Sperimentare di continuo per innovare! E’ questo il passaggio fondamentale per chi ha un modus operandi orientato al Growth hacking mindset. Ma cosa significa esattamente avere il mindset del Growth Hacking? Vediamolo insieme prendendo spunto dal nuovo libro di Raffaele Gaito.

 

La figura del Growth Hacker si sta diffondendo molto rapidamente nel mondo del bunsiness. Se fino a poco tempo fa, poteva sembrare un qualcosa di astratto e ancora molto pionierstico, oggi non lo è più e lo dimostrano gli annunci di lavoro di aziende, che quotidianamente ricerca un Growth Hacker.

Abbiamo già trattato l’argomento grazie alle chiavi di lettura, che ci ha ha dato Raffaele Gaito: qui potete leggere una sua intervista di qualche anno fa dove ci spiegava gli elementi chiave di questo fenomeno e della necessità di favorire ambienti lavorativi fortemente orientati alla sperimentazione continua e all’innovazione.

Avere un approccio da Growth Hacker significa superare il concetto tradizionale del marketing, orientandosi verso un approccio analitico e di misurazione dei risultati sia hard che soft. Raffaele Gaito, dopo avere scritto il libro di successo “GROWTH HACKER – Mindset e strumenti per far crescere il tuo business”  ci propone un nuovo testo dal titolo “Growth hacking mindset. Non esiste innovazione senza sperimentazione“, FrancoAngeli Editore.

Growt hacking Mindset

Prima di entrare nel concetto del mindest, ripercorriamo rapidamente i 4 momenti che caratterizzano il ciclo del growth hacking.

Il ciclo di growth hacking: 4 momenti chiave

Il ciclo del growth hacking vive sostanzialmente di 4 fasi:

1) Momento di analisi. Occorre raccogliere informazioni, che si identificano in gergo tecnico come gli “stimoli”.  Come evidenzia Raffaele Gaito, ci si riferisce a fattori come “il team, l’esperienza, gli esperimenti condotti in passato e così via; esistono poi gli stimoli esterni che sono rappresentati dai competitor, il mercato, i clienti e altro”.

2) Momento dell’Ideazione, Le informazioni raccolte vengono elaborate e “mixate” con una buona dose di creatività. Lo scopo è quello di partorire idee per innescare la sperimentazione.

3) Fase della Prioritizzazione.  Ora abbiamo le idee da testare. Ma come procedere? Raffaele Gaito sottolinea l’importanza di utilizza dei framework di prioritizzazione tipici del Growth Hacking. Questi modelli servono per decidere quali idee non vanno portate avanti, quali quelle  promuovere e e il modus operandi da seguire per testarle.

4) Lo step dell’Implementazione. Dopo aver stilato la classifica degli esperimenti, si passa alla fase di esecuzione vera e propria.

 

Una questione di Mindset

Raffaele Gaito, nel suo nuovo libro “Growth hacking mindset. Non esiste innovazione senza sperimentazione” enfatizza su un aspetto fondamentale: “Prima dei tecnicismi, degli strumenti e delle tattiche, è fondamentale lavorare sul mindset delle aziende e delle persone che ne fanno parte”.

Ricorda: Se è vero che gli strumenti, le tattiche e i trucchi sono la quotidianità, la parte operativa e quella con i risultati tangibili a breve termine, il mindset è invece l’altro lato della medaglia, quello con visione sul lungo periodo, quello che ha a che fare con parole come “cultura aziendale”, “strategia” e “processo”.

L’autore ha un approccio molto pratico e stimola ad approcciare l’analisi dei dati come un punto rilevante per stimolare domande a cui rispondere e a favorire un atteggiamento orientato alla sperimentazione continua, senza la paura di tornare indietro sui propri passi e cambiare la rotta. Un libro, che da parte di chi scrive arricchisce e che è ben sintetizzato nella seguente immagine, che evidenzia gli elementi essenziali del mindset:

I 4 componenti del mindset – immagine tratta dal libro di Raffaele Gaito – Growth hacking mindset. Non esiste innovazione senza sperimentazione

Un viaggio pragmatico nel 4 sfere essenziali del growth hacking passando in rassegna un approccio molto dinamico, analitico, proattivo e basato sul binomio sperimentazione – misurazione dei risultati. Un qualcosa che va oltre il semplice utilizzo dei tool di supporto per il management aziendale.

Il libro è ricco di suggerimenti e presenta una carrellata di strumenti per tutti i gusti e le esigenze di business.

Curiosità, necessità di porre e porsi domande sono un aspetto da non trascurare in tuti gli aspetti del business: processi, organizzazione, clienti, concorrenza, opportunità del valore, creatività, successo, prudenza.

Ancora una volta Raffaele Gaito è in grado di dare spunti importanti e di valore per chi vuole approcciare il business sperimentando per anticipare trend, resistere a cambiamenti repentini o a cogliere opportunità di business.