Il Forecast è uno degli strumenti di programmazione aziendale.

Si tratta di un documento che aiuta a fare una stima sui valori di chiusura dell’anno in corso. In altre parole, permette di avere un’idea realistica di quali risultati otterrà la tua azienda al termine dell’esercizio corrente.

Per certi versi può essere visto come il “fratello minore”, ma non meno importante, di altri due prospetti di pianificazione:

  • Il Budget
  • Il Business Plan

 

La programmazione aziendale

All’interno delle attività di finanza e controllo di gestione, i processi di programmazione rivestono un ruolo cruciale in quanto consentono di:

  • Valutare l’andamento previsionale dell’azienda
  • Allocare le risorse disponibili in modo equilibrato
  • Definire e schedulare i progetti più importanti
  • Verificare la sostenibilità finanziaria degli investimenti ipotizzati.

Gli strumenti di programmazione più conosciuti sono il Budget e il Business Plan. Ciò che li distingue è l’orizzonte temporale di osservazione. Infatti, dove il Budget ha l’obiettivo di stimare l’andamento dell’anno successivo, il Business Plan estende tale ragionamento ai successivi 3 o 5 esercizi.

Entrambi però diventano strumenti incompleti, se prima non si ha una misura realistica di come si chiuderà l’attuale esercizio. Perciò è necessario effettuare il Forecast, ovvero la previsione dell’anno in corso.

 

Il bilancio provvisorio: la base dati da cui partire

Per predisporre il Forecast, è necessario attingere i dati dal Bilancio Contabile (quello formato dal piano dei conti interno all’azienda). Bisogna come minimo avere a disposizione:

  • I bilanci chiusi degli ultimi 2/3 anni
  • Il bilancio provvisorio di settembre (o almeno giugno) dell’esercizio ancora in corso

Riguardo all’anno in corso, più i dati sono aggiornati, più ti sarà agevole calcolare i valori di chiusura. Nel corso dell’ultimo trimestre i giochi sono praticamente fatti. Si tratta solo di raccogliere e ordinare i dati a consuntivo e quelli relativi a lavori e commesse di prossima realizzazione.

I calcoli che puoi fare daranno un risultato realistico e simile a quello che sarà il consuntivo. Se hai un ufficio amministrativo un po’ organizzato ti basteranno poche ore per stimare i valori al 31/12 relativi a:

  • Ricavi da Vendita e Prestazioni
  • Costi di Produzione legati direttamente alla produzione, i quali variano in maniera proporzionale al variare dei ricavi
  • Costi fissi che da un anno all’altro non subiscono forti variazioni

Il Bilancio Provvisorio però presenta delle mancanze. Esistono infatti voci di costo che vengono aggiunte dal commercialista solamente alla fine dell’anno, come:

  • Ammortamenti
  • Tredicesime degli stipendi
  • Quote di TFR
  • Oneri Finanziari posticipati

Per poter dunque fare un forecast attendibile e funzionale, è necessario integrare queste voci, facilmente calcolabili osservando i bilanci passati. Per maggior sicurezza su queste integrazioni da inserire nel forecast, puoi chiedere al tuo commercialista e al consulente paghe. Loro sono in grado di dirti se ci sono differenze rispetto all’anno precedente.

 

Quando e come effettuare il Forecast

Come detto in precedenza, la preparazione del forecast è tanto più agevole quanto più “freschi” sono i dati contabili di cui disponi. Trovare i valori dei bilanci chiusi è semplice perché sono definitivi e non modificabili, dunque sono dati certi.

L’anno in corso invece è in costante evoluzione. Più sono aggiornati, minore è il margine di incertezza che avranno i tuoi calcoli. Per questo motivo sarebbe opportuno, soprattutto le prime volte, disporre dei dati più recenti possibile.

Altro aspetto molto importante, riguarda la tipologia del bilancio da utilizzare. Non è possibile eseguire questa operazione di previsione a breve termine con il bilancio civilistico. E’ indispensabile il bilancio contabile, ovvero quello dettagliato sul piano dei conti usato internamente in azienda.

Detto questo, il passo seguente è quello di riclassificarlo, ovvero:

  1. Raggruppare le voci di conto in classi (o gruppi) come ad esempio: acq.materie prime, costi per servizi, costi generali, costo del lavoro eccetera
  2. Ordinare le varie classi in un formato scalare
  3. Calcolare i risultati intermedi utili alla valutazione rapida del bilancio (margine operativo lordo, reddito operativo)

Così facendo, è possibile ottenere tutte le informazioni, che andranno poi inserite in un unico foglio. Uno dei vantaggi della riclassificazione è infatti quella di racchiudere in uno semplice schema i dati relativi a differenti bilanci (di solito 3-5 bilanci)

 

Gli obiettivi del Forecast

Perché calcolare la chiusura dell’esercizio è importante?

Sono principalmente due gli aspetti che rivestono maggiore rilevanza:

  1. Progettualità: Senza il Forecast non ti è possibile fare delle previsioni agevoli riguardo l’anno prossimo e quelli successivi. In altre parole, la sua funzione è quella di fornirti delle basi più solide per preparare il budget,
    ovvero la programmazione del prossimo esercizio.
  2. Analisi dell’anno in corso: Sapere come finisce l’anno, ti consente di fare da subito delle valutazioni, prima ancora della chiusura al 31/12. Se prevedi il risultato di fine esercizio, puoi anche fare una preventivazione del valore delle tasse da pagare. Puoi dunque decidere di anticipare oppure posticipare alcune spese, per avvicinarti al risultato di esercizio atteso.

In conclusione, quello che posso ribadire è che si tratta di un procedimento semplice. Come tutte le cose nuove non devi scoraggiarti alle prime difficoltà. Piuttosto che rinunciare vale la pena farsi aiutare da un professionista, almeno le prime due o tre volte. Nel corso degli anni, diventerà un’abitudine e in poche ore sarai in grado da solo di valutare con maggiore efficacia gli sviluppi futuri della tua azienda.

Per approfondire l’argomento visita www.farenumeri.it