Intervista a Orazio Stangherlin, Amministratore Delegato di Arcadia Consulting, società operante nell’ambito della formazione e della consulenza aziendale.

Focus dell’intervista

Orazio Stangherlin, professionista dalla spiccata inclinazione verso tutto ciò che è tecnologico e innovativo, ci proietta nella dimensione dell’edu tech. Le aziende devono agire come veri e propri centri di apprendimento, dove le risorse umane sono un patrimonio da valorizzare e da da far crescere anche secondo logiche di etica sociale. Gestire le competenze significa definire una chiara strategia finalizzata all’analisi dei fabbisogni e alla successiva definizione di percorsi formativi altamente personalizzati e innovativi. Le tecnologie indossabili, la gamifaction, la realtà aumentata sono le nuove frontiere dell’apprendimento. La riduzione dei tempi, la fruizione multi device e la riduzione di costi sono i driver cui prestare attenzione. Il mobile e i video sono elementi chiavi per raggiungere in qualunque momento il target di riferimento.


1. Buongiorno Dott. Stangherlin, grazie della disponibilità. Tanto per cominciare ci può raccontare qualcosa sul suo percorso imprenditoriale?

Fin da ragazzino ho privilegiato un percorso formativo orientato a soddisfare la mia passione per l’innovazione e la tecnologia. Dopo essermi diplomato perito informatico, mi sono laureato in Scienze dell’Informazione nel 1996. Al fine di sviluppare le abilità manageriali ho frequentato un Master of Business Administration negli Stati Uniti.
Maturo un’esperienza professionale di diversi anni come managing consultant presso una società di information technology, operante nel campo della consulenza e della formazione. 

Nel 2001 nasce Arcadia Consulting, società di consulenza e formazione per la gestione aziendale, di cui sono l’Amministratore Delegato. Inizialmente, il nostro target di riferimento era rappresentato prevalentemente dalle piccole imprese dislocate sul territorio italiano del nord est, costituito da aziende manifatturiere familiari con forte impronta produttiva. Successivamente si è passati a collaborare anche con aziende di grandi dimensioni, ovvero realtà già rodate ad approcciare percorsi continuativi di valorizzazione delle risorse umane.

Arcadia fornisce alle aziende un supporto strategico per valorizzare le abilità e le competenze delle persone. Si parte dall’analisi dei fabbisogni e si procede a delineare percorsi di sviluppo formativi altamente personalizzati, innovativi e a valore aggiunto. Sempre per rimanere in tema di innovazione e creatività, una pietra miliare a cui ho guardato sempre con grande ammirazione è la figura di Franco Bosisio, l’artefice dello sviluppo di quell’orologino, che poi è diventato un brand mondiale…mi riferisco a Swatch.

2. Qual è la vision attuale  di Arcadia?

Arcadia crede fortemente che è possibile ottenere un mondo migliore attraverso la conoscenza e la valorizzazione delle persone. Le aziende sono come dei centri di apprendimento, che devono avere l’obiettivo del miglioramento continuo attraverso le persone e la maggiore conoscenza. Occorre “Credere nel potenziale, sognare, immaginare, crescere, imparare”. 

3. Capitale umano e percorso formativo articolato su tre peculiarità: strategia, gestione, operatività. Quale approccio serve?

Per ottenere risultati tangibili e concreti è necessario partire da una strategia. La people strategy è spesso assente nelle aziende. C’è un approccio prevalentemente quantitativo e numerico a discapito della valorizzazione delle persone e delle competenze. Occorre alimentare un percorso di definizione di obiettivi chiari e misurabili sulla base dei fabbisogni individuati. Lo step successivo è quello di definire e organizzare  percorsi di formazione, che possono essere anche strutturati in logiche  di auto apprendimento. E’ poi fondamentale raggiungere stadi intermedi o finali articolati sulla certificazione delle competenze.


4. Quali sono le competenze del team che lavora di Arcadia?

Il nostro team di lavoro  opera in una logica di project management, con forte orientamento alla gestione del ciclo di vita del progetto formativo nella sua interezza.  

Le competenze tecnico specialistiche di chi lavora in Arcadia, possono  essere scomposte in 3 macro aree:

design learning e progettazione, finalizzata prevalentemente all’analisi dei fabbisogni e alla definizione dei piani formativi,  finanza agevolata per la formazione. In sostanza stiamo parlando di competenze prettamente progettuali con specializzazioni correlate alle diverse linee agevolative;

gestione, monitoraggio ed erogazione della formazione, compreso l’attività di coordinamento di professionisti e partner, che partecipano in qualità di docenze;

gestione documentale, tecnica e rendicontale delle agevolazioni, con mansioni prevalentemente di natura amministrativa delle attività in itinere.

5. Il percorso formativo correlato all’analisi dei fabbisogni e monitoraggio delle competenze individuali, sta subendo radicali cambiamenti in seguito alla diffusione di internet e di meccanismi di fruizione omnicanale e multitemporale. L’apprendimento è sempre più tecnologico?

