Growth Hacker – Mindset e strumenti per far crescere il tuo business è il nuovo libro di Raffaele Gaito, edito da FrancoAngeli. Una guida decisamente proattiva finalizzata a descrivere e rendere possibile un modus operandi del fare business opportunamente guidato da un mindset innovativo.  Il risultato è una frizzante miscela di Marketing digitale, Sviluppo del Prodotto e Analisi dei dati.

Growth Hacker e sperimentazione. Avevo già avuto modo di fare due chiacchiere con Raffaele Gaito sul tema del Growth Hacking, quando forse l’idea di un suo libro sul tema era ancora in embrione. Il Growth hacking è linfa vitale per Raffaele Gaito e il suo entusiasmo positivo e vulcanico appassiona chi lo segue in maniera contagiosa. Un libro sicuramente da leggere perché può offrire un canale di scivolo emozionante e di valore per comprendere e affrontare meglio la consumer age dove la Digital distruption spinge a rimodellare o a creare nuovi  business model,  ridefinire meccanismi operativi e a rivoluzionare  quella che Raffaele Gaito chiama “quotidianità di azienda”.

 

Ricorda: il Growth Hacker pone l’attenzione sul prodotto e ha un impatto a 360° sul business dell’azienda – Raffaele Gaito

 

 

Growth hacker  in 5 mosse

La struttura del libro conduce il lettore alla scoperta del Growth Hacking  ed è rappresentata da 5 passi essenziali:

  • Dal marketing tradizionale al Growth hacking
  • Il profilo di un Growth hacker
  • Un growth hacker all’opera
  • Processi ed esperimenti
  • L’acquisizione utenti

 

Quello che si apprezza subito del libro è la sua semplicità e la praticità, oltre al fatto che contiene molte risorse e tools che si possono trovare sul web e che risultano efficaci per innescare strategie di valore.

 

Growth hacker

Dal marketing tradizionale al Growth hacking

La prima parte del libro è prettamente introduttiva al tema del Growth Hacking. Come è nato il Groeth Hacking? Perché è nato? Raffaele ripercorre le tappe che hanno portato alla trasformazione del marketing tradizionale per comprendere origini e contesto della filosofia del Growth Hacking. Il punto essenziale è che il Growth hacking è prima di tutto una questione di Mindset fondamentalmente basato su due fattori chiave:

  • Fai leva su quello che hai
  • Dai ai tuoi utenti qualcosa di valore.

Leggendo questo primo capitolo ti rendi conto che emerge repentinamente un’esigenza di un approccio operativo e creativo fortemente guidato dalla continua sperimentazione e misurazione dei risultati per apportare interventi correttivi. Non basta sviluppare un prodotto ma poi occorre individuare i giusti canali distributivi per farsi largo nell’arena competitiva di riferimento.

 

Il Growth hacking non serve a darti risposte ma a farti porre le giuste domande – Raffaele Gaito

 

 

Chi è il Growth Hacker?

Quando si parla di Growth Hacker emerge sicuramente un profilo dalle svariate competenze tecniche con decisa declinazione al multitasking. Raffaele Gaito evidenzia alcuni requisiti fondamentali come ad esempio quelli di:

  • Possedere uno spirito imprenditoriale
  • Di operare con forte senso di disciplina sull’intero processo
  • Marcati connotati di Leadership
  • Forte orientamento all’analisi dei dati  sia hard che soft per prendere decisioni.

 

Un professionista con spirito imprenditoriale e con formazione a T, che si identifica con una logica non del tutto specialistica ma multipotenziale e fondata principalmente su tre pilastri:

  • sintesi di idee
  • repentinità nell’apprendere
  • forte capacità di sapersi adattare.

 

Diventare Growth Hacker richiede capacità e soprattutto un percorso orientato a sperimentare e ad apprendere. Tutto deve partire dalle proprie competenze.

L’autore suggerisce di studiare e studiare. L’era del digitale offre tante possibilità di formazione e momenti di apprendimento, ad esempio attraverso l’utilizzo delle risorse offerte dalle piattaforme MOOC come Cousera, edX. Lynda, Udemy, ecc.

