L’apprendimento e l’aggiornamento delle competenze sta evolvendo. Quali soluzioni scegliere per favorire un apprendimento a valore aggiunto, efficace, immersivo e specialistico? Intervista ad Aleksandra Maravic, CEO e founder di BeyondTheBox.

 

L’apprendimento on line sta evolvendo il modo e i tempi di acquisire nuove competenze tecnico specialistiche. L’obiettivo deve essere quello di tenere alto il livello di concentrazione durante la fase di formazione. Come individuare soluzioni adatte alle proprie esigenze e il tempo disponibili?

Per approfondire queste tematiche, abbiamo intervistato Aleksandra Maravic, che dopo avere lavorato in alcune PMI italiane, operanti nel settore automotive, si è “fatta le ossa”, nel mercato asiatico, dove ha seguito le strategie di espansione internazionali di alcune aziende locali, ricoprendo ruoli di business development e in ambito manageriale.

Beyondthebox

Dopo 15 anni il ritorno a Milano e la creazione della startup BeyondTheBox, la prima piattaforma di apprendimento interattivo e condiviso per acquisire e rafforzare le competenze i modo semplice, confidenziale e condiviso.

Come nasce l’idea di BeyondTheBox?

In moltissime aziende, soprattutto nelle PMI, si viene assunti per ricoprire un ruolo specifico ma alla fine ci si ritrova a fare decine di altre attività per le quali non si hanno le competenze idonee e non si ha nessuno a cui chiedere. Le risorse delle aziende sono spesso scarse e un export manager si ritrova facilmente ad organizzare fiere o far stampare cataloghi. Se fino a ieri un profilo multitasking era apprezzato, oggi le competenze ricercate sono sempre più specifiche. Ho passato anni a fare nuove attività per le quali non avevo le competenze adatte e avrei tanto voluto ricevere supporto da qualcuno più bravo di me. Con /BeyondTheBox metto a disposizione delle aziende migliaia di Esperti che fanno formazione interattiva, una formazione a caldo sul problema per dare supporto concreto al team aziendale.

L’evoluzione digitale e l’attuale periodo, che stiamo vivendo sta trasformando il nostro modo di lavorare. Quale contributo può dare l’apprendimento on line? L’approccio al problem solving collaborativo e la sharing competencies possono contribuire al miglioramento continuo di persone e aziende?

Assolutamente si. La tecnologia deve essere utilizzata per rimettere al centro le persone e valorizzarle. La formazione tradizionale, anche se fatta online, richiede motivazione, tempo e viene imposta dal datore di lavoro. L’apprendimento interattivo del nostro modello permette al dipendente di attivare il percorso formativo adatto alle sue esigenze professionali. Permette di crescere attraverso il confronto perché è dimostrato che il “social learning” – cioè l’apprendimento fatto grazie a colleghi, esperti o persone di fiducia – è quello che stimola l’apprendimento trasformativo: non solo far acquisire la competenza richiesta ma stimolare a trovare nuove prospettive per risolvere il problema che si deve affrontare.

 

Come fare a mantenere alta la concentrazione e la motivazione in un percorso di apprendimento online? Qual è la vostra ricetta segreta?

La mente umana è incapace di mantenere lo stesso livello di attenzione per lunghi periodi. Si chiama curva dell’attenzione: la mente ci mette un po’ a raggiungere il picco massimo dell’attenzione: circa 5 minuti. Dopodiché, è in grado di mantenere lo stesso alto livello di attenzione per altri 15 – 20 minuti. Dopo questo intervallo l’attenzione cala, fino a raggiungere una diminuzione dell’80% intorno ai 30 minuti. Per questo motivo le nostre sessioni di formazione possono essere di 20 o massimo 40 minuti. Inoltre la nostra è una formazione sincrona, one-to-one in diretta con l’esperto che risponde a tutte le domande sul momento, un approccio molto diverso rispetto a guardare per 40 minuti un video asincrono.

 

Quali sono i pilastri fondamentali su cui si fonda il vostro business model di BeyondTheBox?

Scalabilità: abbiamo lavorato sulla tecnologia per poter fin da subito automatizzare i processi e flussi.

Semplicità: il nostro processo tecnologico porta una grande rivoluzione sollevando completamente l’utente dal doversi scegliere il contenuto formativo adatto a lui. Ci sembrava un paradosso non sapere qualcosa e dover pure essere in grado di scegliere che corso fare per impararla così abbiamo fatto in modo che il nostro utente esprimesse in linguaggio naturale la sua esigenza e il nostro algoritmo avrebbe fatto il resto abbinando quell’attività alle competenze necessarie per svolgerla.

Accessibilità: oggi la sharing economy ci permette di condividere qualsiasi cosa, dall’automobile alle serie tv grazie a un semplice abbonamento. Abbiamo voluto applicare lo stesso concetto anche competenze professionali. Un abbonamento mensile che dà accesso a migliaia di competenze on-demand.

Diamo qualche suggerimento: su quali competenze puntare in questo periodo complesso e incerto e in continua evoluzione?

Sicuramente le competenze digitali sono fondamentali indipendentemente dal tipo di lavoro che si fa o dal settore in cui si opera. Trovo però che ci sia una competenza importantissima oggi più che mai, la capacità di ascolto dei clienti. Il consumatore è bombardato da prodotti e servizi, si stufa velocemente e non è fedele ai brand come una volta. La capacità di ascoltare le sue esigenze permette di realizzare quello di cui il mercato ha bisogno e assicurarsi un prodotto di successo.