Ci sono state leve motivazionali, che ci hanno spinto a intraprendere nuove direzioni proiettate a un processo di continua ricerca e sperimentazione. I fattori da considerare possono essere molteplici; potrei citare le conseguenze della  crisi economica,  i trend mondiali socio demografici, le innovazioni tecnologiche, l’evoluzione dei bisogni dei fruitori di percorsi formativi.

Stiamo assistendo a un marcato cambiamento delle tendenze formative delle persone, sempre più correlate a specifiche esigenze di ottimizzazione della risorsa tempo e di fruizione multi device. Il percorso obbligato è quello di garantire un flusso di informazioni continuo, omnicanale e in qualunque momento della giornata.

Ritengo che le tecnologie indossabili porteranno ulteriore rinnovamento e mutamenti non solo nell’area prettamente della formazione, ma anche nel modus operandi  e nella gestione delle aziende. Chi opera secondo logiche di learning organization e con occhio vigile sull’innovazione, sarà facilitato ad adattarsi a questi cambiamenti. Un altro fattore chiave è poi quello di avere ben chiaro il target che si intende raggiungere attraverso strategie di content marketing e inbound marketing.

6. Riduzione dei tempi di apprendimento, politiche di riduzione dei costi da parte delle aziende, necessità di automatizzare i processi di apprendimento. Tre fattori chiave cardine del vostro progetto Edu Tech. E’ questa la nuova frontiera dell’apprendimento?

Si certamente questi sono elementi fondamentali per favorire un processo di censimento, monitoraggio e valorizzazione delle competenze delle persone. Attraverso le nuove tecnologie è possibile garantire un apprendimento più veloce, più dinamico, più proattivo.

Ad esempio la gamification è fondamentale nello sviluppo di percorsi di formazione strutturati sulla base di giochi che simulano situazioni realistiche; mi riferisco a veri e propri reality dell’apprendimento. Casi pratici  in cui simulare situazioni reali e di vita quotidiana aziendale. La tecnologia rappresenta pertanto un vero e proprio acceleratore, che può dare una marcia in più nella valorizzazione delle risorse umane. E’ chiaro che un simile approccio non basta se poi non vengono realizzati contenuti di grande qualità, autorevoli e a valore aggiunto per i fruitori.

7. Mobile e apprendimento? Un canale obbligato per competere?

Sarebbe un politica miope non tenerne conto. Il mobile è il mezzo di comunicazione più diffuso e pertanto le sue potenzialità possono essere elevate. L’accoppiata video  e mobile rappresenta una chiave di volta determinante per creare valore aggiunto, raggiungere con facilità le persone e sperimentare nuove soluzioni.

8. Quali sono le tecnologie emergenti che possono trovare un’applicazione rivoluzionaria nell’apprendimento?

La più grande evoluzione e rivoluzione deve essere correlata a tutte le tecnologie indossabili; ad esempio i Google Glass, o tutto quello che rientra nelle logiche della realtà aumentata.  Abbiamo avuto modo di testare i Google Glass e siamo certi che questa nuova tecnologia è molto innovativa e cambierà la vita delle persone! Arcadia sta lavorando su questi prototipi per sviluppare delle App che potranno portare a forti cambiamenti nel modus operandi delle impresa, migliorandone la produttività e individuando nuove soluzioni per ottimizzare l’attività commerciale, i processi organizzativi e la gestione. Questa è la sfida che oggi Arcadia lancia a tutti i giovani sviluppatori, che abbiano voglia di cambiare il mondo insieme a noi.

9.    Qual è il livello culturale delle nostre aziende verso queste nuove frontiere della formazione?

Queste frontiere di apprendimento richiedono ancora una forte sensibilizzazione culturale nelle aziende. A mio avviso occorre dirigersi verso un’idea di formazione orientata a logiche di knowledge management e di protezione del know how  aziendale. Mi riferisco ad esempio alla formazione erogata tramite i video. Si tratta di un know how che può tangibilmente rimanere in azienda attraverso l’archiviazione di queste informazioni. Uno dei compiti  di Arcadia è quello di sensibilizzare i manager d’azienda e gli imprenditori verso questo tipo di approccio proiettato all’innovazione e alla valorizzazione delle risorse. Diffondere un certo tipo di cultura aziendale significa anche investire tempo in sessioni, seminari, convegni ed eventi al fine di far percepire quello che si può implementare, garantendo la misurabilità dei risultati rispetto agli obiettivi prefissati.

10. Non solo business, ma anche impegno etico e sociale. Siete stati partner del  Festival dell’Apprendimento: un evento d’incontro e confronto tra i diversi attori coinvolti nella progettazione, erogazione e fruizione della formazione. Quali considerazioni trarre da questi eventi proattivi, che miscelano sempre di più esperienze, competenze, innovazione?

Il festival dell’Apprendimento è stata un’esperienza molto importante e a valore aggiunto. Gli scambi di opinione  tra gli addetti ai lavori e l’analisi degli approcci utilizzati nelle modalità di erogazione della formazione e nei processi di valorizzazione delle conoscenze e della capacità delle risorse umane, rappresentano un momento di confronto  significativo non solo per le azienda ma anche per la società in generale.  L’impegno etico e sociale delle aziende deve favorire la diffusione di percorsi esperienziali positivi. Le aziende devono sempre più assumere il ruolo di attori del processo di apprendimento.