Probabilmente anche la tua azienda è stata colpita dalle conseguenze negative del Coronavirus ma ha saputo adattarsi nei modi più svariati. Un approccio sicuramente utilizzato è stato quello dello smart working. Con il ridursi della morsa del Covid-19, però, i lavoratori sono tornati in azienda ed è stato necessario implementare delle accortezze per garantire la sicurezza sul lavoro. Ne sei a conoscenza?

Qualora non lo fossi, nelle prossime righe avrai maggiore contezza delle iniziative che lavoratori e imprenditori devono seguire per garantire che la forza lavoro possa svolgere le proprie mansioni in estrema sicurezza. Sei pronto a conoscere tutte le regole per vivere il ritorno al lavoro in maniera più serena?

Sicurezza sul lavoro: il ruolo degli Rsl

Con la diffusione sempre più pressante del Coronavirus in Italia e nelle aziende italiane, si è sentita la necessità di applicare nuove forme di tutela nei confronti dei lavoratori e di chi vive l’azienda quotidianamente. In questo contesto, una figura che è diventata ancora più rilevante nel contesto aziendale è quella del Rsl, il rappresentante dei lavoratori.

Questa persona ha le responsabilità di avere sotto la sua tutela la saluta dei lavoratori e del rapporto con le aziende stesse. Pertanto, il Rsl è passato da occuparsi come prevenire infortuni e malattie a fare scorta di mascherine, guanti e regole ferree per evitare il contagio.

Pertanto, il primo passo da fare è stato applicare tutte le regole previste come la distanza di sicurezza, personale sensibilmente diminuito, misurazione della temperatura all’ingresso dell’azienda.

Misure di contenimento del contagio in azienda

Dopo aver parlato del ruolo fondamentale assunto dal Rsl (in realtà era già indispensabile!), è necessario che l’azienda nella persona dell’imprenditore metta in campo tutte le misure di contenimento del contagio che sono state definite dal Governo centrale e dalle regioni. Pertanto, è opportuno che venga applicato un metodo di comportamento in azienda che debba essere seguito da tutti i dipendenti.

Il primo punto riguarda il favorire il lavoro a distanza secondo quanto disposto dal DPCM 1 marzo del 2020. Infatti, questo aspetto è fondamentale per evitare tutta una serie di interventi che leggerai nelle righe successive.

I dipendenti devono evitare di creare situazione di affollamento all’interno di ambienti chiusi e devono, invece, preferire metodi di comunicazione a distanza di sicurezza. Le riunioni, infatti, possono e devono essere svolte da remoto oppure, qualora non fosse possibile, rispettare il metro di distanza.

È necessario regolamentare l’accesso agli spazi condivisi all’interno dell’azienda come locali adibiti alla mensa, aree relax, aree caffè, etc. Il numero di accessi deve essere programmato e nel rispetto del criterio di distanza droplet, ovvero un metro di distanza.

Ma non è tutto. Il datore di lavoro può individuare delle misure più restrittive che permettano ulteriormente di ridurre il rischio di contagio. Pertanto, sentito il Servizio di Prevenzione e Protezione e il Medico competente, sono implementabili ulteriori norme a tutela della forza lavoro.

In particolare, in base alla comunicazione presente nella Circolare del Ministero della Salute del 22 febbraio 2020, è opportuno evitare che ci siano contatti con persone che hanno problematiche respiratorie. Inoltre, è necessario che vengano messi a disposizione tutti i prodotti per contribuire ad una corretta igiene delle mani. Infine, anche una corretta pulizia dei locali e delle postazioni di lavoro deve essere prevista nel protocollo adottato da parte dell’impresa.

Altre misure per evitare il contenimento del contagio

È proprio nella Circolare del 22 febbraio che vengono rese note ulteriori misure che possono essere applicate in azienda per evitare il contagio. Ad esempio, si potrebbe proibire ai dipendenti di recarsi presso le aree rosse in Italia oppure fare trasferte in Paesi come Cina e Corea del Sud. In generale, potrebbero essere vietate tutte le trasferte tranne quelle indispensabili per l’operatività aziendale.

Al pari delle riunioni, anche i corsi di formazione dovranno essere interrotti oppure spostati online. Inoltre, per il personale che è localizzato nelle aree rosse, l’attività lavorativa sarà svolta integralmente attraverso lo smart working.

Anche gli incontri in presenza con fornitori e clienti dovranno essere spostati online oppure seguire alcune accortezze qualora i meeting debbano essere effettuati in presenza. Ad esempio, bisognerebbe evitare di incontrare persone provenienti dalle aree rosse, affetta da Coronavirus, che abbia fatto viaggi in località a rischio.

Nei locali adibiti a mensa aziendale oppure a luoghi ricreativi, sarà necessario posizionare un distributore di gel igienizzante per le mani. Tutti i dipendenti dovranno essere provvisti e indossare mascherine protettive. Al contempo, è chiesto loro di lavarsi frequentemente le mani, coprire le vie aeree quando di tossisce e starnutisce, rimanere in casa qualora si riscontrino sintomi influenzali e informare l’azienda nel caso in cui si pensi di essere entrati in contatto con un soggetto infetto. Talvolta è chiesto loro di sottoporsi a un test sierologico o di aggiornare il proprio DVR, ma solo in casi specifici, ossia “quando il coronavirus non determina un aumento del rischio per il suo lavoro.”

Ciò che hai appena letto è un elenco abbastanza esaustivo di tutte le misure anticontagio che imprenditore e lavoratore devono adottare e rispettare per evitare che la situazione in azienda possa degenerare.

Conclusioni

Tornare sul posto di lavoro con serenità non è semplice, ma l’adozione di queste semplici misure è fondamentale per garantire il corretto svolgimento dell’attività lavorativa. Ciò che è opportuno sottolineare è l’estrema attenzione che Governo e autorità locali hanno voluto dare in materia di tutela del lavoratore ai tempi del coronavirus. Probabilmente, se questo livello di accortezza fosse applicato indipendentemente dalla situazione critica che stiamo vivendo, si sarebbero evitati i tanti incidenti sul lavoro che hanno visto protagonisti centinaia di dipendenti negli ultimi anni.