Le giacenze di magazzino di un’azienda sono un aspetto da non trascurare e da esaminare con attenzione. Il controllo interno deve stabilire corretti criteri di valutazione basati sui principi contabili. In questo articolo facciamo alcune considerazioni sul tema rimanenze di magazzino.

Quando si parla di criteri di giacenze di magazzino è importante non solo fare riferimento al prezzo con cui è stato acquistato il bene ma è è necessario far riferimento anche ad un’analisi compartiva col prezzo di vendita o il valore attribuito dal mercato al quel bene.

Quale approccio adottare per le giacenze di magazzino?

La valutazione delle rimanenze può dipendere da diversi fattori, come ad esempio la tipologia di azienda, la sua dimensione, la sua complessità organizzativa e produttiva.

Chiaramente più la complessità aziendale cresce, più sarà necessario un sistema di controllo interno più elevato, che prevede anche sistemi di controllo di gestione efficaci. Ad esempio strumenti come la contabilità analitica possono aiutare a strutturare al meglio il costi di produzione di un determinato prodotto con corrette allocazioni per business unit o centri di costo. In questo modo si è in grado di calcolare il costo di prodotto.

Un sistema di contabilità analitica, secondo quando evidenziato da Alberto Pesenato, nel libro “Manuale del revisore legale“, edito da Ipsoa, presenta alcune peculiarità rilevanti per il controllo interno:

– collegamento della contabilità analitica con la contabilità generale

– calcolo delle varianze  tra contabilità analitica e generale, al fine di stabilire il grado di attendibilità di quest’ultima

– registrazioni effettuate in base a documenti prenumerati e regolarmente approvati

– esistenza di elaborati o prospetti sui costi di produzione, le schede di commessa e documenti similari

– analisi particolarmente approfondita per le componenti di costi più rilevanti

– tenuta dell’inventario permanente a valore oltre che a quantità.

Come potete constatare tutte i suddetti aspetti consentono di elevare l’efficacia del controllo interno e di implementare un meccanismo di controllo di gestione davvero interessante, che progressivamente porterà ad un livello di analiticità molto importante.

Il valore di mercato

Come detto, l’analisi comparativa tra il costo delle rimanenze e il valore di mercato è un aspetto da non trascurare . Chiaramente occorre far emergere dalla contabilità analitica, come evidenziato da  Alberto Pesenato, tutte quelle informazioni rilevanti come ad esempio: situazioni di scarsa redditività, prodotti o componenti, che presentano un lento rigiro di magazzino, eccedenze rispetto ai fabbisogni produttivi.

Correlazione tra movimenti di magazzino e registrazioni contabili

Sotto questo punto, è fondamentale introdurre specifiche procedure. Pesenato, distingue una serie di considerazioni, con distinzione tra fase di:

1) Acquisto

2) Trasformazione

3) Vendita.

In particolare, sul fronte degli acquisti Pesenato evidenzia quanto segue:

– predisposizione del documento di entrata merci in magazzino

– correlazione entrata merci e fattura fornitori

– registrazione dei documenti di entrata e delle relative fatture nel periodo in cui si è effettivamente preso possesso della proprietà dei beni a magazzino

– contabilizzazione dei costi accessori, come quelli di trasporto, assicurazione, ecc, nel periodo in cui è registrato l’acquisto a cui si riferiscono

– opportuno trattamento contabile dei documenti di entrata non coperti da fattura e delle fatture non abbinate ad alcun documento di entrata.

Anche il tema dei costi di trasformazione va gestito con attenzione e secondo Pesenato, occorre porre enfasi sui seguenti punti:

– predisposizione di un’adeguata documentazione delle movimentazioni all’interno dell’azienda, con particolare attenzione dei passaggi di materie prime e materiali dal magazzino ai reparti e di prodotti finiti o semilavorati

– contabilizzazione dei costi della manodopera diretta e delle esternalizzazioni, oltre a eventuali costi di trasformazione, nel periodo in cui sono effettivamente sostenuti

– raffronto tra costi sostenuti nel periodo e quelli attribuiti alle giacenze di magazzino

Per quanto riguarda invece le vendite si deve focalizzarsi sui seguenti aspetti:

– tempestività di appositi documenti per le merci uscite dal magazzino o comunque cedue a terzi

– correlazione tra documenti di uscita e fatture di vendita

– registrazione dei documenti di uscita e delle relative fatture di vendita nel periodo in cui si è effettivamente avvenuta la movimentazione

– opportuno trattamento contabile dei documenti di uscita non coperti da fattura e delle fatture non corrispondenti a regolari documenti di uscita.

Come potete constatare da quanto, evidenziato, sono molti gli aspetti da considerare quando si parla di giacenze di magazzino e per impostare un efficace sistema di monitoraggio in linea con i principi contabili.