Direct costing vs Full Costing – una serie di riflessione sulle due metodologie. Quale metodo è meglio usare? Perchè? Quali i vantaggi e gli svantaggi dell’uno rispetto all’altro? Considerazioni e spunti sul direct costing e il medoto full cositng o a costo pieno. Elementi di soggettività e oggettività.

Direct costing vs Full costing e considerazioni. L’analisi dei costi di prodotto/servizio rappresentano un fattore critico di successo molto rilevante per un’azienda decisa a mantenersi competitiva ed orientata verso l’ottica del miglioramento continuo e alla logica di efficienza e creazione di valore.

 I costi possono essere ripartiti in base all’oggetto di calcolo di riferimento, che può essere rappresentato da:
– linee di prodotti/servizi
– business unit o centri di costo

I principali metodi di ripartizione dei costi più diffusi e più tradizionali sono:
– full costing (costi pieni)
– direct costing (costi variabili).

Direct costing vs Full Costing

Full costing in breve: cenni

Secondo la logica full costing sia i costi variabili, sia le quote di costi fissi sono imputati all’oggetto di calcolo di riferimento; in particolare i costi fissi vengono ripartiti mediante l’applicazione di basi di ripartizione (Coefficienti di imputazione).

La differenza tra ricavo e costo pieno  determina il risultato economico netto del singolo prodotto/servizio/Business unit.

Se parliamo di prodotto avremo che ad ogni unità di prodotto o servizio erogato viene attribuita una quota di costi fissi.

Direct costing in breve: cenni

Il direct costing  imputa ai prodotti/servizi/Business unit i soli costi variabili (in genere MOD, materie prime, ecc).
La differenza tra ricavi e costi variabile determina il margine di contribuzione per linea di prodotto/servizio. Esso rappresenta la capacità dell’impresa di coprire i costi fissi e di contribuire alla formazione del risultato economico d’azienda. Infatti, sommando i margini di contribuzione dei diversi prodotti e togliendo da questo totale i costi fissi si ottiene il risultato netto d’impresa. I costi fissi diventano costi di periodo.

Direct costing evoluto e calcolo del 2° margine

Una variazione al direct costing è quella di imputare al prodotto anche i costi fissi specifici. In tale caso si otterrà il 2° margine di contribuzione. L’uso del direct costing consente di evitare il probema della ripartizione dei costi fissi comuni;

Il fattore temporale nella scelta del criterio

In genere il direct costing viene applicato nella pianificazione strategica di breve periodo soprattutto in situazioni in cui è necessario prendere decisioni nell’allocazione ottimale delle risorse dedicate alla produzione per determinare il giusto mix di prodotto / servizio.

Applicando il direct costing si può determinare il prodotto/servizio più redditizio e conseguentemente implementare un’efficace analisi di convenienza economica.

In particolare, è bene evidenziare quanto segue:
• Per effettuare analisi di convenienza economica significative tra vari prodotti/servizi non si deve considerare il solo margine di contribuzione assoluto, ma anche quello relativo (unitario o percentuale);
• nella verifica della redditività di ciascun prodotto/servizio per definire il mix di prodotto, si fa riferimento al margine di contribuzione espresso in percentuale sui ricavi.

Risorse per approfondire