Cambiano le normative relative ai lavori interni agli appartamenti. In passato, se si doveva dividere un appartamento in due appartamenti più piccoli o se si doveva intervenire sulla struttura abitativa con cambiamenti importanti, era necessaria una lunga procedura burocratica, volta ad attestare la proprietà  dell’immobile e il tipo di lavori da fare in merito.

Nell’ambito delle leggi “Sblocca-Italiaâ”, si prevedono due casi:

1. Interventi importanti, ma che non comportano un cambiamento di destinazione d’uso dell’immobile, oppure un cambiamento strutturale. In questi casi, si prevede semplicemente la presentazione al Comune della comunicazione dell’avvio dei lavori sull’appartamento (CIL). Penserà  poi il Comune a dare comunicazione al Catasto. Questa nuova procedura prevede che il proprietario aggiorni la planimetria catastale e la consegni in allegato alla comunicazione al Comune, in modo da ottenere documenti aggiornati anche presso l’Agenzia delle Entrate.

2. Interventi importanti di accorpamento di due appartamenti adiacenti abbattendo un muro. In questo caso, sarà  necessario presentare la segnalazione di inizio lavori (SCIA), redatta da un esperto incaricato di effettuare i lavori sull’appartamento.

La nuova procedura rappresenta un’arma a doppio taglio per i proprietari di immobili e di locali commerciali. Infatti, se in passato per piccoli lavori di ristrutturazione in molti omettevano di dare comunicazione e di aggiornare la planimetria catastale, nel timore di vedersi una rendita troppo alta (e quindi di dover pagare di più tasse come l’Imu e la Tasi), ora l’omessa dichiarazione non è più possibile, nemmeno tecnicamente.

La planimetria catastale aggiornata andrà  inserita nella documentazione per l’inizio dei lavori, altrimenti non sarà possibile usufruire dei vantaggi relativi alla procedura burocratica velocizzata dalla Pubblica Amministrazione con il Governo.

Altra novità è la rinnovata importanza della destinazione d’uso di un immobile: se in passato qualche “furbetto” non indicava la nuova destinazione d’uso per rientrare in regimi fiscali di vantaggio (per esempio per le case popolari), ora questo non sarà  più possibile, perchè anche la destinazione d’uso viene riportata insieme alla planimetria catastale aggiornata.

Le procedure semplificate saranno, secondo l’ipotesi del Governo, un modo per dare una mano al settore edile, facendo emergere anche le situazioni poco chiare per quanto riguarda gli immobili. La dichiarazione di un esperto e l’intervento comunale ridurranno, in più, eventuali vizi di forma nella documentazione presentata, eliminando di fatto eventuali contenziosi con il Catasto.