Hai deciso di avviare la tua attività d’impresa e non sai come aprire partita IVA e quanto pagherai di tasse? Oggi grazie a Fiscozen risolviamo tutti i tuoi dubbi!

 

 

Aprire partita IVA: la paura dei lavoratori autonomi

Sei hai sempre desiderato avviare un’attività lavorativa sappi che dovrai necessariamente aprire partita IVA! Online troverai tante informazioni errate che ti spingeranno a utilizzare la ritenuta d’acconto e la prestazione occasionale. Ma questa è un’informazione del tutto sbagliata perché non si può avviare un’attività continuativa con prestazione occasionale (il nome è esplicito nell’indicare l’occasionalità). La partita IVA, d’altro canto, è sempre associata alle difficoltà economiche, per lo più derivanti dal pagamento di consistenti quantità di tasse. Ma non è sempre così, perché esiste un regime agevolato che ti permette di avere la tua partita IVA risparmiando sulle tasse.

 

Libero professionista o ditta individuale?

Iniziamo il nostro viaggio nelle regole per aprire partita IVA specificando che esiste una differenza di inquadramento fiscale tra un libero professionista e una ditta individuale. Il primo svolge un’attività prevalentemente intellettuale. La ditta individuale, al contrario, svolge attività artigiana e/o commerciale. Aprire partita IVA è completamente gratuito per i liberi professionisti.Per le ditte individuali dovrai farti aiutare da un professionista. Fiscozen ti permette di aprire partita IVA e gestire la pratica di iscrizione alla Camera di Commercio, all’albo commercianti e all’INPS al prezzo di 200€+IVA.

 

Scegliere il giusto regime fiscale

Al momento di aprire partita IVA dovrai specificare il Codice ATECO della tua attività e il regime fiscale che credi sia il più adatto da utilizzare per la tua attività. Qui c’è la novità che ti permetterà di risparmiare sulle tue tasse perché lo Stato italiano ha introdotto un regime fiscale agevolato che dal 2016 permette a tutti i contribuenti di versare una sola tassa, l’imposta sostitutiva, pari al 5% del reddito imponibile. È questo il regime forfettario del 2018, il regime agevolato che lo Stato ha messo a disposizione di ditte individuali e liberi professionisti. Vediamo le principali caratteristiche.

 

Il regime forfettario: forfettari di spesa

La principale agevolazione che prevede il regime forfettario è la riduzione degli adempimenti fiscali. Grazie a questo nuovo regime fiscale si potranno evitare gli studi di settore, ci sarà solo un’imposta da versare ( l’imposta sostitutiva) e non ci sarà né rivalsa IVA né detrazioni di spesa, inoltre non potrai dedurre le spese aziendali. Lo Stato ha, però, definito per le varie attività lavorative così come classificate dal Codice ATECO, un forfettario di spesa. Quindi, indipendentemente dalle spese realmente sostenute, si avranno delle deduzioni sul reddito lordo che determineranno il reddito imponibile su cui saranno calcolate le tasse. Per accedere al regime forfettario ci sono dei requisiti da rispettare tra cui quello del limite annuo dei ricavi. Anche questo limite annuo si differenzia per ogni attività lavorativa così come classificate dal Codice ATECO.

 

Tasse e contributi del regime forfettario

Ipotizziamo che tu abbia una attività che ha un coefficiente di redditività del 40%, quindi una deduzione di spesa del 60%, e un limite annuo di ricavi di 50.000€.

Esiste un secondo costo fisso per coloro che decidono di avviare un’impresa e cioè i contributi previdenziali. In Italia i contributi sono un pagamento obbligatorio che serve per la tua pensione e ti garantisce anche il sostegno economico nel caso di invalidità. Nel caso di ditta individuale, ci si dovrà iscrivere alla gestione INPS artigiani e commercianti.

Questa cassa prevede dei contributi minimali di 3.791,98€ per i commercianti e di 3.777,84€ per gli artigiani fino a 15.710€ di reddito e contributi variabili con aliquota al 24,09% per i commercianti e del 24% per gli artigiani per tutto quello che eccede tale soglia di reddito. La gestione INPS artigiani e commercianti è però un costo che potrai dedurre dal tuo reddito e dunque sappi che dovrai sottrarlo quando andrai a calcolare le tasse.

Supponiamo che nel tuo terzo anno di attività avrai ricavi per 40.000€ (coefficiente di redditività 26.800€) pagherai i contributi minimali di 3.791,98€ (ipotizziamo sia un commerciante) e contributi variabili su 11.090€ (26.800-15.710) . Infine dovrai considerare l’imposta sostitutiva del 5% di tasse che pagherai su 26.800€ – 3791,98 € – 11.090 € = 1.149,85 €.

 

Oltre alle tasse e ai contributi: il commercialista

Oltre ai costi fissi della tua partita IVA che abbiamo appena descritto, esistono anche i costi variabili come quelli del commercialista. Variabile perché dipende dal chi scegli. Dalla stessa persona dipende anche la tipologia di servizio che si riceve. In media un commercialista ti farà un preventivo intorno ai 500€+IVA annui per gestire la tua partita IVA.Esistono però dei servizi online che permettono di gestire tutti gli aspetti della tua partita IVA in un unico luogo, online, comodamente da pc, tablet e telefono.

 

Articolo a cura di Fiscozen

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Fiscozen Srl è una società che offre un servizio di consulenza fiscale per le Partite IVA mediante una piattaforma tecnologica innovativa. Tramite la piattaforma è possibile gestire ogni aspetto della Partita IVA, dall’apertura fino alla dichiarazione dei redditi. Inoltre Fiscozen offre un supporto di altissimo livello con consulenti fiscali dedicati sempre a disposizione tramite chat, email e telefono.