La break even analysis è uno strumento classico del controllo di gestione. Considerazioni pratiche per comprendere le dinamiche aziendali dei ricavi e dei costi.

 

Articolo dedicato alla break even analysis. Dopo aver letto questo post avrai le idee più chiare sullo scopo del break even point. La differenza tra costi fissi e costi variabili. Le formule per calcolare il punto di pareggio. Come impostare un semplice modello excel per calcolare il break even. Imparare a realizzare un grafico per evidenziare il punto di pareggio. Come calcolare la quantità target.  Cosa fare in caso di azienda multi prodotto. Come utilizzare la funzione ricerca obiettivo excel. Alla fine dell’articolo potrai scaricare i vari esempi excel descritti nell’articolo.

Finalità della break even analysis

Lo scopo principale del calcolo del punto di pareggio è quello di determinare il livello di soglia minimo, che un’azienda deve superare per iniziare a generare un risultato economico positivo. La break even analysis si focalizza sulle relazioni tra Ricavi, Costi fissi, e Costi variabili.  Risulta essere molto utilizzato per verificare i livelli di produzione ottimale necessari per conoscere il punto di pareggio, ovvero quando ricavi e costi totali sono uguali. Nel caso in cui un’azienda opera in una situazione in cui i ricavi sono inferiori ai costi siamo in una situazione di perdita. Se questa situazione persiste nel tempo, non conviene proseguire nell’attività d’impresa.

Costi fissi e costi variabili

Quando si tratta il team della break even analysis, inevitabilmente occorre mettere in evidenza la struttura dei costi dell’azienda. In genere, la distinzione primaria è quella tra costi fissi e costi variabili. Cerchiamo di fare chiarezza su queste due tipologie di costi.

1) Costi fissi: i costi fissi sono quei costi che entro un certo limite di volume di produzione non variano.

Come esempio di costi fissi potremmo considerare gli affitti di uffici o magazzini, gli stipendi del personale e altri costi di struttura.

Il totale dei costi fissi, allocati per la singola unità di prodotto, diminuirà all’aumentare del numero delle unità prodotte. A livello grafico, come vedremo, i costi fissi possono essere rappresentati come una linea orizzontale che rimane costante entro un certo volume di produzione.

2) Costi variabili: i costi variabili sono quei costi che variano in modo proporzionale ai volumi dei ricavi. Pertanto potremmo sottolineare il fatto che i costi variabili sono costanti per unità di prodotto e che crescono all’aumentare delle quantità prodotte. Tra gli esempi di costi variabili potremmo includere le provvigioni dei commerciali, il costo delle materie prime, il costo dell’utilizzo di consulenti esterni quando si subappaltano delle attività , ecc.

A livello grafico, i costi variabili saranno rappresentati da una linea obliqua. I costi variabili paradossalmente sarebbero pari a zero senza volumi di vendita fossero pari a zero.

Grafico dei costi fissi, variabili e totali

Se volessimo rappresentare i costi in un grafico, avremmo la seguente situazione:

break even analysis

Come potete osservare i costi fissi sono rappresentati da una linea orizzontale.  I costi variabili sono rappresentati da una retta obliqua che cresce al crescere dei volumi di produzione.

I costi totali saranno rappresentati da una retta obliqua che parte dal punto di partenza dei costi fissi e che sarà parallela a quella dei costi variabili.

Ricorda:

COSTI TOTALI = COSTI FISSI + COSTI VARIABILI.

Grafico dei Ricavi e Costi

Se invece aggiungessimo anche la linea dei ricavi, che supponiamo incrementali al variare della produzione, avremmo un grafico ancora più completo e ricco di elementi da esaminare:

break even analysis

Come potete osservare, l’incrocio della linea dei ricavi e dei costi totali ci permette di evidenziare:

– il punto di pareggio (dove le due linee si intersecano, ovvero ricavi e costi sono uguali e la loro differenza pertanto è pari a zero)

– l’area delle perdite (quando i costi sono maggiori dei ricavi)

– l‘area dei profitti (quando i ricavi sono maggiori dei costi).

Maggiori sono i ricavi rispetto ai costi maggiori saranno i profitti che potrebbero essere generati. Tutto poi dipenderà dalla struttura dei costi e dal livello di complessità di una struttura organizzativa.

La formula della break even point

Ora passiamo alla definizione del concetto di break even point, inteso come livello di volumi dei ricavi che restituiscono profitti pari a zero. In altre parole, i ricavi generati e i costi sostenuti sono di pari ammontare.

A livello di formule potremmo scrivere quanto segue:

Ricavi = Costi

Se ora consideriamo:

– px il prezzo unitario unitario di vendita,

– cv il costo variabile unitario di produzione,

– CF i costi fissi,

– Q i volumi,

potremmo scrivere che i ricavi quanto segue:

Q(px-cv)-CF= Margine

pertanto in caso di margine uguale a zero, avremmo che:

Q= CF/(px-cv).

