Benchmarking: a cosa serve? Quali sono le fasi da implementare? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? Articolo dedicato al benchmarking.

 

La parola benchmarking nel business si colloca già ai tempi degli anni 70, grazie a Robert Camp, a cui si da la paternità del termine.

Definizione di Benchmarking

Il benchmarking  secondo  Danilo Zatta, autore del libro “Management Strategico“, edito da Hoepli, è da intendersi  “come un processo continuo di misurazione di prodotti, servizi e prassi aziendali mediante il confronto  con i concorrenti più forti“.

Come potete comprendere il benchmarking è un modo per comparare il modo di realizzare determinate attività di un’azienda con quelle di altri. L’analisi comparativa avviene comparando delle misure se esistenti, oppure attribuendo dei pesi specifici con criterio soggettivo od oggettivo.

Il punto di forza di una simile analisi è pertanto quella di confrontare le performance o le peculiarità di un’azienda con quelle di altre aziende.

Questo tipo di analisi non è da effettuare solamente tra aziende in competizione, ma anche tra aziende di diverso settore. Nel primo caso parliamo di analisi della concorrenza, nel secondo caso andiamo a svolgere un’esamina più ampia e volta a fare innovazione.

In questo modo è possibile individuare best practice da fare proprie e da utilizzare nella propria realtà aziendale.

Si potrebbe palare di modelli comprativi che possono concentrarsi ad esempio sull’analisi dei costi, sulla peculiarità dei prodotti/servizi, sui processi aziendali, sui meccanismi organizzativi.

 

Tipi di benchmarking

I benchmarking possono essere di varia natura:

Interno all’azienda (ad esempio quando vado a comprare il processo di vendita degli uffici dei  diversi paesi)

Di gruppo ( esempio analisi delle business unit o delle consociate facenti parte di uno stesso gruppo)

Intrasettoriale: confronti tra aziende non appartenenti allo stesso settore o allo stesso gruppo.

Competitivo ( analisi concorrenza).

Gap analysis e analisi comparativa

I gap che emergeranno dovranno poi essere analizzati nel dettaglio. Le varianze dovranno essere ricondotte a situazioni di efficienza, efficacia, organizzazione, innovazione, ecc.

Le differenze derivanti da uno studio si benchmarking, potranno altresì essere riconducibili alle risorse disponibili di un’azienda e alle sue capacità di fare business e strategia.

Il benchmarking è pertanto un ottimo strumento per analizzare i processi, individuare le criticità, migliorarli. In altri termini stiamo parlando di uno strumento, che ci può supportare nella fase di problem solving aziendale.

Secondo Danilo Zatta, le domande principali a cui risponde un’analisi comparativa possono essere le seguenti:

– Come viene risolto un problema da altre aziende?

– Perchè i nostri concorrenti queste hanno implementato soluzioni diverse rispetto alle nostre?

– Quali sono le migliori soluzioni che possiamo implementare?

 

Fasi di un progetto di benchmarking

Secondo Zatta, un progetto comparativo si sviluppa principalmente nelle seguenti 4 fasi:

1) Pianificazione (determino l’oggetto, creo il team di lavoro, ricerco eventuali partner per il benchmarking).

2) Analisi ( identifico i parametri, raccolgo i dati e le informazioni, analizzo i differenziali).

3) Elaborazione delle raccomandazioni ( individuo le attività per colmare i gap, sviluppo un piano di azione evidenziando gli step temporali e le responsabilità delle persone coinvolte).

4) Implementazione e controllo ( metto in azione il piano e controllo periodicamente i risultati raggiunti).

 

Risorse per approfondire

Analizzare e monitorare i progetti di consulenza con excel

La gestione di un progetto in 4 mosse

Previsioni e business plan in tempi di crisi