La redazione di un business plan per una qualunque iniziativa imprenditoriale è un momento strategicamente rilevante al fine di verificare la fattibilità della propria idea. Il business plan può essere redatto seguendo diversi approcci come ad esempio il revenue driven approach o il cost driven approach.

 

Il business plan può servire per diverse finalità. Infatti, lo scopo del business plan è quello di rappresentare la valutazione della fattibilità economico-finanziaria. Redigere un business plan in maniera attenta e meticolosa può permettere, da un lato al management di prendere in esame la validità della business idea e dall’altro  ai potenziali  investitori/finanziatori di valutare il progetto prima di decidere se finanziarlo.

Ricorda: La redazione di business plan non è un esercizio banale e deve tenere conto di tutte le variabili in gioco e dei possibili scenari, che si possono verificare.

La pianificazione economico-finanziaria rappresenta un momento molto importante nell’ambito di un’iniziativa imprenditoriale nelle sue diverse fasi di collocazione sul mercato di riferimento (startup, sviluppo, maturità, declino).

Avviare un’impresa significa entrare nella consapevolezza, che per un certo periodo di tempo iniziale, comporterà l’esborso di capitali senza avere immediati profitti;. occorre sostenere la crescita futura e nello stesso tempo avere contezza dei costi necessari per favorire i risultati positivi futuri.

 

L’approccio revenues driven

In genere siamo abituati a vedere la modalità di costruzione di un piano economico finanziario partendo dall’analisi dei ricavi. Questo approccio pertanto utilizza il fattore dei ricavi come driver principali da cui formulare a cascata i costi necessari per avviare o strutturare il progetto e verificarne la relativa fattibilità. La fase previsionale delle vendite, supportata da un’adeguata strategia commerciale oltre all’analisi dell’arena competitiva di riferimento unita alla formulazione di un’attenta istantanea dei cicli di vita dei vari prodotti/servizi in portafoglio, rappresentano un momento rilevante per la redazione del business plan.

L’approccio cost driven

Il revenues driven non è il solo modo di costruire un business plan. C’è anche l’approccio Cost driven, che spesso viene utilizzato più di quanto si possa pensare e di riflesso senza accorgersi anche durante il più noto modello a ricavi. Avere ben in testa la propria struttura di costi fissi e i costi necessari per un determinato è un ottimo punto di partenza per mettere subito ordine e avere in testa le diverse incidenze delle varie voci di spesa. Per coloro che vogliono approfondire con estrema praticità questo approccio, suggeriamo la lettura del libro dal titolo “L’altro modo di redigere il business plan – dall’approccio Revenues driven a quello Cost Driven” a cura di Ivan Fogliata e Michele Giorni.

Il libro è molto pratico e ricco di esempi e fa parte della colonna “Keep it simple” curata dalla società inFinance e pubblicata da Mind Edizioni.

Una guida focalizzato sul tema dei costi, sia fissi che variabili e con particolare occhio di riguardo al fattore chiave del margine di contribuzione. Una guida scritta con estrema semplicità e chiarezza, che può essere un valido supporto per chi si trova a redigere un piano industriale nuovo o anche per nuovi progetti di aziende già sul mercato.

approccio cost driven

Redigere un Business plan pratico e che entra nel cuore del problema

Chi scrive ritiene che il libro “L’altro modo di redigere il business plan si adatta a un’ampia audience: dagli enterpreneur, ai consulenti direzionali, agli imprenditori, ai CFO, ai controller, ai business analyst, ai commercialisti e a tutti coloro che vogliono avere un approccio di redazione del business plan, semplice, efficace, di valore e d’impatto analitico.

La struttura del libro è molto snella e le teorie esposte sono molto dirette e spiegate con approccio pratico adeguatamente corredato da diversi esempi e tabelle. I primi 2 capitoli sono prettamente orientati a offrire al lettore un modus operandi per la redazione del business plan, analizzandone l’architettura e il ruolo delle core competencies. Il terzo capitolo è focalizzato sull’approccio cost driven.

I capitoli successi offrono spunti, suggerimenti e modelli  da impiegare e le varie fasi da seguire durante la redazione di un piano economico e finanziario per un’impresa di servizi (Capitolo 4) e un’impresa industriale con riferimento temporale al primo anno (Capitolo 5) e al secondo anno (Capitolo 6). Il Capitolo finale è invece dedicato alla presentazione del business plan agli stakeholder. Gli autori danno poi la possibilità di scaricare un pratico file excel, che riepiloga i vari modelli di analisi esposti.