 

Break even analysis: esempio di calcolo punto pareggio

Supponiamo di avere i seguenti dati:

Costi fissi: 80.000

Prezzo unitario di vendita: 35 euro

Costi variabili unitari:  25 euro

Per ottenere il punto di pareggio in termini di unità da vendere per coprire tutti i costi, dovremo applicare la  formula appena vista sopra, ovvero:

Q= 80.000/(35-25)= 8.000

Servono pertanto 8.000 unità da vendere per avere ricavi pari a costi. Ogni unità venduta aggiuntiva ci permetterà di generare margine. Infatti la quota di costi fissi avrà un peso decrescente all’aumentare delle quantità vendute.

Ad esempio con quantità vendute per 10.000 unità genereremo ad esempio un margine di 20.000 euro.

La differenza tra 35 euro e 25 euro, ovvero prezzo unitario – costo variabile unitario, rappresenta il margine di contribuzione per unità. In pratica, questo delta rappresenta l’ammontare che ciascuna unità di prodotto venduta contribuisce alla copertura dei costi fissi aziendali.

A questo punto se moltiplichiamo la quantità di pareggio (8.000) per il prezzo unitario (35 euro) otteniamo il nostro break even point di 280.000 euro, ovvero i ricavi necessari per coprire tutti i costi (CF + CV).

Qui sotto riportiamo i calcoli dell’esempio excel che abbiamo descritto:

break even analysis

Break even analysis: considerazioni sulla formula

Abbiamo visto che, data la Quantità di pareggio, potevamo calcolare il break even point come prodotto tra il prezzo e la quantità di pareggio:

Break even Point = Prezzo x Q di pareggio

Sapendo che Q di pareggio = CF/ (px – cv),

allora possiamo sostituire Q di pareggio con CF/ (px – cv).

Pertanto possiamo scrivere che:

Break even Point = px x CF/ (px – cv) ovvero CF/(px-cv)/px

ovvero

Break even point= CF/% Margine contribuzione

Ricorda: il  Margine contribuzione in percentuale è dato dato da (px-cv)/px.

Nel nostro esempio precedente abbiamo che il margine è di 28,6%

margine % Contribuzione

Ore se prendiamo i costi fissi e dividiamo per il margine % otteniamo il break even point di 280.000.

In sintesi: se applichiamo la formula Q di pareggio x prezzo e CF/margine % otteniamo il risultato identico del punto di pareggio.

Calcolo del punto di pareggio con excel

Qui di seguito proponiamo un semplice esempio di calcolo del punto di pareggio utilizzando un modello excel.

Consideriamo la nostra azienda Alfa e le seguenti assumption:

I costi variabili pesano per il 62% sui ricavi di vendita.

A questo punto possiamo andare a costruire un semplice conto economico collegato alle celle delle assumption:

I ricavi sono stati ottenuti moltiplicando il prezzo x le quantità: 22 x 180.000

I Costi variabili sono dati dal costo variabile unitario x le quantità: 13,64 x 180.00

La differenza tra Ricavi e Costi Variabili ci permette di ottenere il margine.

Il Margine diviso i ricavi ci restituisce la % di margine di contribuzione.

Linkiamo poi la cella dei costi fissi con il dato indicato nelle assumption.

Margine – Costi Fissi restituisce il Risultato prima degli interessi e delle tasse (EBIT).

Linkiamo poi gli interessi con il dato indicato nelle ipotesi d partenza.

La differenza tra Ebit e interessi ci restituisce il Risultato prima delle tasse.

Moltiplichiamo il risultato ante tasse per la percentuale delle tasse (38%) e otteniamo l’utile netto.

Come potete comprendere, il modello costruito è dinamico. Pertanto sarà sufficiente modificare i dati indicati nelle assumption, per ottenere in automatico i nuovi risultati nel conto economico. Questa è una best practice importante nella costruzione dei modelli excel.

Se desideri approfondire le best practices da seguire nella costruzione di modelli economico e finanziari excel, ti suggeriamo di leggere l’articolo dedicato alle guidelines excel.

A questo punto, ritornando all’esempio siamo pronti a calcolare il punto di pareggio, mettendo in pratica le formule viste precedentemente.

Pertanto nella cella C22 scriviamo break even point produttivo; nella cella D22 inseriamo la formula seguente: =E6/(E3-E5) ovvero CF/(px-cv). Il risultato sarà 65.789.

Nella cella C23 inseriamo l’etichetta BEP soluzione 1 di calcolo e nella cella  D23 scriviamo la seguente formula:

=E22*E3 ovvero Break even point produttivo x Px. Il risultato sarà 1.447.368 euro.

Nella cella C24 inseriamo l’etichetta BEP soluzione 1 di calcolo e nella cella  D24 scriviamo la seguente formula:

=+E6/G25 ovvero CF/Margine % è il risultato anche in questo caso sarà 1.447.368 euro.

