Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente l’attenzione verso la sostenibilità  e l’ambiente. Si tende ad acquistare cibi a km 0 in modo che le emissioni di anidride carbonica nell’aria siano ridotte al minimo, oppure si preferisce prendere i mezzi pubblici o la bicicletta per fare piccoli spostamenti. Le persone sensibili ai temi ambientali presteranno particolare attenzione anche quando si parla di riscaldamento.

Se siete intenzionati a ristrutturare la vostra abitazione, potrete mantenere la casa calda diminuendo le emissioni e i costi.

Il primo accorgimento è di non superare mai la temperatura ambientale di 20 gradi centigradi. E’ una temperatura comunque confortevole, e nel caso foste particolarmente freddolosi vi basterà  coprirvi un po’ di più. Ecco alcune soluzioni alternative per riscaldarsi risparmiando:

riscaldamento a parete: si tratta di strutture che si attaccano alle pareti e che garantiscono un’alta efficacia. Questi quadri possono essere anche a infrarossi, in questo modo il risparmio è ancora maggiore, e addirittura se si possiede un impianto fotovoltaico il consumo è praticamente nullo. La tecnologia ad infrarossi infatti permette di scaldare l’aria senza utilizzare gas o altri combustibili. A differenza dei caloriferi che provvedono a scaldare l’aria che a sua volta scalda l’ambiente, gli infrarossi saltano un passaggio andando a scaldare direttamente l’ambiente e le persone che lo abitano. C’è da aggiungere che l’aria che si respira i negli ambienti riscaldati ad infrarossi è priva di polvere e metalli pesanti, e viene eliminato anche il senso di aria secca prodotto dai caloriferi. Le industrie che hanno investito in questo settore negli ultimi anni hanno dedicato molta attenzione anche al lato estetico producendo dei veri e propri oggetti d’arredo.

riscaldamento a pavimento: questo tipo di riscaldamento in Italia non è mai decollato, ma nei paesi del Nord Europa è da anni uno dei più utilizzati. In pratica si crea sotto alla pavimentazione una serpentina che viene riempita con acqua calda. L’acqua, come nei riscaldamenti tradizionali, viene generata dalla caldaia, ma rispetto ai caloriferi la temperatura richiesta è molto più bassa. Per il riscaldamento a pavimento è infatti sufficiente far arrivare l’acqua ad una temperatura di 30 gradi centigradi, mentre i caloriferi richiedono una temperatura di almeno 50 gradi centigradi. Per ottenere un ambiente ancor più caldo è consigliabile utilizzare il parquet come tipo di pavimento. L’unico problema di questo tipo di riscaldamento è dovuto all’installazione. E’ infatti necessario eliminare il vecchio massetto e costruirne uno ad hoc, che sia anche isolato termicamente dal solaio per evitare inutili dispersioni. E’ quindi indicato nel caso voleste fare grandi lavori di ristrutturazione o in case di nuova costruzione.

Anche se non avete la possibilità  di cambiare il vostro impianto di riscaldamento, potete comunque fare molto per l’ambiente. Come dicevamo prima potete abbassare la temperatura ambientale a 20 gradi centigradi, ma anche avere delle piccole accortezze può aiutare. Per esempio cercate di non lasciare porte o finestre aperte con i riscaldamenti accesi, cercate di eliminare eventuali spifferi, create dei contro soffitti per abbassare l’altezza del solaio, in questo modo la casa si riscalderà molto prima evitando dispersioni di calore.

Per evitare inutili sprechi è consigliabile anche rivolgersi periodicamente ad un centro assistenza autorizzato che tratti la marca della vostra caldaia, ad esempio uno che fornisca l’assistenza per caldaie Vaillant. Per approfondimenti cliccare qui. Questo per accertarsi che il proprio impianto sia sicuro e funzioni correttamente.