Dal titolo di un giornale locale: “Sordomuto tenta per due volte una rapina, ma fallisce perché non riesce a farsi capire”.

Il processo comunicativo è importante. È un assioma che vale per ogni attività umana, e per qualsiasi professione. Quella dello psicologo non fa eccezione.  Il marketing -che piaccia o no- serve anche a chi esercita una professione sanitaria. La comunicazione deve essere sempre – e a maggior ragione in ambito sanitario- trasparente e deontologicamente corretta. Ma una forma di comunicazione è indispensabile. Ogni psicologo è chiamato a comunicare in maniera efficace la propria professionalità. Per due ragioni principali: 1. avere la concreta possibilità di vivere del proprio lavoro 2. Favorire la diffusione della cultura psicologica e aiutare gli utenti a distinguere tra un’offerta sanitaria professionale e un’offerta parallela, spesso  fumosa e ambigua, proveniente da figure non decifrabili- sedicenti esperti della mente.

Abbattendo i costi e utilizzando sapientemente i nuovi canali di comunicazione, counselor, consulenti filosofici, “esperti” di benessere psicofisico, trainer, sedicenti guide spirituali si impongono in maniera sempre più agguerrita  come alternative alla figura professionale dello psicologo.

Come informare le persone

Non si tratta in alcun modo di fare opera di persuasione. Si tratta di fornire informazione. Si tratta contestualmente di porsi, da parte di uno psicologo, come fonte autorevole  di informazione. L’autorevolezza si fonda essenzialmente sulla qualità dell’informazione offerta, sulla capacità di dialogare con i propri utenti, sulla creazione di un brand personale unico, distintivo, affidabile. Fare la differenza dal punto di vista comunicativo  significa fornire qualità, con onestà e chiarezza. E acquisire visibilità.

Il piano di marketing di uno psicologo

Ma che cosa deve fare uno psicologo professionista  che desideri far conoscere il proprio profilo professionale e comunicare al pubblico la propria attività? Il primo passo da compiere consiste nell’individuare le proprie caratteristiche personali e distintive e la propria nicchia operativa.  Il secondo passo consiste nella scelta di una linea comunicativa efficace. Il terzo passo prevede l’identificazione del pubblico di riferimento a cui far arrivare il messaggio. Il quarto passo – che riassume i tre precedenti- consiste nella creazione di un brand personale. Unico, distintivo, riconoscibile.

È nella direzione di una promozione e di una comunicazione efficaci e corrette che si muove la web agency  Marketing Psicologi Kinetic Ink Media. L’agenzia, che ha una storia ventennale,  si occupa in via esclusiva di web marketing e di  personal branding per psicologi . Mette a disposizione  dei propri clienti  idee e strumenti per promuoversi sul web  e offline con correttezza e certezza dei risultati. Tra  i servizi disponibili, la registrazione di domini personali e lo sviluppo di soluzioni web avanzate, con un design di qualità basato sulle più moderne tecnologie. Il posizionamento sui motori di ricerca. La creazione e il sostenimento di un brand personale.

Quale strategia di marketing scegliere

A questo punto non rimane altro da fare che individuare la strategia di marketing più in linea con le proprie  necessità. Naturalmente non esiste solo una strategia a cui si possa fare riferimento: ce ne sono tante e ognuna di queste può essere adattata alla propria personalità e allo scopo che si ha in mente di conseguire.

L’Agenzia Kinetic Ink Media Marketing Psicologi -che abbiamo interpellato- sostiene che non c’è una sola linea di marketing. Ce ne sono molte -dicono- ma ne esiste una che è la migliore di tutte, e che solo loro sanno quale sia. Ci ha fortemente incuriosito, ma anche fatto venire il sospetto che questa sia una loro strategia di marketing.

Il disagio e l’imbarazzo di un professionista che non vuole essere confuso con un prodotto

Per alcuni  psicologi può essere fonte di disagio l’opportunità di ricorrere al marketing per promuovere la propria attività. Un professionista può sentirsi imbarazzato di fronte alla prospettiva di poter essere scambiato per un prodotto. Non è una buona ragione per rifugiarsi nella speranza che stampare il proprio biglietto da visita e contare sul passa parola sia sufficiente per promuovere la propria professione. Una forma di “self marketing”  rispettosa della deontologia e conforme alle linee guida suggerite dall’Ordine degli Psicologi rimane la linea più sensata.  Ogni azienda, dal più piccolo negozio sotto casa alla più grande azienda multinazionale, ha bisogno di farsi conoscere.  Questo vale anche per i liberi professionisti. Anche per coloro che si occupano della salute, e non delle leggi del mercato.