Vi sarà capitato qualche volta di sentir parlare di “e-learning”, ma nel calderone di termini che ogni mese siamo costretti ad importare dall’inglese, vi sarà forse sfuggito il suo significato.

Il termine “e-learning” è in realtà ottenuto dall’unione di due parole “e-“, che sottintende qualcosa di strettamente legato al mondo del web, e “learning” che invece vuol dire imparare. “Imparare su internet”, questo è il significato di una parola con cui noi, ma soprattutto le generazioni a venire avranno a che fare in modo pesante in futuro.
L’apprendimento tramite il web sarà infatti una necessità imprescindibile in una civilità dai ritmi veloci e dove, proprio grazie alla tecnologia, non saranno più le persone o le cose a spostarsi, ma le idee, le conoscenze, i servizi.
È la grande scommessa di un mondo 2.0 dove internet diventerà la base di tutti i rapporti. Con l’e-learning in particolare già adesso è possibile organizzare corsi a distanza all’interno di ambiti formativi di ogni tipo.
Si basano ad esempio sull’e-learning le famose università telematiche, che permettono ai loro studenti di seguire da casa le lezioni relative ai vari corsi di laurea.

Le soluzioni tecnologiche attraverso cui questo avviene sono varie. Lo standard più diffuso riguarda la trasmissione in streaming delle lezioni, che possono viste (e riviste) da casa come fossero un video su Youtube, 24 ore al giorno e 7 giorni su 7.

Esistono poi strumenti di e-learning più avanzati che vanno oltre la semplice registrazione delle lezioni e che prevedono ad esempio la possibilità da parte dello studente di sottoporsi a veri e propri test online che possono essere usati di volta in volta per verificare se è stata capita fino in fondo l’ultima lezione, o se si è già pronti a sostenere un esame.
Ad oggi i corsi via e-learning sono ampiamente utilizzati nelle università telematiche, ma stanno prendendo piede anche nelle realtà statali, anche a livello internazionale.