Campaign Driven Enterprise: che cosa significa? Come deve operare un’azienda, che nella traduzione letterale del termine si fa guidare da una campagna? In questo articolo riportiamo qualche spunto di riflessione sulla base dei principi e dei concetti espressi a tal proposito da Daniel Priestley autore del libro Tutto esaurito. Come avere la coda di clienti fuori dalla porta

Quando si parla di innovazione, si entra in un ambito molto ampio e complesso. Un brand che innova significa che approccia un modus operandi che si plasma al cambiamento dettato da tecnologia e mercati, ma soprattutto segue una strategia che anticipa e fa forecasting sugli scenari futuribili. Non si tratta pertanto solo di lanciare un nuovo prodotto, ma di pianificare, costruire il proprio mercato e soprattutto perseguire l’obiettivo dell’oversubscribed ovvero del tutto esaurito.

 

Ricorda: è fondamentale creare il proprio target utenti e non seguire tutti i clienti del mondo. Crea il tuo mercato, crea la tua nicchia, relazionati con la tua audience utenti e crea quel senso di appartenenza, per generare un processo di fidelizzazione e di visibilità del tuo brand

 

Come si muove una Campaign Driven Enterprise

Un Campaign Driven Enterprise è una società che segue con attenzione il lancio di un nuovo prodotto o servizio.

Come?

Semplicemente adotta una strategia di comunicazione strutturata su più step che muovono con largo anticipo al lancio vero e proprio del prodotto sul mercato di riferimento.

Un simile approccio punta in primis sulla scarsità del bene in questione e comunica al target utenti di riferimento di richiedere informazioni in anticipo o di avere la possibilità di rimanere aggiornati o di mettersi in lista per l’acquisto nel momento in cui sarà pronto.

Un simile meccanismo, ha lo scopo di creare un contatto con il cliente; infatti la call to action iniziale non deve essere quella di spingere il cliente ad acquistare subito qualcosa ma piuttosto di innescare un comportamento relazionale attraverso un messaggio di richiesta di informazioni o attraverso un azione d’interazione attraverso i social network. Il potenziale interessato deve essere attirato.

Ogni potenziale cliente agisce con un proprio istinto e sulla base di esigenze e specifici comportamenti.

Muoversi con anticipo a piccoli passi e creando una relazione non invasiva, evita la classica situazione di una decisione “in” o “out”.

Si punta più sul fatto di conquistare la fiducia dell’utente, che può essere interessato al nostro prodotto.

 

Il fattore risorse umane: 4 persone chiave in azienda

Un simile modus operandi è legato anche alla capacità di saper gestire l’innovazione ed eventuali cambiamenti all’interno dell’azienda. Per operare secondo una Campaign Driven Enteprise, bisogna pertanto puntare sul supporto di figure chiavi, che devono innescare una martellante spinta persuasiva e stimolante su tutta l’organizzazione aziendale.

Chi sono le 4 quattro figure chiave?

1) Responsabile vendite & Marketing

2) Il responsabile di Prodotto

3) Il CFO

4) Responsabile della supply chain.

 

Campaign Driven Enterprise:  operare a piccole dosi

Secondo Daniel Priestley occorre  pianificare la propria strategia attraverso diversi step complicazioni e che devono portare al lancio del proprio nuovo prodotto solamente nel momento in cui avete soddisfatto un requisito fondamentale.

Quale?

In pratica, la vostra strategia informativa vi ha portato ad avere un numero di potenziali acquirenti  maggiore rispetto a quelli che realmente potete soddisfare. Siete entrati così nella fase della temporanea scarsità del prodotto e di quello che Priestley definisce del “Tutto esaurito“.

Come potete capire, sarà fondamentale  tenere acceso l’entusiasmo del target interessato ed è per questo che occorre adottare una strategie di immissione del prodotto sul mercato secondo una logica plurifase e a piccoli lotti o con formule particolari, personalizzate e limitate.

 

Come si riconosce la situazione in cui in Brand può dire di essere nella fase ‘“oversubscribed”?

Secondo Priestley  si devono verificare le seguenti condizioni:

1) Il riscontro positivo delle persone che hanno manifesta interesse deve essere pari ad almeno 5 volte quello che il target potenziale individuato;

2) Il numero di clienti concreti, che hanno dato un esito ottimo dalle relazioni instaurate devono rappresentare un campione pari da 1 a 10 rispetto al target di riferimento

3) Il numero di prospect potenzialmente interessati, perché hanno compiuto l’azione di aggiornarsi o di compiere una specifica azione di farsi inviare informazioni deve essere un campione da 1 a 100 del vostro target potenziale.

 

 

 

Risorse per approfondire

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– Content marketing per dare visibilità nel medio lung periodo al tuo brand

Come opera una Customer company

– Consumer experience design: progettare esperienze di marche memorabili

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