I costi opportunità servono per indicare una parte di reddito potenziale, a cui si tende a rinunciare. Il caso classico è quando si sceglie una diversa soluzione alternativa.

Quando si parla di costi opportunità, siamo nel classico caso in cui abbiamo diverse alternative. La nostra scelta ricadrà a quella che ci risulterà più favorevole. In altre parole ci riferiamo alla soluzione che ci permetterà di ottenere la performance migliore in termini di risultato atteso.

 

Costi opportunità: classificazione

Questa tipologia di costi non generano entrata o uscita di cassa. In altre parole non sono classificabili come costi monetari, ovvero non vengono contabilizzati. I costi opportunità hanno più che altro un impatto in termini di effetti che possono generare se si scelgono determinate soluzioni.

Ma quando conviene utilizzare questa tipologia d i costi?

Secondo quanto riportato nel libro “Analisi dei costi” scritto da Robert N. Anthony, David F Hawkins, Diego Macrì e Kenneth A. Merchant, edito da McGraw-Hill si evince quanto segue: ” i costi opportunità sono significativi nelle situazioni di risorse limitate”. Gli autori fanno fanno l’esempio della compagnia aerea che non può vendere più biglietti dei posti disponibili; un altro esempio può essere quello di un’azienda e della saturazione della sua capacità produttiva. Pertanto, in situazione in cui ci siamo in presenza di risorse limitate, possiamo dire che:

– la varietà delle scelte alternative è decisamente più visibile;

– ogni alternativa nasconde sempre dei costi opportunità

– non sempre però è facile far emergere questi costi.

Quanto sopra ci porta a evidenziare un aspetto: in molti contesti aziendali non è così semplice andare a calcolare l’importo di profitability incrementale, che potrebbe essere ottenuta se ci focalizzassimo su soluzioni alternative.

Esempio pratico sui costi opportunità

Per comprendere meglio i costi opportunità facciamo un esempio pratico. Consideriamo ad esempio un consulente direzionale, che è pieno di lavoro e ha saturato la sua capacità produttiva.

Questo consulente nel mese oggetto di analisi ha in plan un’attività molto intensa. Tra l’altro dovrà partecipare a delle giornate specialistiche di formazione per tutti i quattro sabati e le domeniche del mese.

Viene contattato da un nuovo cliente per un lavoro urgente che deve essere completato entro la fine del mese e che richiederebbe tre giorni. Se il nostro consulente non riuscisse a trovare una soluzione di pianificazione o spostamento di altri lavori, in pratica perderebbe questo costo opportunità di fatturare tre giornate di consulenza aggiuntiva nel mese.

Di seguito trovate una tabella dove sono riportate le seguenti informazioni:

– tariffa giornaliera consulente direzionale

– capacità produttiva del mese

– attività da svolgere nel mese con indicato i giorni necessari

– note aggiuntive che evidenziano la partecipazione a un corso in tutti i sabato e le domeniche del mese.

costi opportunità

La richiesta urgente ricevuta necessita di tre giorni e il costo opportunità che si andrebbe a perdere è pari a euro 1680 euro (560 x 3 giornate di lavoro).

Conclusioni

Come potete comprendere dall’esempio, il consulente se non individuerà una soluzione andrà a perdere il costo opportunità di 1.680 euro. Pertanto dovrà prendere una decisione, che può portare a una delle seguenti soluzioni:

– rinuncia all’incarico;

– cerca di spostare altre attività pianificate al mese successivo

– esternalizza l’attività a un altro consulente riducendo però il costo opportunità. Infatti, ingaggiando una risorsa esterna si dovrà optare a una soluzione di revenue share. Supponendo una fee al consulente esterno del 70%, avremmo che il costo opportunità che riusciamo a salvare sarebbero 504 euro (1680 – 1680*0,7).

Risorse aggiuntive

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