Quando si gestisce un’attività commerciale, uno degli aspetti di cui ci si deve preoccupare ha a che fare con la scelta del commercialista a cui rivolgersi. A differenza di quel che si potrebbe pensare, non si tratta di una decisione di secondo piano, in quanto il ricorso a un professionista giusto assicura un notevole risparmio di denaro e di tempo. Al contrario, affidarsi al commercialista sbagliato espone al rischio di avere a che fare con spiacevoli inconvenienti o con brutte sorprese. Uno dei problemi più frequenti è rappresentato dalle difficoltà riscontrate dai clienti nel farsi capire, mentre in altri casi ci si lamenta per la scarsa reperibilità.

Lo studio Del Fiume & Associati a Roma

Lo studio Del Fiume commercialista a Roma opera nei settori della consulenza fiscale, della consulenza societaria e della consulenza tributaria da più di 10 anni. Il rapporto personale di fiducia instaurato con il cliente è uno dei tratti distintivi di questo studio, in grado di abbinare innovazione e tradizione e di offrire un servizio di consulenza globale grazie all’integrazione con altri studi. L’assistenza professionale può essere garantita, tra l’altro, per lo sviluppo imprenditoriale delle start-up, per la consulenza societaria, per la consulenza aziendale e per i servizi contabili.

Come scegliere il commercialista: attenzione al tariffario

Il commercialista migliore non è quello che fa pagare di meno ma quello che presenta il tariffario più chiaro e trasparente. È fondamentale, infatti, che il cliente sappia quanto andrà a pagare per tutte le prestazioni di cui usufruirà nel corso dell’anno. Nel momento in cui si chiedono delucidazioni a proposito del tariffario, è bene che esso includa anche i costi delle operazioni che non c’entrano con la gestione annuale. Il bravo commercialista merita il giusto pagamento, e soprattutto assicura tutta la serenità di cui si ha bisogno quando si parla di adempimenti fiscali.

Come scegliere il commercialista: la disponibilità

È indispensabile che il commercialista sia sempre disponibile, o in prima persona o attraverso i propri collaboratori: è normale, d’altro canto, che chi non è esperto del settore abbia dubbi o perplessità, per le quali occorrono risposte immediate (nei limiti del possibile) e soprattutto chiare. È sbagliato, d’altro canto, avere paura di porre troppe domande, magari per timore di disturbare: il commercialista viene pagato anche per fornire spiegazioni e chiarimenti, a maggior ragione nel caso in cui sia appena uscito un nuovo decreto o sia stata appena approvata una nuova legge.

Come scegliere il commercialista: competenza ed esperienza

La conoscenza del settore di riferimento è una dote di fondamentale importanza per un commercialista: i settori di attività del mercato sono numerosi, e per quanto possa essere competente un professionista non può essere in grado di conoscerli tutti. In sintesi, meglio affidarsi a chi è specializzato in pochi ambiti che rivolgersi a presunti tuttologi: nel primo caso si avrà la certezza di ottenere risposte più rapide, ma soprattutto di interagire con un commercialista che con tutta probabilità ha già avuto modo di affrontare i problemi che gli vengono esposti.

Come scegliere il commercialista: la chiarezza

Un commercialista deve essere il più possibile chiaro e riuscire a farsi comprendere da tutti i suoi interlocutori, siano essi giovani lavoratori autonomi che stanno per aprire una partita Iva o squali della finanza con decine di imprese controllate. Il compito del commercialista deve, quindi, essere quello di adattare il proprio linguaggio per trasmettere in modo inequivocabile il messaggio che intende comunicare. E ciò è vero sin dal primo incontro, poiché spesso è la prima impressione quella che conta: da essa si capisce se ci si può fidare o meno.