La gestione di un’azienda non deve essere orientata solamente a definire le strategie di vendita ma deve anche pianificare attentamente gli aspetti andamentali  delle 3 dimensioni: reddituale, patrimoniale e finanziaria.

Quale approccio si deve tenere per implementare un’efficace modello di pianificazione, attuazione, controllo e introduzione di eventuali interventi correttivi?

Gli approcci possono essere diversi, tuttavia l’obiettivo deve essere unico e finalizzato a creare valore all’azienda generando profitti. Non è sufficiente vendere tanto se poi la redditività dei nostri prodotti non risponde alle attese o se gli incassi tardano ad arrivare generando forti squilibri finanziari.

Ma allora come procedere?

Sicuramente occorre approcciare un modello di analisi di partenza che deve supportare il management a periodici check up aziendali. Su questo fronte un primo step è sicuramente quello di andare a esaminare e interpretare il bilancio dell’azienda in questione (almeno gli tre anni) al fine di ricavarne indicazioni sintetiche sulla gestione dell’impresa.

La riclassificazione del conto economico e dello stato patrimoniale è un passaggio necessario per avere una fotografia ad un determinato riferimento temporale della situazione andamentale dell’azienda.

In particolare, riclassificare il bilancio significa riordinare e raggruppare in modo razionale le voci dello stato patrimoniale e del conto economico in modo che sia consentita:

– Una lettura al contempo sintetica ed esaustiva delle informazioni contenute nel “bilancio civilistico”.

– La confrontabilità per classi di valori omogenei per più esercizi.

Ma quali sono gli Scopi della riclassificazione di bilancio?

– Raggruppare le voci di bilancio per classi omogenee.

– Evidenziare risultati parziali.

– Facilitare la comprensione delle relazioni tra gli aggregati di bilancio.

– Facilitare i confronti nello spazio e nel tempo.

– Rappresentare un punto di partenza per l’analisi di bilancio e per le analisi finanziarie.

Indici di Bilancio

Il passo successivo è quello di andare ad analizzare gli indici di bilancio.
Gli indici o quozienti di bilancio sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico riclassificati. L’uso di questi strumenti risulta molto utile e rappresenta un elemento di particolare importanza nell’analisi economica e finanziaria del bilancio d’esercizio. Gli indici di bilancio si presentano sia sotto forma di numero interno, sia in forma di percentuali. Quale rapporto tra due valori, la variazione di un indice può dipendere dall’incremento del numeratore, ma può anche essere riferita alla diminuzione del denominatore.

Gli indici di bilancio devono contribuire a dare una fotografia in ambito delle seguente aree:

–    Redditività

–    produttività e di sviluppo

–    liquidità e capitale circolante

–    struttura finanziaria

Ricorda:
–    Ogni valutazione basata su singoli indici deve essere ulteriormente approfondita, affinché non appaia fuorviante.    
–    Indici e sistemi di coordinamento risultano tanto più utili, quanto più sono impiegati per l’elaborazione ed il confronto di grandi aggregati e al fine di definire trend di settore.

L’analisi dinamica e il rendiconto finanziario

Un altro step è quello dell’analisi dinamica e del Rendiconto Finanziario
Per svolgere un’analisi accurata dei dati di bilancio è importante integrare la lettura diretta e quella degli indici, con una terza metodologia detta analisi dinamica o analisi per flussi. Si tratta di approfondire la conoscenza dei fenomeni, generati dalla gestione delle attività aziendali, che portano alla generazione o all’assorbimento di liquidità. Il rendiconto finanziario è il principale strumento tecnico a disposizione dell’analista per valutare i flussi di cassa e il modo in cui sono stati prodotti.

Ricorda:
Vi sono diversi schemi di presentazione del rendiconto finanziario, alcune caratteristiche sono in ogni caso comuni:

–    Fonte rappresentata dalla gestione economica (operativa o complessiva).

–    Investimenti/disinvestimenti (impieghi/fonti) originati dalla gestione del capitale circolante.

–    Investimenti/disinvestimenti (impieghi/fonti) originati dalla gestione del capitale fisso.

–    Variazioni positive/negative (fonti/impieghi) originate dalla gestione delle passività finanziarie e dal patrimonio netto.
–    Saldo finanziario della gestione.

–    Variazione della liquidità aziendale (o dell’indebitamento a breve termine).

Break even analysis, Leva operativa e Leva finanziaria

Un altro passaggio fondamentale è quello della Break-even Analysis della Leva Operativa e della Leva Finanziaria
Questi tre strumenti di analisi sono sicuramente tradizionali ma supportano il management a tenere sotto controllo i costi e le finanze.

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Chiaramente quando parliamo di costo di prodotto si deve ampliare l’analisi e muoversi verso logiche di allocazione dei costi per centri di costo o per attività.
Su questo versante abbiamo già dedicato diversi articoli e suggerito l’utilizzo dello strumento Driving.

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Risorse per approfondire

I suddetti possono essere approfonditi leggendo leggere e interpretare il bilancio di esercizio dove in allegato troverete il software BALANCE DETECTOR, che si compone di questo kit:

1.    Analisi e check-up:

2.    Easy Share Finance:


3.    Banca dati:

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