Intervista a Elena Veschi, imprenditrice e titolare del brand Umbraplast, membro di giunta nazionale e  del consiglio direttivo di Confindustria Assafrica e Mediterraneo.

Focus Intervista

Elena Veschi imprenditrice dinamica, vulcanica e determinata, si racconta e con schiettezza analizza la situazione economica involutiva italiana. Innnovazione continua, politiche industriali serie, deburocratizzazione, pene severe per punire il falso Made in Italy, meccanismi incentivanti per investire, tassazioni agevolate e valorizzazione del comparto manufatturiero sono alcuni elementi chiave per favorire il nostro sistema impresa. Nel corso dell’intervista si toccano tra l’altro argomenti correlati all ‘ecostostenibilità e al concetto di azienda green, i possibili scenari futuribili del brand Umbraplast e l’esperienza di Elena Veschi nel ruolo istituzionale di Presidente dei Giovani di Confindustria Perugia.

1) Partiamo con un po’ di personal storytelling: chi è Elena Veschi?

Sono laureata in Scienze Economiche Bancarie a Siena e la mia ambizione era quella di fare l’agente di borsa oppure l’esploratrice…In effetti penso che l’imprenditore è in primis un esploratore  di mercati, di progetti, di prodotti e di problemi da risolvere..
 Abbandonato il progetto di entrare in borsa, sono entrata nell’azienda di famiglia che si occupa della produzione di imballaggi di polietilene e materiale biodegradabile compostabile e ho fatto mia una frase di O.Wilde che afferma:
Un pompelmo è un limone che ha avuto un’opportunità e ne ha approfittato; ho rivoluzionato molte cose all’interno dell’azienda e oggi sono abbastanza orgogliosa. Sono molto critica e autocritica, pertanto non sarò mai pienamente soddisfatta di mè stessa altrimenti non ho più spazi di miglioramento.
Sono un tipo vulcanico e determinato alla continua ricerca di nuovi stimoli e vengo da una famiglia di imprenditori da diverse generazioni, in settori differenti da quello attuale, ma la mentalità e il nostro Dna è determinante per ognuno di noi.

2) Umbraplast, un’azienda al femminile…

La proprietà è passata alle femmine, del resto siamo tutte donne in famiglia! Anche tra le nuove nate (figlia e nipote) non c’è traccia di cromosomi maschili. Non sono comunque una femminista, sono una mamma lavoratrice, vado sempre di corsa e faccio enormi sforzi per conciliare tutto e dare la massima serenità a mia figlia; la gioia più grande è vederla ridere, non sorridere!
Mio padre comunque mi aiuta da esterno anche se ormai sono amministratore unico da diversi anni, abbiamo creato un’ottima sinergia generazionale.

3) Nuove tecnologie ed ecosostenibilità quali scenari futuribili per il brand Umbraplast?

Stiamo investendo in ricerca ed innovazione, abbiamo fatto alcuni bei progetti che spero porteranno dei frutti e un altro è in cantiere, ma al momento non posso parlarne perchè è in fase di brevetto; nel campo del biodegradabile compostabile c’è una ricerca continua e tante nuove applicazioni.  I nostri materiali sono tutti certificati e derivano da materie prime naturali quindi, alla fine del ciclo del prodotto, tutto ritorna alla terra tramite il compostaggio per tutelare al massimo l’ambiente.
Produciamo shopper, sacchi di vario genere anche per raccolta differenziata, foderine auto , grembiulini e copriabiti anche in materiali biodegradabili compostabili, tutto il processo produttivo è effettuato nel  nostro stabilimento di Sangiustino (PG) : dal cuore verde d’Italia non può che nascere un imballo assolutamente GREEN. Facciamo parte di un innovativo cluster di imprese della chimica verde , un’eccellenza italiana oltre che umbra, coordinata da Confindustria Umbria.

4) Made in Italy: come si valorizzano le nostre eccellenze?

Le nostre eccellenze si valorizzano tutelando il nostro Paese, manca una politica industriale seria; occorre in primo luogo capire che le aziende non sono solo mucche da mungere ma fonte di benessere sociale e bisogna assolutamente sostenerle. C’è un flusso di migrazione aziendale troppo elevato e queste aziende pagheranno le tasse in altri Paesi che sono stati capaci di accoglierle in modo migliore del nostro… Troppe tassazioni, un costo dell’energia elettrica insostenibile, una burocrazia scoraggiante creano la morte del nostro made in Italy. Occorre promuovere un insieme di tassazioni agevolate per quelle aziende che restano a produrre in Italia; siamo come i Panda in via di estinzione ! Senza il manufatturiero non ci sono nemmeno le aziende di servizi.
Punire severamente il falso made in Italy e, se il prodotto è fatto anche solo parzialmente fuori Italia, non si può affermare che il prodotto sia italiano.
Abbiamo una posizione geografica strategica, delle materie prime uniche per questione climatiche, dei vitigni eccezionali e non siamo in grado di esplodere economicamente…Bè, direi che c’è più di una cosa che non torna!

5) Elena Veschi e il ruolo istituzionale da Presidente dei Giovani di Confindustria Perugia: quali considerazioni?

Ho terminato il mio mandato ormai da qualche mese; ora sono membro di giunta nazionale e membro del consiglio direttivo di Confindustria Assafrica e Mediterraneo.
E’ stata una bellissima esperienza che mi ha permesso di conoscere tantissime persone e dinamiche realtà imprenditoriali; ho stretto rapporti di vera amicizia con tanti imprenditori italiani e questo è un grande patrimonio culturale. E’ stato  una sorta di master post laurea, impegnativo ma molto gratificante: ho avuto la fortuna di avere un consiglio direttivo con “teste pensanti ” di cui vado fiera! A fine mandato mi hanno addirittura inciso un Cd con tutte le attività del gruppo con tanto di musica di sottofondo: veramente commovente!
Un’esperienza che rifarei in un contesto economico in cui sicuramente c’era anche più spensieratezza e più tempo da investire, ho fatto parte di un consesso di imprenditori non facilmente replicabile.

6) Digitalizzazione, innovazione, diversificazione e continua sperimentazione: sono questi i driver su cui puntare per continuare a competere?

Sono in parte questi, ma se non abbiamo una politica industriale seria, continuiamo in questa fase di recessione e di grave disoccupazione. Stiamo perdendo tempo prezioso per le nostre imprese, occorre investire non solo nel digitale ma anche e soprattutto nel manufatturiero perchè è questo il motore su cui ruota tutto.
L’innovazione è condizione necessaria e sufficiente per qualsiasi impresa di successo pertanto è indispensabile, l’imprenditore italiano è un innovatore per definizione in qualsiasi Regione d’Italia e a qualsiasi età ed è abituato a navigare anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.