?Recentemente? in molte aziende sono stati implementati ERP , in svariati moduli e con personalizzazioni importanti.
I risultati ovviamente si intravedono immediatamente , ma anche gli effetti collaterali legati alla famigerata ?resistenza al cambiamento? e alla ?strutturazione aziendale?
In Italia abbiamo un tessuto economico fondato sulle PMI e come si può immaginare la destrutturazione è uno dei peggiori mali, visto che il trend di crescita ed il fatturato ( ora anche Basilea2 )creano sempre più marcate esigenze di formalizzazione.

L?ERP è stato implementato proprio per soddisfare le suddette esigenze aziendali , ma questo , a mio inesperto avviso , è l?errore più palese che si possa commettere.
La rigidità dei sistemi ERP è una delle peculiarità che è bene tenere in considerazione in particolar modo perché dove non esistono metodi acclarati può provocare un rifiuto ( ed intendo in modo totale, con le logiche conseguenze) in chi deve lavorare con il sistema.

Due sono gli errori principali da non commettere:
1. pensare che il software sostituisca la formalizzazione dei processi perché è assolutamente falso
2. pensare che i consulenti esterni , del partner tecnologico scelto, siano consulenti aziendali e non solo operativi che customizzano in base a ciò che il cliente richiede, pertanto se le richieste non sono coerenti con gli obiettivi del management si avranno disinformazioni.

Quindi credo che, prevista l?implementazione di un ERP, si debba fare tutto il possibile per prima formalizzare i processi , quindi verificare quali sono le informazioni che si vogliono avere di ritorno e poi dare uno strumento di supporto agli addetti delle varie funzioni.

Credo in conclusione che non basti assolutamente , in una PMI destrutturata, spendere ( e bisogna farlo in modo importante) in formazione, ma che si debba anche ?convincere? i futuri utenti dell?indispensabilità del cambiamento.
Non è una questione di democrazia, ma di efficienza e di ritorno dell?investimento, se vogliamo ottenere il roi più elevato possibile.