande successo è una visione limitante che può portarci a dare per scontati tanti elementi di cui invece dovremmo tenere conto.
Verificare che nei paesi in cui vogliamo vendere ci sia ricerca per il nostro prodotto o servizio, capire quanta ce n’è, analizzare il traffico del proprio sito tramite analytics, scoprire quali sono le keywords più rilevanti in quello stato, verificare se ce ne siano altre correlate ed altrettanto importanti è la base di una buon progetto SEO multilingue.
Ciò che troppo spesso si dà per scontato sono però le differenze linguistiche in paesi parlanti la stessa lingua. Appare chiaro nell’esempio tra l’inglese britannico e quello americano, i quali si differenziano spesso sia per grammatica che per ortografia:

es.

British English: colour or programme (colore o programma)

American English: color or program (colore o programma)

 

Molte anche le differenze nel vocabolario, con termini molto diversi per scrivere della stessa cosa, come la parola appartamento: flat (inglese britannico) e apartment (inglese americano).

La ricerca delle parole chiave deve necessariamente tenere conto di ciò per poter riportare dati validi su cui basare la propria strategia export ed evitare di fare investimenti sbagliati.

3. Non considerare l’aspetto culturale dei paesi nei quali si vuole esportare

Questo errore si verifica spesso con il SEO per l’export in Europa, un continente unito da poco tempo che porta con sé una varietà linguistica e culturale non indifferente.

Non a caso Andreas Kaplan (professore di Marketing e Comunicazione all’ ESCP Europe Business School) la descrive come un continente che “possiede una massima diversità culturale in distanze geografiche minime”[1].

Conoscere queste differenze culturali è fondamentale per generare contenuti capaci di generare empatia in chi li legge e lato SEO ci permette di intercettare i bisogni e i desideri a cui il nostro target cerca risposta online.

4. Traduzioni VS Interpretazioni per l’ottimizzazione SEO internazionale multilingue del proprio sito

Errore comunissimo quanto banale è quello di pensare che la traduzione dei propri contenuti da una lingua all’altra basti a farsi conoscere negli altri Paesi.

Una mera traduzione dei contenuti però è quanto di più lontano da un approccio SEO efficace per l’export, poiché non tiene in considerazione le differenze:

  • sociali e culturali, nel trattare un determinato argomento puntando su leve di acquisto o lead differenti
  • di contenuto, dando la stessa rilevanza ad argomenti che in paesi diversi potrebbero raccogliere livelli di interesse diverso.

L’adattamento dei testi da una lingua all’altra è per sua natura lontano dall’interpretazione di un concetto nella lingua locale e rischia di lasciarsi alle spalle parole chiave importanti che un competitor del luogo sta invece sfruttando per imporsi sul mercato e scalare i motori di ricerca.

D’altro canto non è trovando le keywords più rilevanti e sostituendole nel testo che si attua una buona strategia seo multilingue, ma riformulando il concetto tenendo conto di quali sono le espressioni più utilizzate in quel determinato paese, le domande più comuni e le informazioni più ricercare in quel mercato.

Aldilà della perdita di traffico potenziale al proprio sito, proviamo anche a pensare a quello che proviamo noi nell’atterrare su un sito apparentemente italiano, in cui però troviamo espressioni non comuni o associazioni di parole che stonano tra di loro. L’uso corretto della lingua unito alla chiarezza di espressione crea vicinanza e fiducia, per questo l’ideale è affidarsi a dei copywriter madrelingua.

5. Non pensare a un’ottimizzazione del SEO tecnico per l’export

L’attività SEO internazionale non è solo una questione linguistica ma deve tenere conto di tutta una serie di aspetti tecnici sulla struttura del sito che vanno valutati attentamente in fase di analisi e riguardano ad esempio:

  • Il dominio scelto: di primo livello nazionale o generico, con sotto directory divise per lingua, preceduto da sotto dominio con codice lingua o attraverso i parametri lingua;
  • L’utilizzo dei tag canonical e hreflang i quali permettono una corretta indicizzazione del sito;
  • Attenzione per i contenuti duplicati nei paesi in cui si parla la stessa lingua, i quali possono abbassare il punteggio del sito e penalizzarci lato SEO;

Sono molti gli aspetti di SEO tecnico da considerare e soprattutto non si può improvvisare perché come le fondamenta per una casa, la struttura del nostro sito internet aziendale è il terreno su cui fare tutte le ottimizzazioni future.

L’importanza di affidarsi a un’agenzia SEO internazionale

Ricapitolando, il sito internet è il biglietto da visita della nostra attività fuori dall’Italia e ci permette di:

  • ottenere nuovi contatti online dall’estero
  • allargare il giro d’affari del nostro e-commerce
  • aumentare il valore percepito del nostro brand all’estero

Ha senso nel momento in cui notiamo, anche attraverso i tool di analisi degli strumenti digitali utilizzati, un aumento dell’interesse per i nostri prodotto e/o servizi da alcuni paesi esteri. Si rivela utile inoltre quando sul territorio nazionale registriamo un calo del fatturato, per individuare nuovi mercati sul quale valga la pena investire.

Comprendere l’importanza del SEO internazionale multilingue nella nostra strategia export è tuttavia solo il primo passo. L’applicazione di questa strategia va affidata a partner con esperienza internazionale, poiché come abbiamo visto il SEO nel confine nazionale è diverso da quello internazionale e l’analisi da cui partire deve essere approfondita per costruire una macchina che ci porti contatti in target e una buona quantità e qualità di traffico al sito.

Consigliamo quindi di affidarsi sempre a una buona agenzia SEO internazionale, la quale partirà sempre da un check-up di SEO tecnico del sito internet per darvi aspettative realistiche e studiare la migliore strategia SEO per l’export.

 

[1] ^ Andreas Kaplan: European Management and European Business Schools: Insights from the History of fBusiness Schools, in European Management Journal, 2014, DOI:10.1016/j.emj.2014.03.006.