L’introduzione di Basilea2 comporterà cambiamenti non solo per quanto riguarda il rapporto tra banca e impresa nella richiesta, analisi ed erogazione del credito, ma anche dal punto di vista delle figure professionali che in prima persona dovranno supportare l’onore di garantire la Disciplina del mercato (la trasparenza). Si ritiene pertanto che la professione del controller assumerà sempre più un ruolo fondamentale all’interno delle strutture organizzative già ben articolate e inoltre rafforzerà il settore della consulenza finalizzata al controllo di gestione, in quanto non tutte le pmi potranno permettersi di avere un Controller a tempo pieno.

Ma come cambiano gli obiettivi del controllo di gestione con Basilea2?

Una prima considerazione porta a sottolineare l’aspetto analitico-strategico del controllo di gestione e dei sui strumenti:

-il controllo di gestione non deve essere considerato un semplice strumento di verifica a consuntivo

– il budget va considerato come uno strumento fondamentale di gestione

– il controllo di gestione deve essere esteso anche alla pianificazione finanziaria al fine di ottimizzare la leva finanziaria, di ridurre il costo del capitale, di prevenire i rischi.

La necessità di una maggiore trasparenza nei reporting aziendali verso i soggetti esterni deve quindi essere inteso come un modo per creare valore per le PMI senza rischio.

Un simile scenario sposta quindi l’orientamento della bussola del controller:

1) non solo privilegio al conto economico ma anche agli aspetti patrimoniali/finanziari; in altre parole ciò si traduce in una logica di analisi non solo rivolta a costi e ricavi, o alla semplice e meccanica gestione di tesoreria, ma multidimensionale (reddituale, patrimoniale, finanziaria);

2) vision del passato solo come dato storico e passaggio ad un orientamento sempre più attento al futuro: il controllo di gestione non deve limitarsi a verificare gli scostamenti budget-consuntivo, ma deve contribuire a indirizzare il management verso scelte strategiche in base a scenari ed analisi di convenienza presi in esame, tenendo conto anche dei rischi possibili ed influenzando le scelte di leva finanziaria (Mezzi Terzi/ Mezzi propri, grado d’indebitamento);

3) più attenzione agli aspetti strategici finalizzati alla creazione del valore adeguatamente supportati da valide tesi in grado di sostenere concretamente gli investimenti previsti in modo tale da poter avere la certezza di poter ottenere i finanziamenti necessari.

I suddetti punti spingono pertanto ad indicare il Business Plan come fondamentale per poter delineare le strategie future dell’azienda.