Il confinamento sta favorendo l’e-commerce e, di riflesso, i pagamenti digitali. Un settore che si è affollato negli ultimi anni, con diverse soluzioni sia per il privato che per il business.

 

Abbiamo intervistato Riccardo Porta, Business Development & Marketing manager di MyBank. Nel corso dell’intervista, si parla tra l’altro di investimenti  nei pagamenti digitali in Italia, sicurezza, antifrode, soluzioni e strumenti di pagamenti online per aziende, suggerimenti pratici e scenari futuribili.

Riccardo Porta

Buongiorno Riccardo. Doveroso allora iniziare dall’azienda: cos’è MyBank e come funziona?

MyBank è una soluzione di pagamento europea che permette di pagare online direttamente dal proprio internet banking senza nuove registrazioni e senza dover fornire a terzi le proprie credenziali. Aderiscono a MyBank oltre 200 banche in Italia, il che vuol dire che l’80% dei correntisti italiani (persone fisiche e aziende) possono pagare con questa modalità.

Per le imprese MyBank è una soluzione di incasso innovativa che migliora spesso i modelli di business; i bonifici sono immediati e irrevocabili e farsi pagare quindi in questo modo vuol dire accelerare le proprie operazioni di vendita con la certezza dell’incasso. In un’epoca in cui tutti vogliono competere con Amazon, direi che è un bel asso nella manica.
Utilizzano MyBank realtà di tutti i settori merceologici: Trenitalia, Enel, ENI, Lottomatica, Generali, Alpitour, Vodafone, WindTre, Mercedes, Grimaldi, Euronics, ACI, la Pubblica Amministrazione, ATM, TNT, Q8, migliaia di piccoli e medi esercenti online e tante altre aziende puramente b2b.

 

Per una maggiore comprensione qui sotto trovi un video su MyBank: 

 

Una domanda a questo punto potrebbe essere: “Già, ma quanti pagano oggi con bonifico online?”. La risposta ci viene dai numeri: grazie a MyBank, ogni giorno, vengono transati mediamente 22 milioni di euro (ultimo dato: dicembre 2020). E’ un valore in crescita ed è normale perché quando si offre una modalità facile e sicura di pagamento, l’adozione diventa subito importante. Quando poi le aziende vedono che, attraverso il bonifico, anche gli scontrini medi salgono di valore, abbiamo chiuso il cerchio.

Pagamenti digitali

 

Quanto stiamo investendo nei pagamenti digitali in Italia?

Nell’ultima versione del recovery plan italiano figurano 4,75 miliardi per la promozione dei pagamenti digitali. Che sono finiti grossomodo tutti nel cashback di stato. Personalmente avrei preferito fossero stati investiti in educazione e formazione sui pagamenti digitali. Raccontare a cittadini e imprese quali siano i vantaggi, perché bisognerebbe adottarli. Invece alcuni giornali e TV sono più propensi a parlare di frodi, di pericoli della rete, di furti di identità, di carte clonate. E così invece che ispirare con casi d’uso virtuosi, favoriscono solo paure e dubbi.

 

Giusto, ma allora qual è il grado di sicurezza che hanno raggiunto oggi i pagamenti online?

Elevatissimo. I pagamenti online sono più che sicuri. A patto di utilizzare la testa.
Così come non daremmo mai in mano ad uno sconosciuto la nostra carta di credito e i nostri dati sensibili, non lo dobbiamo fare nemmeno in rete. Sembra facile a dirsi eppure i furti di identità sono, aimè, molto diffusi.
Con MyBank abbiamo risolto alla radice questo problema: ami avere il controllo totale sui tuoi pagamenti? Vuoi acquistare in rete con semplicità e sicurezza senza carta di credito, senza lasciare in giro i tuoi dati e con protezione massima della privacy? Nessuna nuova registrazione o password. Basta scegliere MyBank, loggarsi nel proprio internet banking e autorizzare le operazioni. Facile, no?
Sono di parte, me ne rendo conto, ma se è vero quando si dice che un computer sicuro è un computer spento[1], possiamo parafrasare dicendo che un pagamento sicuro è quello dove si lasciano meno tracce in giro possibili e dove intervengono meno operatori “terzi”.
E oggi, a mio avviso, solo le banche offrono questa sicurezza.

 

Quali sono i principali errori che si possono commettere e che mettono maggiormente a rischio le nostre transazioni? Che regole ci possiamo dare?

Ecco qualche consiglio:

Scegliere saggiamente. Nessuno può vendere un iPhone 12 nuovo a meno di 1000€. Nessuna impresa, online, ha margini di guadagno tali da praticare prezzi fuori mercato. Gli “affari” devono far drizzare le antenne.

 

Riflettere e monitorare. Il sito che vende ha un profilo Facebook? E’ aggiornato?
Ci sono dei numeri di telefono di supporto? Ha delle recensioni in rete?
Prima di acquistare, dedichiamo qualche minuto a conoscere meglio il nostro interlocutore.

