Essere bravi nel parlare in pubblico al giorno d’oggi è importante non solo per le relazioni sociali ma anche in ambito professionale: ne abbiamo parlato con Marco Venturini, esperto di Public Speaking che fornisce corsi e videolezioni dedicate al tema.

Di che cosa parlano i tuoi corsi online destinati a chi vuole imparare a parlare in pubblico?

Articolato in una ventina di lezioni video, il corso dura più o meno due ore e affronta tutte le tematiche più importanti correlate al public speaking, a cominciare da un’analisi guidata del proprio pubblico di riferimento, che è indispensabile per individuare i messaggi più persuasivi ed efficaci. Inoltre, si avrà la possibilità di imparare a scrivere il discorso in ogni suo elemento, dall’introduzione alla conclusione, per poi concentrarsi sull’esposizione: sono tanti i trucchi che si possono adottare per riuscire a coinvolgere il pubblico, relativi sia all’uso della voce che al linguaggio del corpo. Ovviamente, non manca un riferimento agli esercizi pratici da svolgere per superare la paura e sconfiggere l’ansia del pubblico.

Come si inizia un discorso, dunque?

In passato i corsi di oratoria suggerivano tecniche che potevano forse essere utili all’epoca ma che adesso non possono che essere considerate obsolete e superate. Il motivo è presto detto: per colpa della tecnologia, e in particolare a causa del prolungato utilizzo degli smartphone, la soglia di attenzione che il pubblico è in grado di sostenere è molto più bassa rispetto a solo pochi anni fa. Per questo motivo in previsione di un public speech è indispensabile essere diretti e coinvolgenti fin dall’inizio, tenendo presente che l’interesse degli ascoltatori può essere catturato solo con informazioni nuove.

Essere al passo con i tempi è indispensabile, dunque

Certo: il pubblico deve essere messo nelle condizioni di capire, fin dai primi momenti del discorso, che sta per sentire informazioni che non gli sono mai state fornite in precedenza. Se, invece, si ritrova ad avere a che fare con qualcosa che sa già, è inevitabile che decida di “disattivare” il cervello e concentrarsi su altro. Ma all’inizio di un discorso bisogna anche far capire agli ascoltatori che se vorranno conseguire i propri obiettivi non potranno fare altro che restare attenti fino al termine. Per questo motivo, nel momento in cui ci si prepara un discorso, è necessario domandarsi quali siano le aspettative e le esigenze del pubblico.

A volte chi parla in pubblico rischia di lasciarsi sopraffare dall’emozione

L’ansia da public speaking sale a mano a mano che si avvicina il momento in cui si deve salire sul palco. Per contrastarla, può essere utile dedicarsi ad alcuni esercizi correlati alla respirazione. Prima di tutto è necessario inspirare con il naso in modo profondo: nel momento in cui l’aria viene immessa nei polmoni, occorre contrarre gli addominali, i muscoli delle braccia e quelli delle gambe, rimanendo in apnea per cinque secondi mentre si stringono i pugni. Dopodiché, si possono rilasciare i muscoli espirando in maniera lenta. Grazie a questo esercizio si ha la certezza di sentirsi più leggeri, per effetto della respirazione. La contrazione, invece, è un movimento innaturale che permette di rimanere concentrati su sé stessi e, quindi, di dimenticare i brutti pensieri che sono indotti dalla paura di rivolgersi a un pubblico esigente. Non è detto che svolgere l’esercizio una sola volta sia sufficiente. In caso di necessità, lo si può ripetere fino a cinque volte.

È vero che si può ricorrere anche all’autoipnosi per ottenere risultati simili?

Certo che sì: l’ipnosi, infatti, rappresenta il più potente dei rimedi che si possono adottare per riuscire a sconfiggere l’ansia. L’autoipnosi non ha controindicazioni di alcun genere per il public speaking e rappresenta una specie di meditazione: si tratta di svolgere un esercizio da iniziare almeno una settimana prima rispetto al giorno in cui si dovrà tenere il discorso. Grazie all’autoipnosi, si sovrascrivono i brutti pensieri da cui è invasa la mente e si cancellano le paure irrazionali che possono mettere a repentaglio il buon esito di un discorso.

Che cosa si deve fare per mettere in pratica l’autoipnosi?

Prima di tutto ci si deve sdraiare su un divano o su un letto rilassando i muscoli e tenendo chiusi gli occhi. Dopodiché occorre effettuare cinque respiri molto profondi, non preoccupandosi se essi causano un lieve giramento di testa. A questo punto si tratta di visualizzare sé stessi nel giorno del discorso, a partire dal momento in cui ci si sveglia e si scende dal letto, e poi mentre si sceglie il vestito da indossare, ci si prepara, ci si reca verso il luogo prestabilito, e così via. In pratica, bisogna immaginare l’intero evento come avverrebbe se fosse un grande successo, per lasciarsi invadere da un fiume di sensazioni positive grazie a cui il cervello possa essere, in un certo senso, riprogrammato.

Come ci si allena per arrivare preparati al discorso?

Un’idea vincente per riuscire a gestire con successo il public speaking è quella di prepararsi parlando di fronte alla telecamera del proprio smartphone o alla webcam del proprio computer: l’effetto di soggezione è lo stesso che si sperimenta se ci si trova davanti a una platea di ascoltatori. Così si può ripetere il proprio discorso più volte, e si noterà che di volta in volta si è sempre più efficaci e rassicuranti.

Per maggiori informazioni sul public speaking è possibile visitare il sito di Marco Venturini: marcoventurini.org