Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza nasce con l’obiettivo di prevenire i fallimenti delle aziende, adottando un approccio di monitoraggio e di eventuali  attività nel disciplinare le delicate fasi di allerta e l’attuazione di un piano di assistenza e di salvaguardia del valore di un’azienda e della sua storia. In pratica con questo codice salva crisi si vuole adottare un approccio preventivo in modo da assicurare un intervento anticipatorio per salvaguardare una determinata impresa, che presenta segnali di crisi.

Gestire le crisi di impresa, significa muoversi verso quel tipo di cultura aziendale, che da anni andiamo nel nostro piccolo a raccontare:

– controllo di gestione a supporto del management

– attenta pianificazione aziendale

– politiche di analisi dei costi e strategie di riduzione degli sprechi

– utilizzo dello strumento del budget e periodica analisi delle varianze delle voci di ricavo e costo mappate

– creazione di dashboard aziendali per monitorare gli indicatori economici, finanziari e patrimoniali rilevanti per innescare azioni d’interventi correttivi qualora vi siano segnali di allarme.

Nuovo codice della crisi d’impresa

Il codice della crisi d’impresa che fa riferimento al  Decreto il Legislativo del 10 gennaio 2019, che in pratica ha dato il via alla legge  Legge 155/2017, ha  portato importanti novità in tema di modus operandi per prevenire le crisi d’Impresa.

Questo nuovo codice ha un focus particolarmente attento sul concetto di monitoraggio degli indicatori ritenuti essenziali per poter rilevare allarmi da crisi e conseguentemente poter innescare in tempo un approccio preventivo fondato sugli obblighi di segnalazione interna. In altre parole il codice offre precise indicazioni sugli indicatori da costruire, che possono essere poi personalizzati in base alle peculiarità del contesto di riferimento, in cui si opera.

crisi d'impresa

Una questione di Early Warning

La crisi di un’azienda può essere connessa a diversi fattori o eventi, che possono portare a una fase di squilibrio economico-finanziario, che possono minare la continuità di un’azienda. Pertanto occorre porre particolare attenzione alle 3 dimensioni:

– economica

– patrimoniale

– finanziaria.

Un’attenta pianificazione dei flussi di cassa aziendali unita a una costante implementazione e evoluzione dei sistemi di controllo di gestione rappresentano attività chiave per salvaguardare l’azienda e consentono al management di avere la possibilità di adottare interventi preventivi qualora vi siano campanelli di allarmi, che conducono a situazioni di squilibri  e imminenti fasi di crisi.

 

 

Ricorda: il concetto di early warning identifica quell’insieme di strumenti necessari per far emergere  e segnalare un andamento in flessione delle performance aziendali e con possibilità di introduzione di rapidi interventi correttivi riparatori per far fronte a possibili squilibri o situazioni da sanare

 

Piano previsionale per anticipare gli squilibri finanziari

Adottare questo tipo di pianificazione significa muoversi in un’ottica di orientamento temporale e previsionale di medio periodo. Occorre pertanto definire lo scenario dei prossimi 6 mesi – 12 mesi, tenendo sotto la lente d’ingrandimento indicatori come quelli di solvibilità e liquidità. L’analisi preventiva dei flussi di cassa aiuta ad anticipare gli squilibri finanziari e adottare per quel momento contromisure efficaci. Un simile approccio devo portare a comprendere se le mie risorse finanziarie siano in grado di coprire il mio fabbisogno:

– saldo banca

– flussi di cassa in entrata e politiche d’incasso (dilazioni pagamento, solvibilità dei clienti)

– flussi di cassa in uscita e politiche di acquisto (dilazioni di pagamento, analisi dei fornitori).

In altri termini, la strategia da implementare è quella di adottare un modello di pianificazione prospettica in modo da vigilare costantemente eventuali situazioni di crisi aziendali e adottare i rimedi necessari attraverso tempestivi interventi.

Pertanto il primo suggerimento che vi diamo è quello di adottare un sistema di pianificazione economico – finanziaria efficace e che attraverso la costruzione di dashboard aziendali o cruscotti di controllo vi permetterà di tenere monitorate le dimensioni reddituali, patrimoniali e finanziarie. Un’attenta cura del controllo di gestione permetterà di avere un supporto strategicamente rilevante in termini di analisi dei big data nella fase di processo decisionale.

Un simile approccio porta a privilegiare un modus operandi finalizzato a mantenere un livello di attenzione elevato per quanto concerne il debito finanziario e la gestione dell’operatività del capitale circolante.

 

Conclusioni

Lo scenario derivante dall’introduzione del nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, è che gli organi di controllo interni – i sindaci e più in generale gli addetti alla revisione contabile – dovranno adottare un modello operativo non solo di verifica del “consuntivato” conosciuto come approccio backword-looking, ma soprattutto previsionale “forward looking“. In altri termini come evidenziato occorre muoversi verso logiche di programmazione e controllo:

– pianifico le attività

– le rendo attuative

– effettuo monitoraggio costante

– adotto interventi correttivi se ritenuti necessari.

L’obiettivo è quello di adottare un modello gestionale dinamico, che attraverso il monitoraggio di opportuni indicatori di perfomance sia in grado di far emergere possibili stati di crisi aziendale, che possano minare il presupposto dalla continuità aziendale. Si deve operare puntando al financial controlling e alla cultura del cashflow previsionale.

 

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