Come fare il grafico excel del BEP

Se volessimo dare una rappresentazione grafica in excel del punto di pareggio determinato nell’esempio precedente (Ricavi pari a 1447.368), dobbiamo procedere a impostare i seguenti gli step:

– Creiamo un nuovo foglio di lavoro che chiamiamo “Grafico”.

– Nella cella c1 e c2 inseriamo i valori dei prezzi e dei costi variabili che abbiamo utilizzato nell’esempio: 22 euro e 13,64.

– Costruiamo una tabella formata dai seguenti campi: Quantità, Ricavi, Costi, Variabili, Costi fissi, Costi totali e Risultato.

Per quanto riguarda la quantità siamo partiti dal valore di 5789,47 e poi abbiamo incrementato di 5000 unità alla volta. I Ricavi sono di ogni riga sono ottenuti facendo il prodotto tra la quantità e il prezzo di 22 euro. Analogamente i costi variabili sono ottenuti moltiplicando la quantità per i costi variabili di 13,64.

I costi fissi saranno sempre 550.000.

– I costi totali di ogni riga si otterranno sommando costi variabili e costi fissi.

– La differenza tra ricavi e costi fissi ci restituirà il risultato economico.

La tabella che abbiamo ottenuto è quella riportata qui di seguito:

 

Il grafico che otterremo sarà il seguente:

break even grafico

 

Come potete osservare, il punto di intersezione tra la linea dei ricavi e dei costi totali è dove i ricavi sono 1.447.368, che sono appunto i ricavi di pareggio che avevamo calcolato precedentemente. Dopo quel punto i ricavi iniziano ad essere superiori ai costi e pertanto generano un risultato economico positivo. Entriamo pertanto in quella che abbiamo definito area dei profitti.

 

Come determinare una livello di quantità obiettivo

Ora che hai compreso le varie peculiarità del calcolo del punto di pareggio, procediamo con ulteriori considerazioni pratiche.  Supponiamo di voler calcolare la quantità target dati i CF, il rezzo unitario, i costi variabili unitari e un Ebit definito a priori.

La formula da considerare sarà la seguente

Quantità obiettivo = (CF+ Ebit Target)/(px-cv).

Di seguito riportiamo un semplice esempio:

Se vogliamo ottenere un EBIT di 100k con costi fissi pari a 300k, prezzo di vendita di 15 e costi variabili unitari di 10, avremo necessità di 80.000 unità vendute.

Break even point e situazione di multi prodotto

Fino ad ora abbiamo ragionato su esempi mono prodotto. Ma cosa succede se entriamo più nella complessità e consideriamo il caso di un’azienda multi prodotto? Se ti interessa approfondire questo esempio ti suggeriamo di leggere l’articolo dal titolo: “La Break even analysis in un’azienda multi prodotto“. Nell’articolo potrai inoltre scaricare l’esempio pratico di calcolo del punto di pareggio del mix di prodotti. Qui sotto riportiamo la tabella di sintesi:

break even multi prodotto

 

La ricerca obiettivo excel

La strumento ricerca obiettivo excel può essere molto utile nelle simulazioni di calcolo del break even point.

Questo tool lo trovate nella sezione “Dati” di excel —–> “Analisi simulazione” e Ricerca Obiettivo.

Di seguito un semplice esempio per capire come utilizzare la ricerca obiettivo. Supponiamo di voler sapere con quantità pari a 100.000 quanto sarà l’EBIT.

Cliccate su ricerca obiettivo, apparirà una finestra di dialogo dove:

– come imposta cella  indicheremo il collegamento alla cella della quantità obiettivo a cui daremo un valore di 100.000, cambiando il valore della cella dell’Ebit pianificato (attualmente di 100k)

ricerca obiettivo

Cliccando su okay, otterremo che l’Ebit pianificato necessario per raggiungere la quantità di 100.000 sarà di 200.000 euro.

Il tool è davvero molto utile per simulazioni e analisi rapide.

Conclusioni

Siamo giunti alla fine di questo viaggio nel mondo della break even analysis. Abbiamo avuto di comprendere come applicare al meglio le formule e le varie declinazioni. L’analisi dei grafici e molti esempi pratici ci hanno permesso di comprendere al meglio come eseguire calcoli e ragionamenti vari. Qui sotto, potete poi scaricare il file excel, con gli esempi che abbiamo presentato nell’articolo. Il file excel è suddiviso in quattro fogli di lavoro:

– Break even analysis

– Esempio BEP

– Grafico

– Esempio Quantità OBTV.

IL suggerimento che vi diamo è quello di ragionare sulle formule proposte, ribaltatele e utilizzatele per fare simulazioni. La break even analysis, aggiunta ad altre analisi come quella del direct costing, full costing e il forecasting può davvero aiutare molto in ambito di controllo di gestione.

Risorse per approfondire

Break even e decision tree: un esempio con excel

Applicazioni excel di controllo di gestione

Punto di pareggio excel: costi fissi e costi variabili

Break even point: calcolo, formula e grafico

Calcolo del punto di pareggio

Ebook di controllo di gestione e analisi excel