Indici di allerta e crisi d’impresa. Il CNDCEC, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili  il 26 ottobre ha pubblicato sul sito commercialisti.it, un documento, dove si evidenziano gli indicatori di allerta che sono stati inviati al MISE per approvazione.

 

Ritardo nei pagamenti, patrimonio netto negativo, non sostenibilità del debito

La crisi di un’azienda può essere collegata a diversi fattori o eventi, che possono condurre a una fase di squilibrio economico-finanziario, che può mettere a rischio  la continuità di un’azienda.

Pertanto occorre porre particolare attenzione alle seguenti dimensioni:

– economica

– patrimoniale

– finanziaria.

In particolare il documento pone l’attenzione sui seguenti punti:

– Il primo aspetto da evidenziare nell’ambito di una situazione di crisi d’impresa e da correlarsi ad una situazione di forte ritardo nei pagamenti. Il post tuttavia non evidenzia quale durata temporale deve avere un ritardo di pagamento per far scattare lo stato di allerta.

– Verifica della presenza di un patrimonio netto negativo o inferiore al minimo di legge;

– Evidenza della non  sostenibilità del debito nei sei mesi successivi attraverso i flussi finanziari.

 

Sulla base di questi presupposti viene indicato come fondamentale l’utilizzo dell’indicatore DSCR (Debt Service Coverage Ratio). Questo indice si basa sulla visione “forward looking” ovvero di guardare avanti e di fare una costante analisi previsionale di come si può muovere l’andamento aziendale.

Nel caso in cui il DSCR non sia disponibile o non calcolabile in modalità ritenuta affidabile, viene indicato di ricorrere,  “sempreché la situazione di crisi non sia già stata intercettata dal patrimonio netto negativo o dalla presenza di reiterati e significativi ritardi“, all’impiego combinato di una serie di cinque indici, con evidenti target di riferimento distinti a secondo del settore di appartenenza.

 

Che cos’è il Debt Service Coverage Ratio

Il DSCR è dato dal rapporto  tra i flussi di cassa della gestione reddituale operativa generati dall’azienda , le rate di prestito o finanziamento con le componenti quota capitale annua ed oneri finanziari.

Il DSCR è un indicatore che deve essere ben interpretato andando ad analizzare il contesto in cui opera l’impresa:

– se stiamo analizzando un’azienda, che è in fase di forte sviluppo, presumibilmente ci troveremo nella situazione in cui il capitale circolante sale di livello e pertanto ha come conseguenza una riduzione della cassa.

– nel caso invece di azienda matura o  che sta riducendo il fatturato avremo invece l’effetto contrario.

In formula il DSCR può essere rappresentato nel seguente modo:

DSCR = FCFF/(Debt + Of) = Flusso di cassa operativo/(Quota capitale annua del debito + Interessi)

Un DSCR <1 è un risultato da ritenere negativo e insoddisfacente.

Un DSCR > 1 è giudicato buono

 

I 5 indicatori chiave da esaminare

I 5 indicatori sono i seguenti:

1) Indice di sostenibilità degli oneri finanziari inteso come rapporto tra oneri finanziari e il fatturato

2) Indice di adeguatezza patrimoniale inteso come rapporto  tra patrimonio netto e debiti totali

3) Indice di ritorno liquido dell’attivo rappresentato dal rapporto tra cash flow e attivo

4) Indice di liquidità (rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine)

5) indice di indebitamento previdenziale e tributario (rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo).

 

Per parlare di crisi d’impresa quindi significa che si sono superati i target soglia previsto per ciascuno di questi indicatori.  Se invece emerge un quadro con alcuni indicatori fuori soglia ci troviamo in una situazione di crisi parziale, che però deve allertare per ricercare gli interventi correttivi da adottare. Il documento evidenzia un trattamento specifico per le start-up innovative, le imprese in liquidazione e le imprese neocostituite, “ma soprattutto tiene conto di alcune specificità già oggi considerate nel documento come il mondo delle cooperative e dei consorzi, quello della edilizia con considerazioni anche per le situazioni in cui via siano crediti nei confronti della P.A.”.

Per la lettura del testo ufficiale sugli indicatori di allerta fate clic qui