Fino a non molto tempo fa si riteneva che il problema delle barriere architettoniche fosse un problema di interesse delle sole persone con disabilità grave, che in Italia rappresentano però all’incirca il 20% della popolazione. In realtà, ora si è giunti alla consapevolezza che chiunque, in un momento della propria vita, può trovarsi a dover affrontare problemi legati a spazi inaccessibili o non adeguati alle proprie esigenze motorie, sensoriali o di altra specie, che divergono in base allo stato di salute, alle condizioni di vita, all’età o ad altri motivi. Grazie anche a questa nuova “consapevolezza”, molto è stato fatto a favore del superamento delle barriere architettoniche, a livello normativo, di sensibilizzazione, informazione ecc, tanto per quanto riguarda gli edifici privati che pubblici.

Anche per quanto riguarda il progresso tecnologico, sono stati fatti passi da gigante, e sono molte le soluzioni create appositamente per garantire il libero e agevole accesso agli edifici pubblici a tutti; tra queste soluzioni la più efficace è sicuramente il saliscala a poltroncina. Si tratta infatti di una soluzione ideale in grado di risolvere il problema non solo per coloro che hanno gravi disabilità con problemi motori, ma può essere usato tranquillamente anche da anziani con ridotta capacità motoria, anche da persone che hanno una ridotta capacità motoria temporanea, se ad esempio hanno subito un intervento o un incidente e portano il gesso, fasciature e stampelle.

Ecco perché questo tipo di montascala dovrebbe essere montato in ogni edificio pubblico, specie se di interesse storico, artistico e turistico, come musei o alberghi o per quegli edifici che ospitano studi medici, di avvocati, o comunque uffici che svolgono una qualsiasi funzione pubblica o privata.

I saliscala a pendana, per permettere alle persone in sedia a rotelle di spostarsi tranquillamente senza spostarsi dal loro dispositivo, o a poltroncina, sono elevatori che possono essere istallati direttamente all’interno dei vani delle scale. I saliscala di nuova generazione, in particolare, hanno dimensioni molto ridotte e sono compatti, questa loro conformazione fa sì che possano essere posizionati anche in vani scale di dimensioni molto ridotte, così da poter essere usati nelle più varie situazioni. Esistono, infatti, diverse tipologie di saliscala progettati per poter essere installati in vani scala che seguono delle curve, o con andamento non regolare, come è possibile trovarne negli edifici più antichi, permettendo così di non dover intervenire in modo “pesante” sull’infrastruttura dell’edificio.

Grazie ai continui progressi e sforzi in ambito tecnologico, è sempre di più il dispositivo ad adattarsi alle caratteristiche specifiche degli edifici in cui dovranno essere istallati, (o alle esigenze delle persone con disabilità, soprattutto nelle abitazioni private), piuttosto che il contrario.

Fino a non molto tempo fa, inoltre, alcune delle ragioni che portavano ad una certa reticenza e rifiuto di istallare questo tipo di ausili, erano ragioni puramente estetiche, si riteneva che questi dispositivi fossero molto ingombranti e antiestetici e che potessero essere fonte di “disturbo”, specie se posizionati in edifici storici e di interesse artistico.

Fortunatamente oggi questa reticenza è stata ampiamente superata, anche perché, come già accennato, oggi i saliscala di nuova generazione hanno dimensioni molto ridotte e sono compatti, occupano quindi poco spazio e sono molto meno visibili, ne esistono, inoltre, in vari stili e colori, riuscendo ad adattarsi e armonizzarsi con i diversi ambienti.

Come già anticipato, oltre che a livello tecnologico, anche a livello normativo sono stati fatti molti passi avanti per quanto riguarda l’impegno per l’abbattimento delle barriere architettoniche, sia per quanto riguarda gli edifici privati che quelli pubblici. Per quanto riguarda gli edifici pubblici sono due le norme principali che bisogna conoscere.

La prima norma è il decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 236 del 14/06/1989 (236/89). In questo decreto è presente l’elenco di tutte le prescrizioni tecniche necessarie che sia gli edifici privati che di edilizia residenziale devono rispettabili in termini di accessibilità, adattabilità e visitabilità.

Tale decreto stabilisce che le attività aperte al pubblico, quindi edifici storici, di interesse artistico e culturale, come ad esempio musei, devono rispettare il requisito di visitabilità, garantendo, a chi ha problemi e difficoltà motorie e sensoriali di poter accedere e muoversi liberamente in tutta tranquillità. Il decreto sancisce inoltre che, se l’edificio ha una superficie netta pari o superiore ai 250 metri quadrati, deve essere presente almeno un bagno riservato o comunque accessibile ai disabili.

La seconda norma che riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche è la legge denominata “legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, legge n.104 del 5 febbraio 1992. Alcuni commi di questa legge si occupano specificatamente delle barriere architettoniche introducendo regole e tutele che interessano diversi campi, in particolare sanità, scuola, lavoro, trasporti, sancendo che in nessun caso le persone che hanno un qualsiasi tipo di disabilità, possono essere escluse dal godimento di servizi, prestazioni e opportunità che sono garantiti ad ogni cittadino.