Tra le forme di finanziamento alternative al canale bancario spicca per la rapida evoluzione e crescita l’equity crowdfunding, già ampiamente diffuso in tutto il mondo grazie ad un modello rivolto alla “crowd”, letteralmente “folla”. In questo articolo capiremo di cosa si tratta, vedremo alcuni casi virtuosi e l’iter di avvio di una campagna.

 

In un mercato orientato alle banche come quello italiano dove il 73% delle aziende italiane vede nella banca il partner ideale, è grosso il rischio per PMI e startup di perdere importanti opportunità di crescita e diversificazione dei finanziamenti.
Tuttavia, sebbene in ritardo rispetto a molti Paesi europei, anche in Italia la finanza alternativa inizia a prendere piede sia a livello creditizio con strumenti come lending crowdfunding, invoice-trading, sia sotto il profilo dei finanziamenti in capitale di rischio con l’equity crowdfunding.

 

I soggetti dell’equity crowdfunding

Un forte incentivo arriva dall’aggiornamento della normativa entrato in vigore nel 2018 che consente l’accesso a tutte le PMI, superando il vincolo che lo rendeva uno strumento utilizzabile solo dalle startup innovative e dalle PMI innovative.

L’Equity Crowdfunding permette alle imprese di raccogliere investimenti attraverso portali web, autorizzati da CONSOB, interamente on-line e a partire da investimenti minimi relativamente bassi. Questa formula lo rende uno strumento alla portata non solo delle imprese, ma anche dei privati cittadini e dei piccoli investitori che trovano un valido canale di diversificazione degli investimenti. Per ogni campagna è inoltre richiesta una percentuale obbligatoria di finanziamento da parte di un investitore professionale.

 

Due casi di successo nella Green Economy

La flessibilità e la versatilità di questo innovativo strumento va al di là del mero aspetto finanziario, arrivando ad assumere anche connotati sociali a sostegno di progetti condivisi tra cittadini e imprese. In particolare, per quanto riguarda l’ambito della sostenibilità ambientale.

È il caso di SMY Umbria (Sustainable Mobility Energy) che raccogliendo 120 mila euro da 35 nuovi soci su WeAreStarting, uno dei portali di equity crowdfunding più attivi in Italia sul fronte green, ha consentito l’installazione di dieci colonnine di ricarica per auto elettriche in Umbria.
Altro caso, più recente, è quello di EYS BA (Efficiency Sport Busto Arsizio) sempre sullo stesso portale, wearestarting.it, e in continuità con il progetto precedente. Quest’ultima campagna ha visto protagonista il palazzetto dello sport di busto Arsizio al centro di un imponente progetto di riqualificazione energetica che ha coinvolto 18 investitori per un importo totale di 65 mila euro, con l’obiettivo di coprire parte dell’investimento.
Un metodo di finanziamento quindi per giovani startup ad alto potenziale, solide PMI in fase di crescita o internalizzazione, ma anche per progetti locali di matrice sociale nel campo dell’energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

 

Come lanciare una campagna di crowdfunding

Il lancio di una campagna di equity crowdfunding può essere riassunto in quattro fasi che, salvo imprevisti, durano intorno alle quattro settimane. Andiamo a vederli brevemente:
1 – Verifica dei criteri di accesso

Dal 3° gennaio 2018 possono accedere all’equity crowdfunding tutte quelle società definite PMI dall’Unione Europea (numero dipendenti inferiore a 250 e fatturato annuo inferiore o uguale a 50 milioni di Euro oppure totale attivo di bilancio inferiore o uguale a 43 milioni di Euro) oltre a società di investimento e OICR specializzati.

2 – Presentazione e selezione della società

È necessaria la creazione di un profilo aziendale nel portale prescelto inserendo le informazioni richieste attraverso una procedura guidata e allegando una presentazione della società. La candidatura viene valutata dal team e se ritenuta idonea passa alla fase di preparazione. È possibile che il portale richieda ulteriori precisazioni, chiarimenti o informazioni per accertare solidità, buona fede e potenziale del progetto.

3 – Preparazione della campagna

Avvio dell’iter burocratico e redazione della documentazione della campagna. In questa fase l’assistenza e i consigli della piattaforma che ospita la campagna sono cruciali. Altrettanto fondamentale è la pianificazione della comunicazione che deve essere studiata al dettaglio con particolare focus sui canali digitali che giocano un ruolo importante nel buon esito di molte campagne.

4 – Avvio e interazione con gli utenti

Una volta avviata la campagna migliaia di potenziali investitori visiteranno la pagina e molto probabilmente contatteranno l’offerente per capire qualcosa di più sul progetto e i suoi obiettivi. In questa fase è importante una buona attività di comunicazione che faccia leva sulla visibilità per creare un network di potenziali investitori, nuovi clienti o partner strategici.