Le configurazioni di costo sono una fase molto delicata del controllo di gestione. In questo articolo, attraverso un esempio pratico vediamo meglio come identificare le diverse tipologie di costo.

Per procedere all’analisi delle configurazioni di costo, utilizzeremo il seguente conto economico riclassificato e semplificato:

configurazione di costo

Avevamo già usato il suddetto schema in occasione dell’articolo dedicato all’analisi del margini di contribuzione.

Configurazioni di costo: produzione e area commerciale

Osservando la suddetta tabella possiamo procedere ad alcune considerazioni:

I costi variabili di produzione della divisione Gold ammontano a 19.900 euro, mentre quelli di Silver a 7.700 euro. Questa tipologia di costi è detta costo variabile perché  variano in proporzione a differenti livelli di volumi della produzione. Infatti un incremento della domanda di produzione mi porterà a dover adeguare la mia capacità produttiva in termini di personale, consumi, ecc.

I costi commerciali specifici sono costi legati al personale o a iniziative che hanno come obiettivo quello di raggiungere determinati livelli di fatturato. In genere questi costi possono essere sia fissi oppure variabili. Non sempre a un incremento di costi commerciali specifici per divisione, è scontato avere un incremento in termini di ricavi. Nel nostro esempio, abbiamo costi variabili di 3.500 euro per Gold e di 2.000 euro per Silver.

Come potete comprendere, certi costi sono specifici e direttamente collegati ad un prodotto o servizio, semplicemente per il fatto che non esisterebbero senza quella linea di produzione o erogazione di servizio.

Configurazioni di costo: costi comuni o di struttura

Ci sono poi i costi comuni, che non sono direttamente allocabili a nessuna linea di business. Nel nostro esempio sono pari a 12.600 euro. In genere fanno riferimento ai costi di affitto, al personale non produttivo, al marketing non specifico.

Questa tipologia di costi potrebbe essere anche allocata alle divisioni produttive, attraverso l’individuazione di un coefficiente di imputazione. Quando si procede a questo tipo di allocazione dei costi si entra nella sfera della soggettività. Infatti il risultato può essere diverso a secondo del tipo di coefficiente di allocazione scelto.

Se ad esempio decidiamo di allocare i costi comuni in base all’incidenza del fatturato, avremo il seguente risultato:

Se invece dovessimo procedere a distribuire i costi per incidenza dei margini di contribuzione, avremmo il seguente dato di sintesi:

Come potete constatare, nel secondo caso la divisione Silver risulta penalizzata perché avendo margine relativo superiore rispetto a Gold si vede attribuire maggiori costi comuni. Nel caso invece di allocazione dei costi attraverso l’incidenza dei ricavi, è la divisione Gold ad essere più penalizzata. Chiaramente la soggettività, di queste ripartizioni è presente e pertanto la scelta deve essere ben ponderata. Spesso può essere utile sceglie un coefficiente di allocazione di tipo misto per neutralizzare effetti positivi e negativi. Anche se poi non sempre è così.

Risorse per approfondire le configurazioni di costo

Allocazione dei costi generali: un esempio

Calcolare i costi di produzione in 7 step: scopriamo quali sono

Caso studio sull’allocazione dei costi

Dashboard Aziendali con excel

Direct costing vs Full costing

Che cosa significa fare l’allocazione dei costi