L’articolo 13 D. lgs. 196/2003 ha ulteriormente acceso i riflettori sul tema della privacy con una normativa che prevede la tutela delle persone e di altri soggetti al trattamento dei dati personali e che tale trattamento seguirà i principi di correttezza, liceità,trasparenza.

La tutela che si estende dagli adempimenti burocratici a quelli fiscali e contabili, da quelli di igiene e sicurezza a quelli di gestione del personale in genere, permette che il Titolare venga a conoscenza di dati definiti “sensibili ai sensi del codice della privacy”e aggiunge che tali errate informazioni potrebbero causare inadempienza del Titolare stesso nei confronti del personale.

E’ fatto obbligo, da parte del titolare , di elencare in modo scritto i sicuri soggetti autorizzati al loro trattamento e quelli potenziali, ed infine di non diffondere in alcun modo i suddetti dati personali.

A tale trattamento corrispondono i diritti dell’interessato che può chiedere informazioni e opporsi ad esso ( per legittimi motivi ) o a parte di esso, come citato dall’articolo 7 di tale decreto .

Enucleato quello che è il contenuto del DLgs. 196/2003 in merito alla protezione dei dati del personale dell’azienda è interessante vedere anche l’altra faccia della medaglia, ossia le normative rivolte a chi , sempre in azienda deve trattare questi dati in base all’atto di nomina dell’incaricato.

Oltre a disposizioni generali in cui si elencano una serie di obblighi morali, ma formalizzati,si inseriscono specifiche aree di “competenza” e di analisi di tali dati che l’incaricato può trattare e si genera un cosiddetto “profilo di autorizzazione”.

Viene inoltre posta particolare attenzione alla tutela dello strumento informatico, pc fisso o mobile, che deve essere protetto da una password per la cui creazione viene dedicato ampio spazio; vengono inoltre suggeriti ( imposti ) consigli per evitare al massimo intrusioni nel pc durante le sessioni di lavoro , magari interrotte per vari motivi, o durante assenze prolungate dalla postazione. Vengono indicate linee guida per la prevenzione di virus,per l’utilizzo di internet, insomma per tutto ciò che potrebbe esporre un contenitore di dati alla “pubblica” visione.

Le due ottiche , di chi è trattato e di chi deve trattare, sono assolutamente coerenti con la filosofia del mondo economico volta a dare certezze e trasparenza a ciò che succede in azienda; non vi è dubbio che tali normative rispettino i diritti dei lavoratori e li elevino a condizioni di legge e quindi

la sensazione è che la strada che si sta percorrendo sia sempre più legata all’impostazione di un “codice etico” , al tentativo di attribuire valore quantitativo, e qualitativo, a ciò che ,oggi,ancora non lo ha.