Proseguiamo con le interviste dei protagonisti delle 10 startup che sono entrate nel 3° Girone della Wind Business Factor Competition. Oggi facciamo due chiacchiere con Damiano Congedo, che ci parla del progetto appEatIT.

1) Ciao Damiano  Raccontaci la tua startup!

Mi metti subito in crisi così! Per il semplice motivo che da quando abbiamo iniziato il WBF abbiamo fatto dei ragionamenti rivoltando come un calzino la nostra idea fissandoci su alcuni aspetti che inizialmente potevano sembrare colleterali. appEatIT è un marketplace che aiuta i lavoratori che mangiano fuori a pranzo a evitare l’attesa per avere un tavolo e un pasto al ristorante grazie a un sistema di pre-ordinazione del menù. Il nostro obiettivo è quello di aiutare le persone a recuperare le sane abitudini dello slow food anche a pranzo, permettendo per esempio di evitare la fila o l’attesa che il pasto sia cucinato, in modo da avere più tempo da dedicare alla consumazione del pasto. Da italiani, amanti della buona cucina e ottime forchette non possiamo non amare lo slow food!

2) In una startup il team è un fattore chiave per il successo. E il vostro team da chi è composto?

Inizialmente il team era composto da 3 founder, io (Damiano Congedo) che mi sarei dovuto occupare di SEO e SEM, Marco Clemenza per il reparto grafico e Stefano Colella per la parte commerciale. Dopo alcune batoste ricevute in altre competition (e meno male averle prese!) abbiamo capito che senza un team che ricopra tutti i ruoli più importanti (sia di sviluppo che di gestione) non si va da nessuna parte. Così negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto sul team building inserendo nell’organico Antonio Mura come CFO, Federico Biccheddu come web developer, Matteo Vacca per la UX, Gianluca Carrus per i social media e come ultimo ingresso Edoardo Nemmi come web designer. Stiamo ancora lavorando per cercare di tirare dentro un developer mobile, chissà che l’aver passato la prima fase del WBF non ci dia una mano!

3)  Che cosa stai imparando da questa esperienza nel mondo delle startup? Quali difficoltà? Quali motivazioni?

Gran bella domanda! Per un team agli inizi come il nostro ogni confronto con chi ha già esperienza in questo settore è tutto oro colato. Stiamo cercando infatti di ricevere più feedback possibili per affinare sempre di più l’idea. In realtà sono due le difficoltà maggiori in cui ci siamo imbattuti: da una parte è comunicare nel miglior modo possibile la propria idea senza cadere in giri di parole inutili o in genericità, dall’altra mettersi sempre nella condizione di modificare la propria idea perché, anche se noi del team la consideriamo perfetta, per gli altri può non essere lo stesso. Ha detto bene il nostro mentor Massimo Sgrelli che uno dei difetti (in relazione a questo ambito lavorativo) degli italiani è quello di essere prolissi, di creare suspance e di coccolarsi con la propria voce. In questo campo dobbiamo diventare degli yankee! Le nostre motivazioni sono fortissime perché siamo circondati da altri ragazzi che stanno dando il massimo per loro idee di startup e un clima del genere non può che agevolarci a dare il massimo. E poi i materiali messi a disposizione dal WBF sono un supporto non da poco che ci aiuta a colmare le inevitabili lacune che abbiamo come neo-startupper.

4) A tuo giudizio, quali sono le caratteristiche vincenti che una startup deve avere?

Numeri. Purtroppo numeri. Lo dico perché si tratta di uno scoglio in cui prima o poi tutti gli aspiranti startupper si dovranno imbattere. Se non hai i numeri, non si va avanti. Puoi avere anche l’idea “più migliore” del mondo, ma se quella casellina non riporta i numeri che ci si aspetta di vedere non avrai mai una startup vincente. Non dimentichiamo anche che il team che è sicuramente un valore aggiunto da non sottovalutare. E il nostro lo è!

5) Cosa stai apprendendo da questa esperienza di Wind Business Factor?

Stiamo imparando che più Genovese ti demolisce nei webinar più vede potenzialità nell’idea. O almeno speriamo che sia così altrimenti la vedo nera! A parte questo, direi che i materiali e i webinar a disposizione sono ottimi spunti di riflessione per guardare l’idea da una prospettiva diversa da quella iniziale. Inoltre stiamo sfruttando  il nostro mentor per sistemare quanto possibile le parti del pitch che richiedono tanti tanti numeri. Essendo lui un investitore stiamo chiedendo soprattutto consigli sulle analisi di mercato per poi poter fare un piano finanziario adeguato. Poi devo essere sincero siamo molto fortunati perché abbiamo un secondo mentor “non ufficiale” che ci sta dando numerosi consigli utilissimi!

6) Se potessi scegliere un fattore che potrebbe aiutare lo spirito imprenditoriale che oggi manca, quale ricetta indicheresti?

La pace nel mondo. Ho confuso la domanda! Senza cadere nelle ovvietà direi coraggio. E’ vero che ci sono tanti ostacoli da affrontare per entrare nel mondo imprenditoriale, ma senza un po’ di coraggio e di determinazione nel perseguire il proprio obiettivo non si potranno mai ottenere dei risultati. Capiterà di sbatterci il muso, ma come si dice da noi in Sardegna bisogna “scramentare”!