Conferimenti rami azienda senza relazione di stima: quali considerazioni? Quali problematiche potrebbero sorgere?

In questo articolo trattiamo il tema del Conferimenti rami azienda senza relazione di stima. Quali problematiche potrebbero insorgere?

Si ricorda preliminarmente che gli IAS definiscono il fair value come “il corrispettivo al quale un’attività può essere scambiata o una passività estinta tra parti consapevoli e disponibili , in un’operazione fra terzi”. In sostanza si tratta di una valutazione di mercato o corrente, definito anche dalle direttive comunitarie come valore equo. In quest’ottica il valor equo presenta molte analogie con il valore normale, così come definito sia dalle norme fiscali (art 9 TUIR) che dai citati PIV.

 

Conferimenti rami azienda senza relazione di stima: che cosa prevede l’articolo 2343 del codice civile?

La casistica prevista dall’art 2343 ter del codice civile, richiamato in un precedente paragrafo, fa emergere peraltro alcune incongruenze, dovute all’infelice  coordinamento del contenuto dell’art 2343 ter con le altre norme del cod. civile per il conferimento, nonché la direttiva UE da cui prende le mosse:

  • se alcune voci del bilancio della società conferita  sono valutate al valore equo (fair value) e altre  no, bisognerebbe effettuare una relazione di stima solamente per alcune voci (quelle non valutate al fair value), con evidenti difficoltà nel determinare il valore totale conferito: parte con stima di conferimento e parte senza stima;
  • giova inoltre ricordare che la fattispecie del fair value (valor equo) non risulta applicabile a molte voci di bilancio conferibili, quali i costi capitalizzati come le spese di costituzione, le spese di pubblicità, i marchi e brevetti, le commesse a lungo termine, il TFR, etc
  • potrebbero sorgere problemi per la revisione della stima a carico degli amministratori, qualora le voci valutate al fair value interagiscano con le voci non valutate al fair value, si ricorda infatti che gli amministratori devono effettuare una revisione delle stime indipendentemente dal fatto che siano presenti o meno relazioni di stima
  • vale anche la pena di notare la differenza temporale fra l’art 2343 (bilancio non più vecchio di 4 mesi) e l’art 2343 ter (bilancio approvato non oltre 1 anno)
  • se per fair value o valore equo si intende il fair value indicato nei principi contabili internazionali, è probabile che la norma sia applicabile solo ai bilanci redatti secondo gli IAS IFRS e per le sole voci ove sia prevista la valutazione al fair value; diversamente se vale una interpretazione più estensiva esso è applicabile a qualunque voce per la quale sia applicabile un valore di mercato corrente o normale

 

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