In un mercato sempre più competitivo e dominato dalle evoluzioni tecnologiche e l’elevata concorrenza, il cambiamento aziendale è un driver fondamentale per le aziende. E’ necessario affrontare il futuro in ottica innovativa, rivedendo il proprio modello di business e quello organizzativo ancora prima di scegliere di implementare una nuova tecnologia.

 

Il tema del cambiamento aziendale è un punto cardine fondamentale per le nostre imprese. Abbiamo approfondito il tema, intervistando  Fedele Maniglio, founder di M.ake Global e strategic development, Marketer digitale, nonché dottore commercialista. Nel corso dell’intervista si parla tra l’altro di internazionalizzazione, innovazione, mindset, digitalizzazione, suggerimenti e modus operandi per rivedere la propria strategia aziendale affrontando con tenacia il cambiamento, marketing e PMI.

Buongiorno Fedele, da dove nasce l’idea di M.ake Global? 

Ho avuto l’opportunità nei diversi anni di collaborazione con studi professionali, di interfacciarmi con imprese di ogni livello di fatturato, dimensione e standing. Imprese che esportavano ma che rimanevano quasi ostaggio di una mentalità “local”. Da qui l’idea che le imprese non dovessero solo “esportare” ma diventare internazionali.

Essere internazionali vuol dire oggi rimettere in discussione il modello di business aziendale rendendolo più in linea con i cambiamenti in atto in termini di innovazione tecnologica e digitalizzazione.

M.ake Global nasce partendo da questo assunto … “la tua impresa deve poter aver le carte in regola per competere con maggiore forza in un mercato sempre più globale e interconnesso”.

Accompagniamo in pratica le imprese nel processo di innovazione ed evoluzione digitale e lo facciamo utilizzando un nostro personale approccio. Ci caliamo letteralmente all’interno della singola realtà aziendale diventando dei partner per la crescita. Il nostro team è peraltro il giusto connubio tra esperienza e tanti bravi giovani competenti che danno ulteriore linfa e impulso al cambiamento.

 

In un mercato sempre più incerto e complesso, innovare un’azienda è spesso collegato a una strategia più ampia e articolata, che si sintetizza in una parola: cambiamento. Quali considerazioni fare? 

Partiamo dal presupposto che per innovare un’azienda non è sufficiente fare un sito web più bello, implementare un e-commerce o utilizzare un qualsiasi strumento digitale. L’innovazione parte prima di tutto dalle persone. E’ necessario adottare un mindset giusto per poter intraprendere un percorso di sviluppo in un mercato come dicevi giustamente tu più incerto e complesso del recente passato.

Occorre analizzare i bisogni dei consumatori, analizzare i competitors, revisionare il modello di business aziendale, far emergere una identità condivisa di brand, pianificare, elaborare un vero piano di marketing e infine implementare quegli strumenti digitali che completano il percorso che io definisco di maturazione.

 

Un’azienda, che vuole fare una review del suo business model e intraprendere un percorso di cambiamento organizzativo, strutturale e strategico da dove deve partire? Quali suggerimenti?

È necessario ci sia la volontà di mettersi in gioco. Non esiste la bacchetta magica, non esistono formule strane che ti consentono di svilupparti ed evolvere digitalmente dall’oggi al domani.

Un percorso di revisione del modello di business dura a volte, con alcuni clienti, qualche mese in dipendenza del numero di dipendenti/collaboratori che noi coinvolgiamo. E’ un lavoro sicuramente duro ma che, abbiamo potuto constatare, porta nel medio termine a risultati.

Mi si potrebbe obiettare che molte imprese vogliono risultati immediati. Io rispondo che un castello si costruisce dalle fondamenta e per fare questo ci vuole il giusto timing.

Si dice spesso, che le nostre PMI sono il motore della nostra economia. Che impressione hai su questo comparto produttivo? Stanno innovando? Stanno apportando adeguati cambiamenti organizzativi per stare al passo con l’evoluzione tecnologica dei mercati?

Qui c’è da fare un distinguo a mio parere. Se mi parli di PMI ti posso dire che molte di queste stanno intraprendendo o hanno già intrapreso un percorso di cambiamento e innovazione.

Dobbiamo considerare un aspetto però molto spesso non considerato. Le PMI rappresentano circa un 5% del nostro tessuto produttivo. Il 95% circa è rappresentato da micro imprese, quasi completamente destrutturate e con un grado di digitalizzazione abbastanza basso. Questa grossa fetta andrebbe supportata adeguatamente facondo loro capire quanto sia necessario un processo strutturato e ragionato di cambiamento. Non solamente “il sito web bello” .. o “un post sui social” .. per intenderci!

La gestione del cambiamento di un brand, porta non solo a diffondere un certo tipo di cultura aziendale tra i propri dipendenti, ma anche a ricercare una nuova brand identity, puntando molto sull’interazione e la relazione con il target di riferimento. Le PMI come approcciano questa delicata fase strategica di marketing e comunicazione?

Anche in questo caso purtroppo si fa ancora molta confusione ahimè. Viene confuso spesso il termine Marketing con Comunicazione pensando che il marketing sia fare spamming con mail a potenziali lead, oppure scrivere qualche post sui social, oppure peggio ancora fare pubblicità.

Il Marketing è altra cosa però. È per prima cosa analisi del bisogno dei consumatori. Per fare questo ogni azienda dovrebbe affidarsi a professionisti giusti o internalizzare figure competenti che si occupano veramente di Marketing.

Ancora adesso purtroppo mi capita di interfacciarmi con “responsabili marketing” molto giovani peraltro la cui funzione è quella di implementare grafiche accattivanti nel sito web aziendale.

Direi che arrivare a dare il giusto significato ad uno specifico ruolo sarebbe già un enorme passo avanti per molte aziende che hanno intenzione di fare veramente un salto di qualità.