L’analisi dei costi congiunti è un aspetto che non va trascurato in alcuni settori o aziende. In questo articolo vediamo a cosa servono i costi congiunti e come si calcolano.

Il calcolo dei costi congiunti è molto interessante da esaminare.

Che cosa sono i prodotti congiunti: il significato

Questo tipologia di costi fa riferimento a prodotti finali che sono diversi. Infatti , come evidenziato da Anthony, nel libro “Analisi dei costi“, edito da McGraw-Hill, due o più prodotti si dicono congiunti  o joint product quanto sono prodotti attraverso l’impiego di diverse parti di materia prima. Queste parti sono però realizzate in modo congiunto attraverso un medesimo processo di produzione.

costi congiunti

L’immagine riportata qui sopra sintetizza in modalità visuale il concetto di prodotti congiunti. In pratica le diverse materie sono realizzate in un unico processo produttivo fino a quello che viene definito “split off point” o punto di separazione.

Come potete comprendere, i prodotti congiunti possono essere definiti tali, quando il processo produttivo che porta alla realizzazione delle varie componenti, non permetto un calcolo oggettivo dei costi specifici. Ciò significa che non siamo in grado di calcolare il costo della materia x, m, r, ecc. Pertanto i costi sono per l’appunto congiunti e potranno eventualmente essere allocati sui prodotti solamente attraverso un criterio soggettivo.

In genere, quando si parla di punto di separazione di materie e in generale di costi congiunti, il criterio di allocazione dei costi più usato è quello in base al valore di vendita dei prodotti finali. Anthony evidenzia che questo valore di vendita dovrà essere al netto dei costi di trasformazione e di quelli commerciali, che ciascun prodotto finale richiede oltre al punto di splitt off.

Ripartire i costi congiunti

La ripartizione dei costi congiunti non è un compito semplice, a causa del rischio di soggettività e con la conseguenza di risultati poco soddisfacenti. Anthony evidenzia tuttavia che la ricerca di un criterio di allocazione di questi joint cost può comunque essere necessaria per una serie di obiettivi, come ad esempio:

– la valorizzazione del magazzino finale dei prodotti finiti da inserire a bilancio;

– attività di monitoraggio di linee di prodotti.

Un simile approccio di allocazione dei costi è tuttavia non sempre efficace soprattutto nei casi in cui si debba dare supporto a strategie decisionali o a reportistiche di controllo di gestione da inviare al management. I risultati potrebbero essere male interpretati e portare a decisioni sbagliate.  Pertanto si suggerisce di procedere a una non allocazione di tali costi. Seguire questo approccio significa fare affidamento su concetti che abbiamo già esaminato in altri articoli: costi differenziali e ricavi differenziali.

Fase di trasformazione: quando commercializzare

Quando si ha a che fare con i costi congiunti, le aziende devono poi affrontare un altro problema: devono stabilire a quale step del processo di trasformazione, si deve procedere con l’avvio della vendita dei prodotti. Meglio vendere il prodotto quando sia ancora in una fase iniziale del prodotto o iniziare la commercializzazione in un altro step del processo? La volatilità dei prezzi di certi prodotti potrebbe poi spingere a decisioni in termini di volumi dei prodotti. Pensate ad esempio al genere alimentare. Meglio vedere singoli prodotti? Procedere alla vendita dell’alimento fresco o effettuare il processo di surgelamento?

Queste tipologie di scelta portano dunque ad un’analisi più strategica del business e all’inevitabile analisi comparativa dei ricavi e dei costi con l’approccio dei differenziali. In particolare, occorrerà simulare come evolvono i prospetti economici prendendo una direzione piuttosto che un’altra.

Esempio di ripartizione dei costi congiunti

Supponiamo di avere un processo di produzione che genera costi congiunti per 2500 euro. Vediamo con un esempio come procedere alla ripartizione di tali costi con il metodo della vendita. Per semplicità consideriamo due prodotti Alfa e Beta.

Il prodotto Alfa prevede quantità per 500 da vendere al prezzo unitario di 15; invece Beta ha quantità di 800 e prezzo di 22.

Una volta ottenuti i ricavi e nettati dei costi di commercializzazione si può procedere ad allocare i costi congiunti sulla base dell’incidenza dei ricavi.

L’importo dei ricavi si ottiene moltiplicando la quantità per il prezzo.

La tabella qui sotto riepiloga la modalità di calcolo per ripartire i costi:

Se poi vogliamo andare oltre e calcolare il costo unitario di ciascun prodotto dovremo procedere a dividere i costi per le quantità. Il risultato che otteniamo è sintetizzato qui di seguito:

costi congiunti

Conclusioni

In questo articolo, abbiamo esaminato il concetto di costi congiunti e delle problematiche che si portano dietro. In particolare abbiamo evidenziato la difficoltà di individuare un criterio di allocazione di tali costi sui prodotti. Infatti la soggettività di scelta del criterio di allocazione influenza inevitabilmente il risultato. L’approccio che risulta probabilmente più efficace può essere quello della ripartizione del metodo delle vendite.

Risorse produttive

Analisi dei costi dei prodotti congiunti