Energia e gas, il conto delle aziende italiane

 

Energia e gas: quanto costano alle aziende italiane? Non è una novità che sia molto salato il conto delle forniture per le imprese italiane, che spesso, schiacciate dagli oneri, trovano nell’acquisto dell’energia e del gas necessari alla loro produzione un nuovo ostacolo per la propria produttività. Un problema riconosciuto anche del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in un’intervista rilasciata pochi giorni fa a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24.

Secondo Calenda, le bollette per le imprese rimangono molto alte per via degli oneri, che relegano il costo della materia prima a una voce di scarsa importanza. «È una variabile molto più piccola che in altri Paesi. In più per le aziende noi abbiamo fatto la scelta opposta della Germania, cioè abbiamo scaricato tutti gli oneri sulle imprese. Mentre la Germania l’80% l’ha distribuito tra le famiglie – una platea molto più alta – e solo il 20% tra le imprese. Questa è la considerazione che il Paese ha avuto in passato per il manifatturiero: poi ci stupiamo perché le aziende chiudono».

È necessario, quindi, che le imprese valutino con attenzione le migliori offerte per energia e gas disponibili sul mercato business, come quelle che si trovano su SosTariffe.it. In previsione c’è comunque l’attesa riforma degli oneri generali del sistema elettrico, finalizzata al riequilibrio del peso degli oneri tra settore industriale ed altri settori e alla riduzione del gap di prezzo per gli energivori.

D’altra parte, non c’è ancora certezza sulla natura del riequilibrio degli oneri: secondo Paolo Gori, presidente di Confartigianato Piana Fiorentina nonché consigliere di Multienergia, il consorzio energetico senza fini di lucro fondato dalle Confartigianato della Toscana, «così si rischia di minare la fiducia nei confronti del mercato libero, in un momento in cui piccole imprese e famiglie stanno per iniziare un percorso di accompagnamento verso questo mercato: dal 1 gennaio, infatti, partirà la Tutela Simile, per cui le piccole imprese dovrebbero essere invogliate ad andate sul mercato libero da uno sconto degli operatori. Ma se gli oneri, che già oggi pesano per il 40% sulla bolletta di una piccola impresa (a fronte del 20% circa del costo dell’energia) verranno ulteriormente aggravati come annunciato dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il risultato sarebbe un beneficio economico nullo nel passare al mercato libero».

La soluzione, insomma, non sembra essere a portata di mano ed è naturale che il testo finale sarà articolato: per questo è sempre fondamentale dare un’occhiata a quello che offre il mercato e regolarsi di conseguenza, scegliendo tariffe per il gas e per l’energia su misura per i consumi specifici.