Quando si parla di cost accounting non ci si può non imbattere sul tema del sistema a costi variabili o variable cost system. In questo articolo vediamo cos’è il sistema a costi variabili, facendo un’esamina comparativa con quello a costo pieno.

Il cost Accounting è un’attività che nel tempo sta divenendo sempre più rilevante per le aziende che vogliono fare business nella logica della continuità e dell’analisi preventiva di eventuali problemi di redditività o squilibrio finanziario.

Cost accounting: sistema a costi variabili e costi pieni

Un sistema a costi variabili  considera i costi fissi di produzione come semplici costi di periodo. I risultati che derivano rispetto a un sistema a costi pieni possono essere molto diversi.

Nel cost Accounting le due tipologie di costi hanno in sostanza una differente configurazione per quanto riguarda alcune voci di costo.

Secondo quanto evidenziato da Robert Anthony, David Hawkins, Diego Macrì, Kenneth Merchant, autori del libro “Analisi dei costi” edito da McGraw-Hill, le due configurazioni di costo possono essere sintetizzate nel seguente modo:

cost accounting

 

Cost accounting: i vantaggi dei sistemi a costi variabili

Chi sostiene la propria preferenza verso i costi variabili rispetto ai sistemi a costi pieni evidenzia i seguenti vantaggi rispetto a quelli a costo pieno. Possiamo sintetizzare nei seguenti punti gli elementi da tenere ben presenti:

costi generali fissi di produzione: come potete vedere dalla suddetta tabella il cost accounting  di questa tipologia di costi prevede, che essi non vengano allocati ai prodotti. Infatti i costi generali fissi di produzione vengono considerati dei costi di periodo. La conseguenza che ne deriva è la seguente: non si deve individuare alcun coefficiente di allocazione per attribuire una parte di questo costo alle linee di prodotto. Questo punto è importante perché evidenzia l’oggettività dell’analisi con sistema a costi variabili.

Ricorda: l’applicazione di diversi coefficienti di allocazione porterà si a distribuire i costi generali fissi di produzione ma i risultati saranno presumibilmente diversi. Si entra in un’area di forte soggettività

– scostamento dei costi generali di produzione: Anthony evidenzia che in un sistema a costi pieni la varianza di questi costi può essere riconducibile a due componenti:

1) varianza della spesa dei costi  generali: è data dalla formula seguente:

costi generali di produzione effettivamente sostenuti – costi di produzione stimati a preventivo

2) varianza di volume dei costi generali:

Volume effettivo – volume standard

Invece, in un sistema a costi variabili, queste varianze sono rappresentano semplici differenze di costo di periodo e non di prodotto. Ecco perché molti manager preferiscono avere un dato chiaro dei costi direttamente imputabili ai prodotti. In questo modo si evidenzia meglio la performance della linea di prodotto o di business. L’analisi a costi pieni risulterà più ampia a livello di coinvolgimento di costi, tuttavia potrebbe portare a risultati confusi e dipendenti dal criterio di allocazione scelto.

Costi fissi e costi variabili

– I sistemi a costi variabili inoltre distinguono i costi in due categorie:

a) costi fissi

b) costi variabili

Questa distinzione permette di eseguire analisi più efficaci e fare anche ragionamenti sulle logiche differenziali. Per approfondire questo tema, ti suggeriamo la lettura dell’articolo “Costi differenziali e scelte alternative: come fare“.

– con i sistemi a costi variabili inoltre il risultato di profitabiity ottenuto è direttamente correlato al volume dei ricavi di periodo. Mentre nel sistema a costi pieni, il risultato economico di periodo sarà influenza sia dai volumi di vendita che di produzione. Questa situazione pertanto porterà il magazzino (rimanenze) a giocare un ruolo rilevante nel caso in cui non ci sia la coincidenza tra volume di vendita e di produzione).

Conclusioni

In questo articolo abbiamo fatto alcune considerazioni e riflessioni di cost accounting. Ci siamo focalizzati sull’analisi dei vantaggi di un sistema a costi variabili rispetto a uno a costi fissi. Abbiamo seguito le logiche di R. Anthony evidenziate nel libro “Analisi dei Costi”. L’elemento determinante è quello dell’oggettività di un’analisi a costi variabili. Tuttavia, chi scrive ritiene prezioso l’approccio di adottare entrambi i metodi. In questo modo si potrà avere una maggiore visione della situazione e si potrà:

– mettere in evidenza la performance specifica del prodotto o linea di business attraverso l’utilizzo dei costi variabili

– mettere in evidenza che in azienda ci sono anche altri costi indiretti alla produzione, che sono necessari e che pertanto è giusto evidenziarli per un discorso di sensibilizzazione delle persone coinvolte. Ove possibile è sempre preferibile allocare il più possibili i costi attribuibili alle specifiche linee.

E voi come vi muovete nelle vostre analisi? Quali sistemi preferite adottare?

Risorse per approfondire

Appunti di controllo di gestione – Vol 1

Appunti di controllo di gestione – Vol 2