Quando si parla di azienda, gli obiettivi di redditività e gli aspetti finanziari sono due punti fondamentali che non devono essere trascurati. In questo articolo facciamo qualche considerazione prendendo spunto da qualche semplice esempio pratico.

Come ragionare sul concetto di flusso di cassa e profitto? Quali relazioni?

Esempio pratico: l’azienda Alfa

Consideriamo la nostra azienda Alfa e cerchiamo di mettere in evidenza l’importanza e la differenza di prospettiva tra il flusso di cassa e il risultato economico. la ricerca dell’equilibrio tra questi due fattori è un aspetto rilevante per ogni azienda e non va trascurato.

La nostra azienda Alfa, nel primo trimestre ha venduto prodotti per 100.000 euro, acquistati per 50.000 euro.

Facendo la differenza tra ricavi e costo di acquisto, si ottiene un margine pari a 50.000. Se l’azienda ha pagato i fornitori per 59000 euro che non tutta la merce è stata venduto. Pertanto avremo nel magazzino ancora prodotti per 9000 euro da vendere.

L’azienda abbiamo visto che ha fatto ricavi per 100.000 euro ma ha incassato solo 60.000 euro dai propri clienti.

Possiamo notare che pertanto L’azienda ha un flusso di cassa negativo:

– ho pagato i fornitori per 59.000 euro

– ho incassato dalle vendite 60.000

– ho pagato altre voci di spesa per 10.000 euro

Pertanto ho un saldo di cassa di periodo -9000.

Avevo un saldo inziale di cassa di 5000 euro e pertanto avremo un saldo finale di -4000 euro.

 

La differenza tra risultato economico e cassa

Dal semplice esempio evidenziato sopra, come potete osservare, la dinamica del flusso di cassa è molto semplice, dato che tiene conto di quello che viene incassato e di quello che viene pagato. Il risultato economico invece è influenzato da diversi fattori e si fonda su un principio di congruenza  ovvero che le entrate e le uscite sono congruenti con il periodo  in cui queste si manifestano.

Di seguito riportiamo il conto economico della società Alfa alla fine del trimestre:

Come potete osservare il margine caratteristico è pari a 50.000 euro. L’utile prima degli interessi, ammortamenti e tasse (Ebitda) è pari a 33.000 euro.

La struttura  del conto economico

Naturalmente il suddetto schema di conto, come abbiamo più avuto modo di vedere può poi essere ulteriormente dettagliato e disaggregato nel caso in cui si vogliono avere più informazioni di analisi. Ad esempio i ricavi e i costi dei prodotti possono suddivisi per categoria di prodotto. Potremmo inoltre scomporre i risultati economici in più livelli come indicato nella tabella di esempio, riportata qui sotto:

flusso di cassa e profitto

La suddetta tabella individua ben 4 livelli di profitto.

Il margine o margine lordo è il valore che rimane dopo che tutti i costi relativi alla realizzazione di ciò che si vende vengono detratti dai ricavi generati.

Il margine operativo e invece quello che rimane dopo aver sottratto le spese operative al margine lordo.

L’utile o profitto ante tasse è ciò che rimane dopo aver dedotto i costi di finanziamento (interessi) ed eventuali quote di ammortamento.

L’utile al netto delle imposte e ciò che rimane all’azienda. Questa quota può essere distribuita ai soci o re-investita.

Considerazioni finali

Quanto descritto sopra, potrebbe poi avere ulteriori variazioni, considerando altre variabili. L’eventuale necessità di far crescere il business, potrebbe portare l’azienda Alfa ad avere necessità di altre fonti di capitali. Ad esempio si potrebbero accendere dei finanziamenti di medio e lungo termine e ulteriori interessi da pagare. L’azienda potrebbe altresì generare entrate di cassa extra caratteristiche: ad esempio potrebbe locare degli spazi uffici o magazzini a terze parti.

Ci saranno poi  ammortamento da dedurre che impatteranno sul risultato di esercizio.

Pertanto occorrerà focalizzare l’attenzione sulle seguenti voci:
– Vendite.

– Costo del venduto.

– Margine lordo dato dalla differenza tra vendite e gusto del venduto.

– Spese operative (spese di vendita, amministrazione, ammortamenti altri costi generali).

– La differenza tra l’utile lordo e le spese operative danno come risultato l’utile operativo.

– Ci sono poi i ricavi non operativi ovvero altri ricavi compresi gli interessi e gli affitti.

– Spese non operative ovvero i costi finanziari e le altre spese non direttamente connessi alla gestione dell’attività. – L’utile al lordo delle imposte sul reddito.

– Le tasse da pagare

– L’utile netto o l’eventuale perdita.

L’equilibrio pertanto va ricercato cercando un relazione tra flussi di cassa e risultato economico. Posso fatturare tanto e avere un buon margine. Tuttavia se poi i flussi di cassa che generano sono in negativo, dovrò cercare di porre una soluzione. Questo potrebbe avvenire con più accorte strategie di dilazione dei pagamenti ai fornitori; oppure lavorando molto assiduamente sulle condizioni di pagamento da fare ai clienti. L’attenzione al recupero crediti è poi un altro aspetto fondamentale da non trascurare. La capacità di fare un’attenta pianificazione finanziaria può permettere in anticipo di conoscere eventuali squilibri e di impostare una pronta strategia aziendale.