Scansione facile di volumi e faldoni

Il percorso verso la digitalizzazione di ogni tipo di documento per rendere più facile e veloce la fruizione degli archivi è in atto da molti anni. In passato, il processo è stato considerevolmente limitato dal fatto che molte delle risorse da salvare erano particolarmente fragili e scomode da muovere, come libri mastri, registri storici, mappe catastali e altri volumi di grandissime dimensioni.

In quei casi era soltanto possibile fare delle copie fotografiche piuttosto approssimative e molto spesso deformate per via della difficoltà di aprire a sufficienza le pagine. Per questo motivo sono rimasti fuori dagli archivi tantissimi volumi e oggetti particolari recanti iscrizioni che in alcuni casi possono essere determinanti per proseguire i lavori dei ricercatori.

Perché si digitalizzano i documenti

L’Italia è un paese pieno di documenti e registri storici di ogni tipo, a partire da quelli che occupano le sezioni riservate delle grandi biblioteche e dei conventi, molto spesso faldoni di centinaia di pagine estremamente fragili e difficili da maneggiare. Questi volumi richiedono sempre l’intervento di un curatore per qualsiasi tipo di consultazione e questo prende tempo e costringe i ricercatori a fare lunghi spostamenti per poter accedere ad importanti informazioni.

Ci sono poi i registri commerciali più o meno recenti, ma anche i libri parrocchiali, che a volte possono essere molto importanti per risolvere questioni ereditarie, e gli archivi delle corporazioni, fonti di informazioni storiche spesso molto complicate da consultare.

Sempre più spesso viene offerto un servizio di scanner planetario professionale, invece di utilizzare macchine fotografiche per l’acquisizione dei documenti. Il metodo classico, infatti, richiede un discreto impegno e tanto lavoro di post-produzione; le fotocamere non sono i dispositivi più adatti per questo tipo di intervento e stanno progressivamente lasciando il passo a soluzioni più tecnologiche come gli scanner tridimensionali e quelli planetari.

I primi si utilizzano per l’acquisizione di immagini a partire da oggetti solidi come statue e vasellame, mentre i secondi sono riservati al settore della stampa, perché permettono di avere una visione complessiva della pagina aperta di un libro su un leggio, con un ottimo livello di immagine, del tutto simile a quello degli scanner piani.

In questo modo, molti documenti possono essere riportati nel dominio digitale e diventare accessibili in tempi contenuti, convertiti in formati facili da sfogliare e da indicizzare e resi disponibili per tutti gli addetti e gli interessati, come ricercatori universitari, assistenti legali e tecnici, senza bisogno di accedere fisicamente alla biblioteca.

Tecnologia per la scansione

Lo scanner è decisamente semplice da utilizzare, perché basta prendere il volume che si desidera acquisire, ad esempio un tratto di mappa catastale oppure un vecchio tomo, e metterlo sul ripiano. Per il resto la funzionalità è esattamente identica a quella di un comune dispositivo da ufficio.

Può occorrere un minimo di pratica per ottenere immagini di alta qualità, capendo come deve essere posizionata la pagina per non avere troppa deformazione, ma nel giro di qualche tentativo il processo diventa automatico.

I vantaggi rispetto alla fotografia sono la velocità di operazione e il fatto che per scannerizzare un documento basta metterlo in posizione di lettura sotto il sensore, senza dover effettuare troppe manovre di aggiustamento che nel caso di faldoni e documenti fragili possono esporli a pericoli inutili, oltre a richiedere un tempo maggiore.

I file, poi, si possono esportare in vari formati, ad esempio PDF (anche editabili), TIFF, PNG e JPEG, in base all’uso che se ne dovrà poi fare.