Eseguire una full costing analysis significa procedere all’attribuzione dei costi diretti e indiretti agli oggetti di calcolo. In questo articolo facciamo una serie di considerazioni su questa tecnica.

Quando si decide di adottare la full costing analysis significa che nell’analisi di redditività di un prodotto, un servizio o una business unit, si allocheranno tutti i costi sostenuti dall’impresa.

Full costing analysis: da dove partire

Questo approccio può essere molto utile per il management al fine di prendere decisioni strategiche per il proprio business. Col full costing sarà possibile determinare un costo unitario pieno dei prodotti o servizi in portafoglio. Come potete comprendere questa tipologia di analisi e diversa da quella del direct costing, che si ferma ai margini ottenuti sottraendo ai ricavi i costi di produzione specifici per ciascun oggetto di calcolo.

Definisci procedure a monte per avere informazioni immediate

L’analisi del full costing non può essere estrapolata direttamente dalla contabilità. Occorre infatti creare un modello correlato di estrapolazione e poi stabilire determinate milestones per quanto riguarda i coefficienti di imputazione da applicare per l’allocazione dei costi indiretti.

Quando dobbiamo procedere ad un’analisi di redditività dei prodotti occorre, a monte procedere ad un’attenta classificazione dei costi per profit center. Infatti se in contabilità generale registro fatture di fornitore per 200.000 euro, senza una preventiva attribuzione dei costi non sarà possibile immediatamente sapere a quale servizio si riferiscono quei costi.

Invece se si imposta una procedura in cui il fornitore quando emette fattura deve inserire alcuni codice a secondo del servizio per cui lavora, sarà più facile avere questi dati già perfettamente allocati. Questo ragionamento può essere fatto anche per altre tipologie di costo:

– personale

– spese varie di produzione (esempio trasferte)

– Acquisto materiale

– Acquisto servizi vari.

Un simile approccio rappresenta un modo efficace per “mettere in pista” quella che viene definita contabilità analitica dei costi o cost accounting. E’ proprio questa tecnica che ci permette si procedere al calcolo dei costi pieni di prodotto.

Che cosa sono i costi variabili

I costi variabili sono quei costi che variano al variare della quantità di output finale prodotto. Questi costi, come dicevamo possono essere facilmente allocati direttamente al prodotto a cui si riferiscono. Infatti possiamo stabilire quanta materie prima serve per produrre un’unità di prodotto, o quante ore possono servire per svolgere un determinato servizio. In questo ultimo caso avremo una tariffa oraria e un quantità tempo per determinare il costo.

Costi fissi diretti

I costi fissi diretti sono quei costi che sono fissi entro un certo limite di produzione e che possono essere direttamente attribuibili a un servizio o a un prodotto. Pensate ad esempio al costo di un macchinario specifico per produrre un determinato prodotto. Chiaramente questo costo sarà direttamente imputabile al prodotto attraverso le quote di ammortamento di numero pari alla durata del macchinario.

Per osti di struttura facciamo riferimento ai seguenti costi a titolo di esempio:

– locazioni di magazzini e uffici

– costo del personale amministrativo

– ecc

Full costing analysis e costi indiretti

Ci sono poi i costi fissi ovvero costi di struttura che non possono essere allocati direttamente ai prodotti o alle linee di servizio. Stiamo parlando dei costi che sono sostenuti per far funzionare a livello generale un’azienda.

Questi costi pertanto non sono attribuibili in maniera oggettiva agli oggetti di calcolo, pertanto avremo che:

1) Nel direct costing, questi costi non vengono ribaltati sugli oggetti di calcolo; infatti questo metodo prevede solo un’allocazione oggettiva dei costi

2) Nella full costing analysis questi costi saranno allocati agli oggetti di calcolo attraverso l’utilizzo di un criterio soggettivo.

