Gestire le immobilizzazioni con excel – applicazioni pratiche, esempi e suggerimenti. Uno dei più delicati problemi di Contabilità e di Controllo di gestione, comune alla maggior parte delle aziende, è la gestione delle Immobilizzazioni e dei relativi Ammortamenti: è davvero difficile trovare un’azienda di una certa dimensione che sia in grado di stimare il valore netto contabile di tutti i suoi beni in un certo periodo.

Immobilizzazioni con excel. Come è noto, un’immobilizzazione è un bene aziendale (asset) il cui utilizzo avviene in un periodo superiore all’anno e il cui valore viene iscritto nello Stato Patrimoniale assieme alla somma del valore netto contabile delle altre immobilizzazioni della stessa categoria. Sotto il profilo contabile, pertanto, la spesa sostenuta per l’acquisto del bene va ripartita per il periodo di effettivo utilizzo dello stesso. Nel conto economico, quindi, vedremo solamente il costo di ammortamento.

 

Ammortamento e vita utile del bene

Un bene pluriennale viene portato a costo annualmente attraverso il meccanismo dell’ammortamento. Quest’ultimo deve essere strettamente correlato alla vita utile del bene, cioè al periodo di sfruttamento economicamente conveniente dello stesso. La vita utile non va confusa con la vita o durata del bene: anche se un PC 386 del 1985 funzionasse perfettamente, risulterebbe poco produttivo per la maggior parte delle aziende modernamente organizzate, che costringerebbero i propri dipendenti a inutili e improduttive attese. Per questo motivo, la vita utile segna il periodo nel quale la società trarrà vantaggio economico dall’utilizzo di un certo asset.

immobilizzazioni con excel

 

L’aliquota dell’ammortamento

La vita utile segna il periodo di ammortamento del bene e, sulla base di questo periodo, viene determinata l’aliquota di ammortamento espressa generalmente attraverso un numero percentuale. Per esempio, una vita utile di 10 anni, avrà un’aliquota di 1/10, quindi 0,1 cioè 10%. Una vita utile di 12 anni determinerà un’aliquota d’ammortamento di 1/12, cioè 8,33%.
Le immobilizzazioni possono essere materiali (tangibile asset) o immateriali (intangibili asset). Le prime rappresentano beni facilmente “inventariabili”, cioè facilmente visibili e identificabili fisicamente. Un esempio di tali beni può essere rappresentato da un fabbricato o da un automezzo.
Le immobilizzazioni immateriali, invece, sono attività non facilmente visibili, come per esempio, l’avviamento di un’azienda, i costi notarili, il marchio e così via. Questa distinzione, non ha impatto sul modello Excel di analisi che svilupperemo, se non per una distinzione analitica più formale che sostanziale.
Problemi fiscali

Il fatto che il costo vada ripartito tra più esercizi (anni) impone una valutazione diversa a seconda dell’obiettivo che si intende raggiungere.
Sotto il profilo fiscale è conveniente mostrare un costo di ammortamento più altro possibile al fine di raggiungere un risultato economico più basso possibile e pagare meno imposte. Da un punto di vista gestionale, invece, occorre dare al management una visione più veritiera possibile dell’incidenza dei costi di ammortamento sul risultato economico della società.
Questo può significare anche intraprendere progetti volti a rivalutare le aliquote più adeguate alla giusta valorizzazione del costo annuale.

 

Risorse per approfondire

Suggeriamo la lettura dell’ebook “La gestione delle immobilizzazioni con excel” di Luigi Amato, dove potrete trovare tanti casi pratici in excel con focus principale sui seguenti temi:

  • Ammortamento delle nuove acquisizioni di beni
  • Reporting ed esigenze informative
  • Come creare la cartella di lavoro
  • Il foglio parametri
  • Il foglio dati
  • Il foglio di riepilogo
  • Uso del foglio: operazioni ordinarie e straordinarie
  • Chiusura mensile
  • Acquisizioni di beni strumentali
  • Dismissioni di beni
  • Chiusura e riapertura dei conti
  • Cambio di categoria, aliquota e centro di costo