 

Fare pratica. L’e-commerce è cresciuto grazie al ticketing. Le persone hanno prima cominciato a comperare biglietti aerei, pacchetti viaggio e poi libri, elettronica, elettrodomestici, moda fino ad arrivare al cibo. Acquistare in rete è sicuro. Facciamolo con serenità: più faremo pratica più diventerà semplice.

 

Pagare con MyBank e conoscere i propri diritti. Non potevo non dirlo 😊
Scherzi a parte, con MyBank la transazione è protetta dal circuito bancario. I proprietari siti delle società che permettono gli acquisti tramite MyBank, sono stati riconosciuti dalle banche. Al di là della massima protezione offerta da questa soluzione, anche gli altri strumenti di pagamento sono ben regolati ed oggi in rete il consumatore ha più tutele rispetto al negozio fisico. Dai rimborsi ai resi, tutto è disciplinato severamente.

 

Quale soluzione di pagamento consiglieresti a un’azienda?

Non si può dire a prescindere, ogni business ha delle proprie specificità e potrebbe avere bisogno di strumenti di pagamento ad hoc.
Se fossi l’imprenditore mi soffermerei a riflettere: faccio business solo in Italia o anche in Europa/resto del mondo?
Quali sono i miei ticket medi?
Il mio target sono i consumatori finali o altre aziende?

Ma anche:

quanto è digitalizzata la mia impresa?

Ho le persone giuste in azienda?

Ho rivisto i miei processi cercando di ottimizzare e automatizzare il più possibile?

L’obiettivo principe dovrebbe essere sempre: ridurre i processi manuali, semplificare i pagamenti e accelerare gli incassi. Dopo avere chiari i processi interni, la cosa da fare è quella di prendere contatti con un payment gateway, un fornitore di servizi di pagamento che possa dotare la tua azienda di quello che in gergo viene detto un “pos virtuale”. La possibilità di incassare online.
Ogni pagamento che incasserai sarà soggetto a una piccola fee ma oltre a negoziare gli aspetti meramente economici dovrai assicurarti di avere tutte le opzioni di incasso in linea con il tuo business. Se il tuo potenziale fornitore tentenna… cercane un altro. Non posso mettermi qui a fare la lista di chi offra soluzioni di pagamento sul mercato ma i giocatori sono tanti e oltre a differenziare la loro offerta per tipologia di clientela (c’è chi offre strumenti di incasso per chi lavora prettamente con l’Italia chi invece quelli più in linea con chi ha un target estero) offrono anche diversi servizi tra cui i tool antifrode, di assistenza alla clientela, M.O.T.O, la possibilità di creare dei marketplace.

 

Hem… MOTO?

Mail Order Telephon Order: sono soluzioni dedicate a chi non ha un sito online o un sito di e-commerce. Hanno cominciato a diffondersi da un paio d’anni e permettono l’invio di richieste di pagamento a fronte di ordini ricevuti via mail o via telefono. Supponiamo che tu sia un distributore di componenti idraulici e che tu riceva un ordine last minute, magari da un cantiere, via telefono (cerca di calare questo esempio sulla tua realtà).
Nessun problema, diversi payment provider ti mettono a disposizione quello che viene chiamato un servizio di pay per link, ovvero un cruscotto online dove puoi indicare la mail o il cellulare del tuo debitore, aggiungi l’importo dovuto, una causale, alleghi una fattura o una nota pro forma e premi invio. Verrà così generata una mail o un sms contenente un link di pagamento. Al click il tuo debitore atterrerà su una pagina che gli ricorderà il motivo del pagamento e proporrà gli strumenti online più consoni per quel tipo di operazione.

 

All’inizio abbiamo detto che il settore dei pagamenti online è molto affollato. Qualcuno che sta emergendo? Qualche novità degna di nota?

Ho un brutto vizio. Non mi entusiasmo mai troppo davanti a delle innovazioni di cui non comprendo il modello di business, di cui non vedo la marginalità.

In Italia abbiamo 1,7 carte per abitante. E la maggior parte delle soluzioni è cartocentrica. A mio avviso questo è un cortocircuito che non crea della vera innovazione sostenibile. Mi sembra che le fintech emergenti abbiano di fatto in mano tutte gli stessi strumenti a bassa marginalità semplicemente colorati e vestiti, se possiamo dire così, in modo diverso.

In un mio vecchio ufficio avevo ereditato un cartello con una scritta che è diventata poi il mio mantra: “Turnover is Vanity, Margin is Sanity”.

Per entrambe le parti, sia chi usa le soluzioni pagamento per incassare, sia chi le utilizza per pagare, ci deve essere efficienza, convenienza e semplicità. Ad oggi vedo una grande onda oceanica che stanno provando a cavalcare in tanti: sono curioso di vedere in quanti saranno in grado di godersela prima di salire su quella successiva senza esserne travolti.

Note

[1]“ The only truly secure system is one that is powered off, cast in a block of concrete and sealed in a lead-lined room with armed guards – and even then I have my doubts” – Gene Spafford, a professor of computer science at Purdue University and a leading computer security expert.