La creazione di un brand di valore deve porre al centro le persone. In questo articolo parliamo di Human Centered Branding.  L’innovazione tecnologica non basta se poi nell’azienda non emerge anche quel lato umanista per dare spazio a creatività ed originalità.

 

Parlare di Human Centered Branding significa evidenziare l’anima umanista delle aziende. La valorizzazione delle persone è un elemento essenziale per modellare strategie aziendali efficaci e creare valore. Per approfondire questi concetti, è interessante la lettura del libro scritto da Roberto Grandicelli dal titolo: “Nasce lo Human Centered Branding”, edito da FrancoAngeli editore.

L’organizzazione aziendale e la capacità di seguire una vision chiara rappresentano fattori determinanti per dare impulso a un brand. Significa andare oltre il semplice prodotto e le sue caratteristiche. Il Brand deve essere un mezzo per creare relazioni sia all’esterno he all’interno della propria organizzazione.

Dalla marca al brand

Il passaggio dalla marca al brand è un cambio di visione: da semplice prodotto a un insieme di valori. Secondo Roberto Grandicelli, gli elementi essenziali da perseguire sono:

– componente visuale del marchio;

– brand identity;

– componente valoriale (Brand equity).

La strategia di un brand si deve focalizzare su concetti come il positioning, la reputation, la loyalty, l’awareness.

Slow Brand e Personal branding

In un un contesto molto complesso e dinamico, la forza del brand è anche quello di rallentare. Ciò significa muoversi verso una logica di brand slow ovvero ricollocarsi in un mondo più a misura d’uomo. Rallentare la frenesia ed evolvere il brand in ottica Human.

E’ rilevante valorizzare il personal branding in azienda per porre enfasi e rilevanza al capitale umano inteso come elemento trasversale e centrale rispetto ai processi aziendali.

Il concetto di CSR – Corporate social responsability

Nel libro “Nasce lo Human Centered Branding” è interessante il concetto di CSR acronimo di Corporate Social Responsability. L’autore ripercorre la storia del significato dei Responsabilità sociale nell’ambito aziendale a partire dagli anni ’50. In particolare si pone il focus sulla teoria di Carroll della piramide della Corporate Social Responsability e delle 4 tipologie di responsabilità:

– economiche

– legali

– etiche

– filantropiche.

L’autore poi si sofferma sulle peculiarità delle tipologie di differenti manager, sul libro Verde della Commissione Europea, sul codice etico d’impresa.

Sviluppo dello human centered branding

Il quarto capitolo è il cuore del libro: lo Human Centered Branding è tassello fondamentale della teoria umanistica d’impresa. L’individuo è al centro rispetto alle logiche di mercato e considera il profitto come effetto collaterale alla creazione di valore.

L’azienda è un luogo dove ciascun individuo vede realizzate le proprie ambizioni, attraverso la generazione di valore e nel rispetto degli altri.

Gli azionisti vengono invece visti come persone, che provano gratificazione dall’approvvigionamento dei beni materiali e immateriali. In tutto questo contesto, il profitto viene visto come elemento subordinante per realizzare quanto evidenziato sopra.

Internal Branding esperienziale

Roberto Grandicelli evidenzia come il passaggio da semplice dipendente a human avvenga attraverso la ricerca dell’esperienzialità. In pratica, la professionalità viene vissuta come percorso di esperienza continua.

Per raggiungere questa nuova dimensione del dipendente è fondamentale che l’azienda diffonda una cultura di marketing delle esperienze anche all’interno della propria organizzazione.

La peculiarità “umanità” è fondamentale per innescare originalità e creatività. La valorizzazione delle risorse umane permette non solo di accrescere e consolidare le competenze  tecnico specialistiche ma anche tracciare un percorso formativo di tipo umanistico per favorire il ripristino dell’intelligenza reale. In un simile contesto, anche l’aspetto della condivisone risulta essere rilevante.

L’ultima parte del libro riporta alcuni contributi di docenti del mondo accademico e alcune esperienze di professionisti e impresa. Ad esempio viene citato il progetto al COVA di Eni: il primo caso in Italia di digitalizzazione integrale di un impianto produttivo. In un simile contesto emerge il “People Centric Approach“. La digitalizzazione è una leva del cambiamento in ambito energetico. Il digitale consente di creare valore attraverso l’utilizzo dei dati e di prendere decisioni in modo oggettivo. Le persone sono il perno per favorire questo cambiamento. Il supporto del change management è necessario per far emergere criticità e favorire lo spirito di collaborazione.

Conclusioni

Il libro “Nasce lo Human Centered Branding” di Roberto Grandicelli offre molti spunti di riflessione sull’evoluzione dell’impresa.

Human Centered Branding

L’anima umana dell’organizzazione è essenziale per favorire il cambiamento. Le persone devono essere collocate al centro del progetto organizzativo e del modus operandi di un’azienda. Il brand non è rappresentato solo da prodotto o servizi ma deve andare oltre: valori passione, senso di appartenenza, ricerca continua dell’esperienzialità sono elementi determinanti da non trascurare. Un libro sicuramente interessante da leggere e da approfondire. Una lettura piacevole e scorrevole, resa piacevole anche dalle belle immagini collocate all’inizio di ogni capitolo, ideate dall’illustratrice Oriana Bornia.