Il mondo del Digital sta cambiando per sempre quello dell’Editoria: sia il modo di fruire contenuti editoriali e quindi il mondo del consumo dell’informazione ma anche il business e degli investimenti nel settore sta ormai mutando radicalmente alla ricerca costante di formule innovative.

 

Negli Stati Uniti il consumo di contenuti online ha già portato negli anni passati al sorpasso degli investimenti in pubblicità digitale rispetto ai media tradizionali: cosa succede invece nel Belpaese? Unicusano ce lo mostra in una ricca infografica che fotografa l’Editoria Digitale, partendo da una visione internazionale per poi andare nel dettaglio ad analizzare il nostro Paese.

 

L’Italia in un contesto internazionale che prende in considerazione gli ultimi anni e facendo il paragone con gli States (ma anche con Regno Unito, Giappone o Nord Europa) si potrebbe considerare un Paese leggermente più “conservatore” sul mondo dell’editoria online e del modo in cui le persone consumano i contenuti.

 

Per molti tutto parte da un discorso culturale e demografico in realtà la ragione principale è stata il digital divide che si è vissuto prima dell’era degli Smartphone e delle connessioni veloci 4g. Fino a pochi anni fa solo metà del Paese aveva a disposizione una connessione veloce e ad oggi non tutti i comuni sono raggiunti dalla fibra ottica ma la diffusione delle reti mobili e degli smartphone ha bypassato il problema portando moltissimi italiani a sbarcare sul web per la prima volta proprio tramite il telefonino intelligente.

 

Come si evolve l’Editoria Italiana riguardo al Digital?

 

Si sente dire spesso che in Italia l’Editoria è in crisi, che gli italiani leggono poco rispetto alla media OCSE ma l’infografica Unicusano ci mostra una verità “ovvia” ma che ancora fa fatica ad essere assorbita: chi ha adattato strategie digital ha visto gli utili aumentare.

 

Il Foglio per esempio è stato uno dei primi giornali italiani ad adottare un modello web “freemium”, cioè inserendo contenuti a pagamento nella versione online del giornale che comunque è visitabile gratuitamente per la gran parte. Il Caporedattore e Responsabile dello Sviluppo Digital del Foglio, Piero Vietti, ha dichiarato “C’è un mare di lettori che vuole pagare per leggere belle storie, opinioni originali ed articoli di qualità. Perché continuare a deluderli?”

 

Una posizione che si rivela vincente soprattutto nell’epoca delle Fake News, in cui gli utenti hanno disperato bisogno di avere fonti affidabili e verificate per non finire preda di migliaia di siti visibili gratuitamente ma che con informazione di scarsa qualità e bufale monetizzano i click tramite la pubblicità.

 

Testimone di questo cambiamento è anche il Corriere della Sera che ha quasi la metà dei suoi abbonati dal canale web e che ha visto i ricavi aumentare del 37% da quando, nel 2015, ha inserito i pagamenti sul sito ufficiale.

 

Insomma, per l’Editoria, crescita significa digital, un legame indissolubile che ormai è impossibile sciogliere e che nessun Editore può ignorare. Anche gli imprenditori che investono in pubblicità stanno saldando questo legame, visto la maggiore efficacia del mezzo pubblicitario digitale che con a fronte di 0,50 centesimi di spesa porta gli stessi ricavi che 1 euro sui media tradizionale, mostrandosi così molto più efficiente.

 

Con la penetrazione dei dispositivi mobili, l’arrivo di connessioni più veloci ed a costi più contenuti (viste anche le recenti normative europee sui costi dei piani tariffari e data dei gestori di telefonia e la concorrenza spietata al pacchetto più conveniente) ci si aspetta un’ulteriore crescita del consumo dei contenuti digital.

 

Al momento in Italia l’80% degli editori è solo Online, con molte testate monotematiche e di nicchia, la sfida per i media generalisti è quindi sulla qualità ma anche quella, ancora poco tenuta in conto, dell’esperienza utente.

I lettori sono alla ricerca di informazioni accurate, storie appassionati, firme autorevoli ma anche di contenuti fruibili facilmente. Data la possibilità di cercare, trovare e pagare i contenuti che gli interessano con pochi movimenti di un dito sul touch screen, in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento, il lettore diventerà sempre più esigente. E non sarà solo il contenuto in sé a fare la differenza ma anche il modo in cui questo contenuto gli viene fornito.