Chiaramente non si richiede di essere un tuttologo, in quanto ognuno avrà una certa specializzazione a cui si dovranno aggiungere delle competenze extra per creare ulteriore valore aggiunto.

 

Un growth hacker all’opera

Come si svolge l’attività quotidiana di un Growth Hacker? In questa terza parte, l’autore pone enfasi sul modus operandi del Growth Hacker e sul ruolo fondamentale dell’analisi dei dati hard e soft nell’intero ciclo PDCA. L’altro aspetto, cui Gaito si sofferma con molta attenzione è quello delle metriche su cui focalizzare le proprie strategie. Il framework di riferimento è il funnel dei pirati per categorizzare diverse metriche e indicatori di perfomance nei vari step: Awareness, Acquisition, Activation, Retention, Revneue, Referral.

Interessante è la “carrellata” sulle metriche, che sono ritenute più preziose – CAC, LTC, Churn Rate, ARPU, k-Factor – e sui numerosi tool di analytics.

 

L’obiettivo unico del growth hacker è la crescita, è la sua stella polare – Raffaele Gaito

 

Processi ed esperimenti

La quarta parte è dedicata all’analisi del Growth hacking inteso come processo di sperimentazione rapido sullo sviluppo del prodotto e delle strategie di marketing per far crescere il business.

Un simile percorso di innovazione è strettamente correlato a 4 concetti chiave:

  1. processo,
  2. sperimentazione,
  3. efficienza
  4. crescita.

L’autore analizza poi le principali peculiarità del processo, la sua struttura e gli obiettivi da perseguire.

La sperimentazione deve essere articolata su logiche di misurabilità, scalabilità e ripetitività . La sperimentazione continua rappresenta un momento rilevante per il Growth hacker. Gaito passa in esame con linearità e chiarezza le diverse fasi che compongono un esperimento:

  • ideazione,
  • prioritizzazione
  • esecuzione
  • analisi.

 

L’acquisizione utenti

Il quinto capitolo è dedicato alla complessa attività di acquisizione dei clienti.

Il primo passo è quello di conoscere chi sono i nostri potenziali utenti concentrandosi sul “perché” piuttosto che sul “chi”, sfruttando le opportunità dell’analisi psicografica. Gaito traccia le possibili strategie da seguire secondo un mindset da Growth Hacker decisamente orientato a coinvolgere e rendere parte attiva l’utente.

L’altro approfondimento è quello che riguarda “dove sono gli utenti”.  L’autore passa poi in esame 19 possibili canali di acquisizione.

La parte finale del capitolo è dedicata la concetto di virilità del marketing e di quali siano gli step strategici da seguire per innescare azioni di passaparola introno al proprio prodotto o azienda. Molti interessante è poi la descrizione del framework hook dell’imprenditore statunitense Nir Heyal, replicabile su altre tipologie di prodotti.

 

Conclusioni

Growth Hacker – Mindset e strumenti per far crescere il tuo business è una guida ricca di spunti di riflessioni e focalizzata a descrivere un innovativo modo di lavorare strettamente correlato all’evoluzione della digital transformation e del marketing basato sulle esperienze. Il profilo del Growth hacker non è qualcosa di assolutamente nuovo. Piuttosto, il Growth Hacker rappresenta un qualcosa di innovativo nell’approcciare l’attività quotidiana di azienda. Il soggetto Growth Hacker presenta forti connotati di multpotenzialità e formazione a T, unite a uno spiccato orientamento alla sperimentazione continua e soprattutto fondato su mindset proattivo, che non perde di vista le dimensioni prodotto, marketing e analisi dei dati. Un modus operandi che parte dal presupposto che tutto deve essere misurabile per poi intervenire con interventi correttivi dove necessari.

Secondo Gaito, essere un Growth hacker vuol dire “sporcarsi le mani” tutti i giorni sperimentando e apprendendo di continuo. Un libro da leggere e rileggere perché ricco di spunti per scalare il proprio business. Un libro,  che con estrema semplicità e chiarezza di esposizione aiuta manager, professionisti e imprenditori a rivedere le proprie strategie digitali di business secondo una logica diversa: sperimentare per creare valore.