Il Testo Unico sulla sicurezza (Decreto Legislativo 81/2008) prevede molteplici figure volte alla salvaguardia delle condizioni di igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro e alla creazione di processi produttivi in linea con la normativa vigente. Uno dei ruoli professionali più rilevanti è quello del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Vediamo le mansioni e i compiti di un soggetto chiave per aziende pubbliche e private.

Di cosa si occupa l’RSPP?

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è nominato dal Datore di Lavoro ed è una figura cogente, ovvero obbligatoria, in qualsiasi azienda che abbia in organico anche un solo dipendente o risorsa equiparabile ad un dipendente (es. stagista, collaboratore occasionale etc.).

La mancata nomina del RSPP prevede multe salate (da 3.071,27 a 7.862,44 euro) e fino a 6 mesi di reclusione.

La persona scelta deve imprescindibilmente essere in possesso di capacità e titoli professionali che lo abilitino a gestire la portata dei possibili rischi in azienda.

Lo stesso Decreto Legislativo sottolinea l’importanza del ruolo, descrivendo l’RSPP come una “persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’art. 32, ovvero:

  • capacità e requisiti professionali adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative
  • attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali.

 

Un RSPP ha, in primis, il compito di coadiuvare il Datore di Lavoro nel valutare i fattori di rischio presenti in azienda e nell’individuare le misure preventive e protettive correlate; più nello specifico il RSPP:

 

  • collabora alla stesura del documento di valutazione dei rischi (DVR), necessario per l’eliminazione, riduzione o gestione dei fattori di rischio;
  • individua tutti i possibili pericoli presenti in azienda
  • quantifica i rischi analizzando per ogni attività o processo la magnitudo (o gravità) e la probabilità di accadimento;
  • elabora soluzioni idonee e correttive per tali fattori di rischio e per gli eventuali rischi residui;
  • redige procedure di sicurezza, istruzioni operative e piani di gestione delle emergenze;
  • propone i programmi di informazione e formazione dei lavoratori
  • verifica la corretta circolazione delle informazioni relative alla sicurezza all’interno dell’azienda

Ai sensi dell’articolo 33 del TUS l’RSPP è inoltre tenuto al segreto professionale in merito ai processi lavorativi di cui viene a conoscenza durante lo svolgimento della sua funzione e ha l’obbligo di partecipare alle riunioni periodiche, organizzate dal Datore di Lavoro, in materia di sicurezza.

Quando ricorrere ad un RSPP esterno?

Da quanto sopra indicato, emerge che un’azienda ha bisogno di un RSPP altamente formato e qualificato per poter garantire la conformità o compliance normativa.

La nomina di una risorsa interna all’azienda (RSPP interno) prevede l’obbligo di un percorso formativo molto articolato (moduli A, B e C per un totale minimo di 100 ore) nonché aggiornamenti periodici e corsi di approfondimento tecnico in funzione dei rischi specifici presenti in azienda e dell’evoluzione normativa.

Ecco perché sempre più Datori di Lavoro si rivolgono a società esterne altamente specializzate che garantiscono esperienza pregressa, competenze trasversali e capacità di problem solving.

Ricorrere ad un RSPP esterno garantisce consulenze professionali su tutti i temi relativi alla sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro.

Come indicato nel TUS e ampiamente ribadito dalla Cassazione, il Datore di Lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi potenzialmente presenti in azienda e non solo quelli comuni o prevalenti nell’ambito dei processi che caratterizzano la propria azienda. Ciò implica la necessità di individuare un RSPP con competenze molto ampie e trasversali in ambito sicurezza che difficilmente convergono in un’unica persona.

Avvalersi di una società specializzata in materia di sicurezza non significa solamente avere un RSPP esterno, ma avere uno staff di professionisti competenti in tutti gli ambiti della sicurezza, dal rischio incendio a quello sismico, dal rischio biologico a quello chimico, dal rischio elettrico a quello relativo agli spazi confinati, etc etc.

 

Quali responsabilità ha il Datore di lavoro nella scelta del RSPP?

 

L’articolo 17 comma a) del TUS sancisce che il datore di lavoro “non può delegare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’art. 28” (ovvero il DVR).

In sintesi, ciò significa che il Datore di Lavoro si avvale del RSPP per la stesura del DVR ma in caso di negligenze, mancanze o errate valutazioni dei rischi, le responsabilità civili e penali ricadano di fatto sul Datore di Lavoro stesso, secondo il principio della “culpa in eligendo”.

Appare evidente, anche in momenti di crisi economica, che la scelta del RSPP non possa basarsi su criteri di valutazione puramente economici, ma debba obbligatoriamente prendere in considerazione requisiti professionali desumibili dal curriculum vitae, nonché capacità manageriali desumibili dalle strategie proposte (sia di natura gestionale che metodologica) per realizzare un sistema di gestione della sicurezza con “efficacia esimente delle responsabilità civili e penali del Datore di Lavoro”.

A maggior ragione si ritiene doveroso asserire che, nel caso in cui l’Azienda decida di avvalersi di un consulente esterno per la sola elaborazione del DVR (specie nel caso in cui il consulente non apponga la propria firma sul documento) i profili di responsabilità, in caso di errori o omissioni, convergono esclusivamente sul Datore di Lavoro o sui Dirigenti.

 

Quali ulteriori vantaggi comporta la nomina di un RSPP esterno?

 

Affidare un ruolo così strategico a dei professionisti esterni qualificati comporta inoltre altri vantaggi quali:

  • supporto nella gestione dei rapporti con Organi di Vigilanza, Enti Pubblici o Clienti prioritari;
  • supporto nella gestione di tutta la documentazione in materia di sicurezza attraverso strumenti informatici di ultima generazione;
  • supporto nell’individuazione degli strumenti più efficaci per limitare le responsabilità civili e penali delle funzioni apicali dell’azienda.

 

In merito a quest’ultimo punto vale infatti la pena sottolineare che la Corte di Cassazione, sezione penale, con sentenza n. 38905 del 24 agosto 2018 si è nuovamente espressa sul ruolo del RSPP ribadendo che “La mera designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione non costituisce una delega di funzioni e non è dunque sufficiente a sollevare il datore di lavoro ed i dirigenti dalle rispettive responsabilità in tema di violazione degli obblighi dettati per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”.

Affidare a società specializzate il ruolo di RSPP è quindi la scelta vincente se si vuole ottimizzare tempo e costi, ridurre le responsabilità civili e penali e garantire al contempo elevati standard qualitativi.

 

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