Gli esperti dei mercati sono concordi nel ritenere che il trading automatico prenderà sempre più piede in futuro. Le motivazioni che inducono ad azzardare previsioni del genere sono molteplici: per esempio, il desiderio di sfruttare gli andamenti dei prezzi in modo più efficace, ma anche il bisogno di standard di efficienza più elevati. Senza dimenticare, poi, la normale ricerca di liquidità. Tutti questi aspetti hanno a che fare con una tendenza che è ormai sotto gli occhi di tutti, vale a dire il livello di complessità sempre più elevato delle Borse. Oggi, insomma, i soli operatori umani non sono in grado di far fronte ai listini senza l’aiuto della tecnologia.

I numeri del trading automatico

Il trading automatico pesa per il 10 per cento dei volumi complessivi del reddito fisso, ma è soprattutto nelle compravendite degli altri ambiti che i robot giocano un ruolo di primo piano: si sale, per esempio, al 30 per cento del mondo delle valute, dove una decina di anni fa il fenomeno si poteva considerare inesistente. Per le opzioni, invece, il peso delle compravendite robotizzate è del 42 per cento, mentre per i future si arriva al 50 per cento, con un incremento di più di 10 punti percentuali rispetto al 2009.

La diffusione geografica

Attualmente almeno un terzo degli scambi è condizionato dal robot investitore: in altri termini, il software è di fondamentale importanza per le operazioni sui mercati finanziari, sia che si parli di azioni, sia che si parli di altre compravendite. I numeri, però, mettono in evidenza delle differenze evidenti dal punto di vista geografico. La media mondiale parla del 53 per cento degli scambi gestiti dai robot, ma negli Stati Uniti il trading di Borsa è collegato all’intelligenza artificiale nel 66 per cento dei casi. In Europa, invece, la penetrazione dell’algoritmo si ferma al 47 per cento, che rappresenta comunque un dato di tutto rispetto. In Italia, gli scambi azionari gestiti tramite i software rappresentano poco più di un terzo della quota complessiva, il che lascia intuire che ci sono ancora dei margini di miglioramento.

Fare trading automatico con eToro

Tra le soluzioni a cui si può fare riferimento per sfruttare il trading automatico c’è di sicuro eToro: come noto, si tratta di una piattaforma di trading grazie a cui è possibile operare su numerosi mercati finanziari, dalle monete virtuali alle azioni, passando per il forex. Inoltre, con questa piattaforma si ha l’opportunità di copiare le operazioni effettuate dai trader più bravi, ovviamente in maniera trasparente e del tutto automatica. Basta servirsi di Copytrading, un programma brevettato, per riuscire a individuare i Popular Investor, vale a dire i trader che in passato hanno ottenuto i guadagni più elevati con un rischio minimo.

Come si copiano i trader migliori

Gli utenti di eToro possono scegliere i trader che desiderano: una volta compiuta la selezione, fa tutto il software in automatico, occupandosi di riprodurre le operazioni degli esperti. Le operazioni, in questo caso, non vengono definite da un robot che funziona per mezzo di un algoritmo, ma sono decise dagli uomini e, in particolare, dall’intelligenze dei trader di maggior successo a livello globale. Ciò che il programma fa è semplicemente riprodurre le operazioni dei trader in tempo reale. I soggetti copiati incassano i profitti del trading forex e, in più, vengono pagati a parte direttamente da eToro in funzione della quantità di follower su cui possono contare.

Un social network per il trading

Da questo punto di vista si può affermare che il funzionamento di eToro è paragonabile a quello di un social network. Più i trader vengono copiati e più accumulano soldi, oltre al denaro che ottengono attraverso i profitti che ricavano dal trading. Questa è la ragione per la quale i trader esperti sono ben lieti di offrire il proprio aiuto a quelli alle prime armi, dando loro suggerimenti e consigli preziosi.