Se vuoi approfondire il tema su direct costing e full costing con alcune considerazioni, ti suggeriamo di leggere l’articolo dal titolo: Direct Costing vs Full Costing. Se invece vuoi vedere qualche esempio pratico di applicazione delle analisi dei osti con i tuoi metodi ti suggeriamo di leggere l’articolo Direct Cositng e Full Costing: un esempio excel.

Full costing e oggetti di calcolo

Come avete compreso, il criterio del full costing richiede che tutti i costi siano imputati agli oggetti di calcolo siano essi costi variabili o costi fissi, costi diretti o indiretti. Abbiamo poi visto che i costi fissi ovvero gli overhead cost o costi di struttura non possono essere allocati direttamente agli output finali. Tuttavia si procederà ad un’allocazione di tipo soggettivo, attraverso l’individuazione di coefficienti di imputazioni.

Il fatto che questi fissi sono distribuiti sui prodotti deve essere collegata al fatto che se non ci fosse un organizzazione d’azienda, non avremmo prodotti o servizi erogabili.

L’allocazione di questi costi può avvenire secondo due logiche:

– a base unica

– a base multipla.

Full costing analysis a base unica

Il primo metodo è d solito riferito a organizzazioni semplici, che hanno una struttura di costi molto semplice. In particolare, i costi indiretti sono in genere ben circoscritti e di entità poco rilevante. Questi costi di struttura vengono distribuiti secondo un coefficiente di imputazione a base unica. Questo criterio andrà deciso dal management e potrà essere rappresentato da:

– incidenza del fatturato rispetto al totale fatturato

– quantità di produzione dei singoli prodotti rispetto al totale prodotto

– incidenza del primo margine di contribuzione.

– altri.

Come potete comprendere, la scelta di un criterio sarà soggettiva e potrà portare a risultati diversi. Ci sarà sempre qualcuno che sarà scontento. Tuttavia è anche vero che i Manager di produzione non potranno fare altro che prenderne atto. Infatti questi costi per loro sono ingovernabili.

Full costing analysis a base multipla

Il secondo criterio è invece utilizzato da organizzazioni complesse. Si scelgono più criteri di imputazione per allocare i costi di struttura. Si può anche scegliere un criterio misto. Ad esempio procedo all’allocazione dei costi di struttura, costruendo un coefficiente di imputazione basato sul seguente algoritmo: 50% incidenza del fatturato e 50% incidenza del margine di contribuzione.

Esempio pratico in excel

Supponiamo di avere un’azienda produttrice di quattro prodotti: Alfa, Beta, Gamma e Delta. Di seguito vengono riportati i dati di per ciascun prodotto in termini di:

– quantità prodotta

– prezzo unitario

– ricavi

– costi del personale

– costo materie

– altre spese di produzione

– Margine.

Nella tabella abbiamo già riportato le incidenza % delle quantità prodotte, dei ricavi e la % dei margini.

Supponiamo ora di avere costi di struttura per 20.000 euro e di voler applicare i diversi coefficienti di ripartizione per allocarli. Vediamo cosa succede.

Come potete osservare, il criterio 1 è più vantaggioso per i prodotti Gamma e Delta. Il secondo criterio avvantaggia Alfa. Il terzo criterio è il migliore per Beta. Il management preso atto dell’analisi ha poi scelto il criterio 1. Come vedete dall’esempio la soggettività della scelta del criterio di imputazione può portare a risultati molto diversi.

Di seguito viene riportato un grafico di sintesi riepilogativo dei risultati:

 

Conclusioni

In questo articolo abbiamo trattato il tema della full costing analysis e in particolare abbiamo compreso perchè è utile e quali sono le differenze metodo del direct costing (oggettività dei costi). La soggettività dei costi è tipica della logica del full costing per ripartire i costi di struttura agli oggetti di calcolo. Nell’articolo abbiamo analizzato le diverse tipologie di costo e spiegato il concetto di full costing a base unica e a base multipla. L’esempio descritto evidenzia come la scelta di un criterio piuttosto di un altro possa influenzare i risultati.

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